Analisi
Partenza turbo, finale in sordina 8 anni fa - lunedì 25 maggio 2009
Quella appena trascorsa è stata una settimana contrastata per le Borse, caratterizzata da notevoli sbalzi d'umore. Il bilancio si è chiuso, però, in attivo.

Quella appena trascorsa è stata una settimana contrastata per le Borse, caratterizzata da notevoli sbalzi d’umore. Il bilancio si è chiuso, però, in attivo.

La speranza che la crisi possa allentare la morsa già da fine 2009 e che l’economia possa ritrovare la crescita dall’anno prossimo ha caratterizzato l’avvio della settimana appena trascorsa. A sostenere i listini ha contribuito l’ottimismo derivante dal rialzo dell’indice tedesco Zew (vedi qui). Nel corso delle sedute, però, l’entusiasmo è andato un po’ scemando. Le vendite sono tornate a predominare sui listini quando la Banca centrale Usa ha sottolineato i rischi legati alla disoccupazione e ha peggiorato le stime per il 2009 (vedi qui). Complici, poi, alcuni dati societari non proprio brillanti, le Borse hanno limato i guadagni. New York ha così chiuso in rialzo dello 0,5%, mentre le Borse europee, in media, sono salite dell’1,9%. Milano ha messo su il 2,3%. Tra i settori, molto contrastato quello finanziario che è comunque riuscito a chiudere in rialzo del 4%. La preoccupazione per lo stato di salute di alcune piccole banche regionali americane è stato compensato dalla notizia che un colosso come Bank of America (+3,8%) sembra poter riuscire a raccogliere il denaro necessario per rafforzare il proprio capitale e restituire i prestiti statali già per la fine di quest’anno. Complice un calo delle scorte di greggio e benzina oltre le attese negli Usa e un calo del biglietto verde, il prezzo del petrolio (qualità Wti) ha chiuso sopra i 61 dollari, mettendo a segno un balzo dell’8,6%. Il settore energetico ha guadagnato il 4,5%. Nel settore della distribuzione (+1,5%) hanno convinto i conti dell’americana Lowe’s (+5%), ma hanno deluso quelli dell’inglese Marks & Spencer (-13,2%), che ha anche ridotto il dividendo trimestrale. Il risultato del settore auto (+2,9%) continua a essere influenzato dall’alternarsi delle notizie in merito al destino di General Motors (+31,2%).

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