Analisi
Fiat pigliatutto 9 anni fa - lunedì 11 maggio 2009
Dopo l’accordo con Chrysler, Fiat tenta la conquista di Opel. Ma la corsa verso la casa tedesca è irta di ostacoli e il successo non è scontato. Ecco le novità della settimana e cosa potrebbe succedere in futuro.

Dopo l’accordo con Chrysler, Fiat tenta la conquista di Opel. Ma la corsa verso la casa tedesca è irta di ostacoli e il successo non è scontato. Ecco le novità della settimana e cosa potrebbe succedere in futuro.

Chrysler finisce all’asta

· L’opposizione di numerosi creditori “minori” di Chrysler, tra cui alcuni fondi di investimento, che contestano l’intervento del governo Usa nell’accordo tra Chrysler e Fiat, ha costretto la casa automobilistica Usa a ricorrere al Chapter 11 della legge fallimentare statunitense, che prevede il congelamento dei debiti e la vendita all’asta delle attività del gruppo per soddisfare i creditori.

· L’asta per l’assegnazione delle attività produttive, a cui Fiat parteciperà come primo acquirente grazie agli accordi precedentemente conclusi (vedi qui ), dovrebbe aver luogo tra il 21 e il 22 maggio prossimo e il vincitore dovrebbe essere proclamato il 27.

Opel: una strada in salita

· Dopo la conclusione dell’alleanza con Chrysler, la Fiat ha puntato immediatamente su Opel. La casa automobilistica tedesca, che fa parte del gruppo General Motors, non naviga in buone acque e, come diversi altri produttori di auto, necessita di un alleato. Fiat avrebbe presentato un piano articolato. Secondo indiscrezioni ha offerto 1 miliardo di euro da investire in Opel, oltre ad aver richiesto interventi statali per 5-7 miliardi di euro.

· Sarà difficile, però, che l’alleanza tra le due case vada in porto. Fiat, che ha già collaborato in passato con Opel, deve scontrarsi con opposizioni forti: quella dei sindacati tedeschi, innanzitutto, che temono la chiusura di stabilimenti e il taglio di posti di lavoro. Addirittura c’è chi, nonostante le smentite di Fiat, ha ipotizzato 10.000 posti di lavoro sacrificati in Germania, se l’intesa Fiat - Opel dovesse decollare, e la chiusura di diversi impianti produttivi, oltre che in Germania, anche in Italia.

· Inoltre, diversi esponenti politici (anche in Germania le elezioni sono vicine) si sono pronunciati contro Fiat a favore di Magna, il gruppo austro-canadese di componenti automobilistici che, insieme ad alcuni investitori russi concorre per Opel e che, pur avendo presentato un piano industriale meno dettagliato di quello italiano, pare essere favorito nella corsa all’acquisizione.

Un futuro colosso dell’auto?

· Se, nonostante le grandi difficoltà, Fiat riuscisse a conquistare Opel, il futuro gruppo Fiat - Chrysler - Opel potrebbe arrivare addirittura a essere il secondo gruppo al mondo per numero di auto costruite, subito dopo Toyota.

· Potrebbe, stando a stime basate sulla produzione di vetture del 2008, arrivare a superare i 6 milioni di auto l’anno, la “soglia critica” indicata da tempo dalla direzione di Fiat come minima per garantire la sopravvivenza futura di un gruppo automobilistico.

· La realizzazione del grande polo dell’auto richiederà molti capitali. Fiat, che non dispone di tutta questa liquidità – vedi qui – ha già cercato di trovare le risorse necessarie chiedendo aiuti statali negli Usa e in Germania e ricorrendo alle banche. I principali intermediari italiani hanno già confermato il loro appoggio al progetto di espansione di Fiat, offrendo, secondo indiscrezioni, nuove linee di credito per 1 miliardo di euro.

· Torino potrebbe ricorrere anche al mercato. Da più parti si ipotizza la quotazione di un “nuova Fiat”, in cui potrebbero venir convogliate tutte e sole le attività produttive dell’automobile: oltre al marchio Fiat, anche Lancia, Alfa Romeo e Abarth, ma senza Maserati e Ferrari, insieme alla quota detenuta da Fiat in Chrysler (inizialmente il 20%) e l’eventuale acquisizione in Opel.

· Nella “vecchia Fiat” rimarrebbero le altre attività del gruppo, per esempio, Iveco, CNH, Magneti Marelli e Comau. Chi possiede oggi titoli Fiat, nell’ipotesi dello scorporo del comparto auto, si troverebbe in mano le azioni della “vecchia Fiat”, che non comprenderebbe più il comparto auto. Che sia una perdita o meno per l’azionista è ancora presto per dirlo. Dipende dal prezzo di quotazione della “nuova Fiat”. Dato il clima di grande incertezza, vi consigliamo, per ora, di mantenere il titolo Fiat (7,66 euro) e ribadiamo il consiglio di vendita dato per le obbligazioni emesse dal gruppo Fiat - vedi qui .

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