Analisi
Deutsche Bank 8 anni fa - giovedì 30 luglio 2009
Secondo trimestre a due colori per la banca tedesca, che approfitta largamente della buona tenuta dei mercati finanziari.

Secondo trimestre a due colori per la banca tedesca, che approfitta largamente della buona tenuta dei mercati finanziari.

Prezzo al momento dell'analisi (30 luglio 2009) 47,15 euro

Deutsche Bank, una delle poche banche europee a non aver fatto ricorso ad aiuti pubblici, registra un secondo trimestre contrastato, soprattutto rispetto a quelli dei suoi concorrenti nel settore banca d’investimento. Titolo caro.
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I risultati del 2^ trimestre di Deutsche Bank (utile per azione pari a 1,7 euro) sono superiori alle attese, ma inferiori a quelli messi a segno da Goldman Sachs negli Stati Uniti o dal Crédit Suisse (mantenete). Il ramo banca d’investimento ha superato le attese, con un utile ante imposte di 1 miliardo di euro. Come nel primo trimestre, l’attività di intermediazione sui tassi d’interesse hanno registrato un notevole profitto. Ma l’aumento delle previsioni sui rischi ci sorprende negativamente. Ci preoccupa anche l’aumento degli accantonamenti sui crediti concessi nel settore banca al dettaglio (credito alle persone e alle aziende). Anche se il secondo trimestre si chiuda con un piccolo utile, prevediamo che i prossimi si chiudano in perdita, anche a causa del previsto aumento dei fallimenti aziendali (già +12,1% nei primi quattro mesi del 2009). Le ristrutturazioni hanno portato in rosso il ramo gestione di attivi. Gli utili di Deutsche Bank sono in gran parte frutto della divisione banca d’investimento, i cui profitti volatili non dovrebbero rimanere, nei mesi futuri, ai livelli attuali. Alziamo le stime sull'ulite per azione  da 3,1 a 4,6 euro per il 2009, ma riduciamo da 5,5 a 5,1 euro quelle per il 2010. Tenendo conto del rischio presente nell’attività bancaria, lasciamo invariato a 5 l'indicatore di rischio.

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