Analisi
Tassi e valute 8 anni fa - lunedì 18 maggio 2009
La Bce vede qualche schiarita nel 2010, e il mercato dei bond pare crederci. Cambia la nostra strategia.

La Bce vede qualche schiarita nel 2010, e il mercato dei bond pare crederci. Cambia la nostra strategia.

 Il bollettino mensile della Bce (la Banca centrale europea) si mostra moderatamente ottimista: se per il 2009 ci si aspetta un nuovo declino, nel 2010 l’economia dovrebbe ricominciare a “girare” a ritmo un po’ più vivace, anche se è inutile aspettarsi faville. Uno scenario a cui il mercato sembra tutto sommato credere: e infatti, nonostante i nuovi dati economici negativi di questa settimana , i tassi di mercato hanno mantenuto le posizioni e non sono scesi. La fase di discesa dei tassi sembra essere al capolinea: per questo, abbiamo deciso di modificare la nostra strategia puntando su obbligazioni con scadenze un po’ più brevi, tra 7 e 10 anni. Il loro rendimento è un po’ più basso, ma il rischio è inferiore: trovate un’analisi più approfondita nella sezione Ultime analisi . Su Soldi Sette vi segnaliamo i nostri titoli preferiti, per una selezione più ampia consultate il nostro sito alla sezione Obbligazioni. Continuate a evitare, invece, i titoli con scadenze ancora più brevi, i cui rendimenti non sono secondo noi interessanti: le aste dei titoli di Stato hanno visto calare ulteriormente il tasso offerto sui BoT e sui BTp a 5 anni (ai minimi da gennaio 2006). Stiamo rivedendo anche la nostra strategia sulle obbligazioni in dollari Usa, ma per ora potete ancora puntare sui titoli con scadenze comprese tra 10 e 15 anni: il loro rendimento si è lievemente ridimensionato questa settimana, con un calo dello 0,2% circa di cui ha potuto beneficiare chi ha già acquistato settimana scorsa. Il prezzo del titolo Bank Nederlandse Gem. passa ad esempio da 104,24 a 106,11. Chi acquista oggi può però approfittare del passo indietro del dollaro, da 1,35 a 1,36 per un euro: il ritorno di ottimismo sul mercato sta facendo perdere smalto al biglietto verde tradizionalmente considerato come un “bene-rifugio”. Recupera da 0,90 a 0,89 per un euro la sterlina britannica, nonostante il pessimismo espresso dalla Bank of England nel suo rapporto periodico sull’inflazione . I titoli in sterline rimangono una buona opportunità di diversificazione del vostro portafoglio, potete ad esempio puntare sul titolo Bei con scadenza 2016 che rende il 2,81% (era il 2,98% una settimana fa.  

Gli interventi pubblici permettono di prospettare un 2010 in ripresa, ma i conti statali ne risentono.

I dati economici continuano a registrare nuovi declini, ma i mercati guardano avanti e cominciano a prepararsi a un 2010 che dovrebbe rappresentare il punto di svolta e il ritorno, seppur graduale, alla crescita. Le schiarite all’orizzonte pesano sul dollaro Usa, considerato come “bene rifugio”, che cala da 1,35 a 1,36 per un euro, trascinando con sé anche il dollaro canadese (da 1,57 a 1,59 per un euro). A frenare il biglietto verde ha contribuito anche la revisione al rialzo, da parte del governo Usa, delle stime sul deficit pubblico per l’anno in corso: sono state portate al 12,9% del Pil, contro il 12,3% stimato a febbraio. Più basso il deficit pubblico australiano: la previsione del governo si attesta a circa il 5% del Pil. Un annuncio in linea con le attese, ma la previsione di un consistente aumento da qui al 2013 ha frenato il recupero del dollaro australiano, che arretra da 1,78 a 1,80 per un euro. Passo indietro, infine, anche per la corona svedese (da 10,47 a 10,61 per un euro).

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