Analisi
Novartis 9 anni fa - venerdì 26 giugno 2009
Negli ultimi anni Novartis si è rifocalizzata sul settore della salute, dove ha deciso di puntare su quattro attività chiave; una strategia destinata a dare buoni frutti.

Negli ultimi anni Novartis si è rifocalizzata sul settore della salute, dove ha deciso di puntare su quattro attività chiave; una strategia destinata a dare buoni frutti.

Prezzo al momento dell'analisi (25/06/2009): 44,60 euro

1996-2007: Novartis cambia pelle

· Novartis nasce nel dicembre 1996 dalla fusione tra Ciba-Geigy e Sandoz, due giganti svizzeri le cui origini risalgono rispettivamente al 18° e 19° secolo. Nel 1997 Novartis si sgancia dalle attività chimiche (creazione di Ciba) e nel 2000 da quelle agrochimiche (creazione di Sygenta).

· A poco a poco vende anche le attività di nutrizione, un processo che si conclude con la cessione di Gerber (alimenti per neonati) nel 2007.

· A partire dal 2005, Novartis accelera la diversificazione nel comparto della salute realizzando, nello stesso anno, 4 piccole e medie acquisizioni: Hexal e Eon Labs nei generici, il portafoglio di Bristol-Myers nei farmaci da banco e soprattutto Chiron (che dal 2006 deterrà al 100%); un’acquisizione che, anche se pagata cara, non ha affatto rovinato le sue finanze e le ha permesso di entrare nel circolo esclusivo e molto promettente dei produttori di vaccini.

2007-2009: tempi duri per la farmacia

· Nel 2004, con il ritiro del Vioxx di Merck, si apre una fase caratterizzata da un maggior rigore da parte delle autorità americane di controllo e Novartis ne farà l’amara esperienza quando, nel 2007, verrà rimandata l’omologazione del Galvus (contro il diabete), del Tasigna (leucemia) e del Prexige (antidolorifico). Nel marzo 2007 Novartis verrà inoltre obbligata a sospendere la vendita dello Zelnorm (sindrome del colon irritabile) in seguito a sospetti rischi a livello cardiovascolare. Infine, a complicare la situazione, arriverà la concorrenza dei generici sul Lamisil (antimicotico) e sul Lotrel (contro l’ipertensione).

· Gli investitori, scoraggiati da tutti questi problemi (che hanno portato a diverse revisioni al ribasso delle previsioni), cominciano così a dubitare sempre più della capacità di Novartis di generare utili. Risultato: nel 2008 il prezzo del titolo scende sotto la soglia di 50 franchi svizzeri dal massimo di 76,8 franchi di fine 2006.

Un profilo più coerente…

· Con un fatturato di 41,5 miliardi di dollari (valuta in cui sono pubblicati i risultati) nel 2008 e quasi 97.000 dipendenti, Novartis è diventata uno dei leader del settore farmaceutico mondiale. La sua presenza in più rami – i farmaci su prescrizione (64% del fatturato nel 2008), i vaccini e diagnostici (4%), i generici (18%) e i farmaci da banco (14%) – l’ha resa, inoltre, uno degli attori chiave della salute, capace tra l’altro di reagire meglio degli altri alle minacce, da parte dei generici, sui farmaci su prescrizione.

· Da qui al 2013 il gruppo perderà diversi brevetti (il 22% del fatturato 2008 è a rischio) e in particolare, nel 2011/12, quello del Diovan (contro l’ipertensione), le cui vendite però potrebbero cominciare a essere messe sotto pressione già dal 2010. Da quest’anno, infatti, il Cozaar di Merck, un prodotto simile al Diovan, non sarà più protetto dal brevetto e potrà essere copiato dai generici.

… e con diversi punti di forza

· Novartis può contare su diversi medicinali lanciati di recente, su due promettenti molecole lanciate quest’anno (Afinitor e Ilaris) nonché su un ampio portafoglio di farmaci in sviluppo.

· Il programma Forward lanciato a fine 2007 dovrebbe, inoltre, permetterle di realizzare da qui al 2010 degli importanti risparmi di costi nella divisione farmaceutica.

· In più Novartis, essendo il primo produttore di vaccini ad utilizzare la cultura cellulare – più affidabile e più rapida dei sistemi tradizionali – è riuscito a trovare, prima dei suoi concorrenti, un vaccino contro l’influenza A. E anche se per l’omologazione bisognerà aspettare l’autunno (dopo i risultati dei test), il gruppo ha già ricevuto ordini da una trentina di Paesi.

· Nei prossimi anni, infine, i generici dovrebbero rappresentare un’importante fonte di ricavi per Novartis. Si tratta infatti di un segmento in forte crescita e la cui espansione dovrebbe venir favorita dalla necessità dei governi di ridurre le spese sanitarie. Senza contare che Novartis – essendo l’unico gruppo del settore a poter vantare posizioni di forza sia sul mercato dei farmaci su prescrizione che su quello dei generici – è avvantaggiato rispetto ai concorrenti soprattutto quando si tratta di copiare prodotti con formule molto complesse.

Di nuovo da acquistare

· Da febbraio abbiamo ricominciato a consigliarvi l’acquisto di Novartis e ai prezzi attuali il titolo – ingiustamente penalizzato dagli investitori a causa della crisi economica – ci sembra rappresentare un’opportunità per investire nel settore farmaceutico.

· Anche se la costosa acquisizione del 25% di Alcon (n°1 mondiale nella oftalmologia) nel 2008 (il gruppo ha un’opzione per acquistarne ancora il 52% nel 2010/11) peserà a breve termine sui suoi risultati, il gruppo ci sembra essere fra i meglio corazzati per affrontare le prossime perdite di brevetti e per potersi garantire una crescita duratura, grazie anche, a breve termine, alla forte domanda per i vaccini per l’influenza A. Il fatto infine di offrire un dividendo generoso (rendimento pari al 5% al prezzo attuale) rappresenta un motivo in più per acquistare quest’azione conveniente.

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