Analisi
Il vento sta cambiando? 8 anni fa - lunedì 13 luglio 2009
Gli investitori sembrano sempre meno convinti della possibilità di una rapida ripresa dalla crisi e così le Borse archiviano un'altra settimana in rosso.

Gli investitori sembrano sempre meno convinti della possibilità di una rapida ripresa dalla crisi e così le Borse archiviano un’altra settimana in rosso.

È stata un’altra settimana nervosa per le Borse. I dati macroeconomici pur non riservando grosse sorprese negative, hanno continuato a testimoniare le difficoltà dell’economia. Dal fronte societario, invece, si è registrato l’avvio della “stagione dei risultati” con i primi gruppi che hanno svelato i conti del secondo trimestre del 2009. La partenza non è stata negativa – Alcoa (-5,3%), gigante dell’alluminio, ha pubblicato conti che, seppur in perdita, sono apparsi migliori delle previsioni – ma gli investitori hanno preferito restare cauti. Del resto i dati sulle vendite registrate dai colossi della distribuzione americana nel mese di giugno, pur non essendo stati disastrosi come qualcuno aveva ipotizzato, non hanno alimentato motivi di grande ottimismo. Inoltre non aiutano certo a rasserenare il clima le indiscrezioni secondo cui 10 Paesi dell’Est Europa sarebbero in trattative col Fondo monetario internazionale per prestiti multimilionari di emergenza volti a salvare le loro economie. In questa situazione continua, allora, a prevalere la sensazione che la ripresa possa essere meno robusta del previsto e che, quindi, l’entusiasmo dei listini dei mesi scorsi sia stato in parte ingiustificato. Ancora una volta, le Borse hanno chiuso una settimana in rosso: il listino di New York ha perso l’1,9%, mentre le Borse europee, in media, hanno lasciato sul terreno il 2,9%. Molto peggio della media ha fatto Piazza Affari che ha ceduto il 5,8%. Simbolo di investitori meno convinti sulla forza della ripresa è il tracollo del prezzo del petrolio, che è sceso in una sola settimana del 10,3% e si è portato su livelli di poco inferiori ai 60 dollari al barile – il settore energetico ha ceduto il 5,9%. Calo del 3,9% per il settore finanziario: punito anche il Banco Santander (-4,6%) nonostante abbia annunciato risultati semestrali in linea con i propri obiettivi.

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