Analisi
Un bond dal rendimento... reale 8 anni fa - lunedì 11 maggio 2009
Vorrei un parere sulle obbligazioni Royal 5,50% emesse da Royal Bank of Scotland. Il rendimento mi sembra buono, lo è altrettanto l’emittente?

Un rendimento allettante...

· L’obbligazione Royal 5,50% (Isin NL0009054907) con scadenza 20 aprile 2019 offre una cedola del 5,50% annuo, pagata in due rate il 20 aprile e il 20 ottobre di ogni anno.

· Al prezzo attuale (100,19) questi titoli offrono il 5,48% lordo (tenendo conto di commissioni di acquisto pari allo 0,5%) e il 4,78% al netto delle tasse. Un rendimento tutt’altro che trascurabile: in media le obbligazioni in euro con scadenza 10 anni rendono il 4,1% lordo, un BTp con scadenza marzo 2019 rende il 4,23% lordo e il 3,55% netto.

· Anche il taglio minimo con cui può essere acquistato (1000 euro) e il fatto di essere quotato sulla Borsa italiana contribuiscono a aumentare l’appetibilità di questo bond; ciò nonostante, non lo riteniamo interessante. Al di là della scadenza troppo ravvicinata rispetto a quelle che vi consigliamo attualmente (oltre 15 anni), il vero motivo dello sconsiglio è un altro: all’alto rendimento corrisponde, secondo noi, un’elevata rischiosità dell’emittente.

...ma un rischio elevato

· Cominciamo con il precisare che l’emittente non è Royal Bank of Scotland, ma l’olandese ABN Amro: società che a ottobre 2007 è stata acquisita da un consorzio formato da Fortis, Santander e dalla stessa Royal Bank of Scotland, che si sono poi spartite le attività di ABN Amro.

· Stando ai giudizi delle principali società di rating, l’affidabilità di ABN Amro non sembrerebbe a rischio: il giudizio di Standard&Poor è A+ (il nostro “buona”), quello di Moody addirittura Aa2 (il nostro “ottima”). Tuttavia, i conti più recenti pubblicati dal gruppo rendono evidenti i pesanti effetti della crisi finanziaria e ci spingono a ritenere probabili dei “declassamenti”.

· ABN Amro ha sì chiuso il 2008 con un utile, ma fortemente ridimensionato: 3,6 miliardi, contro i 10 miliardi del 2007.

· Inoltre, gli utili vengono interamente dalle attività per le quali si sta completando la cessione a Santander e allo Stato olandese (che è subentrato a Fortis dopo che quest’ultima, proprio in seguito all’acquisizione di ABN troppo ambiziosa per i suoi mezzi, ha accentuato le sue difficoltà finanziarie); queste attività hanno infatti generato profitti per 16,5 miliardi. In pratica, la parte di ABN Amro che ora fa capo a Royal Bank of Scotland è in rosso per 12,9 miliardi.

· E per ripagare il bond ABN non può fare affidamento neanche sull’eventuale “aiuto” (peraltro non previsto dal prospetto) da parte della “controllante” Royal Bank of Scotland. Fortis non sembra infatti l’unica ad aver fatto il passo più lungo della gamba con l’acquisizione di ABN Amro: anche la banca britannica ha pagato il suo aggressivo espansionismo con un 2008 in perdita e con la necessità di ricorrere all’aiuto pubblico, tanto che oggi lo Stato detiene la maggioranza del suo capitale. E non è ancora finita: gli attuali vertici hanno di recente prospettato nuovi tagli al personale per tentare di uscire dalla crisi.

· Insomma, l’1% circa in più offerto dalle obbligazioni Royal 5,50% rispetto a titoli di pari scadenza ma più “tranquilli” non basta secondo noi a compensare il rischio. Continuiamo a consigliarvi titoli con scadenze oltre 15 anni, ma se anche preferite investire su orizzonti più brevi puntate su altri lidi, ad esempio i BTp che trovate sul nostro sito alla sezione Obbligazioni.

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