Analisi
Si raffreddano gli entusiasmi 8 anni fa - lunedì 6 luglio 2009
È stata una settimana poco brillante per le Borse. A pesare le notizie macroeconomiche dagli Stati Uniti.

È stata una settimana poco brillante per le Borse. A pesare le notizie macroeconomiche dagli Stati Uniti.

Il secondo semestre del 2009 non si è aperto bene per le Borse mondiali. A pesare sull’umore dei mercati sono state le notizie macroeconomiche provenienti dagli Stati Uniti. Il dato sulla fiducia dei consumatori americani è risultato in calo , deludendo le attese del mercato che sperava addirittura in una crescita rispetto al mese precedente. A sorpresa non sono scesi solo i giudizi sulla situazione presente, ma, sopratutto, quelli sul futuro, che invece avevano dato segnali confortanti nei mesi passati. Si è trattata di una piccola doccia fredda per le Borse. Una delle ragioni della corsa dei mercati iniziata i primi di marzo è stata proprio la speranza di una rapida uscita dall’attuale crisi determinata dalla ripresa della fiducia e, quindi, delle spese dei consumatori Usa. Ora questo entusiasmo si sta un po’ raffreddando e gli investitori, in generale, ne hanno approfittato per portare a casa un po’ dei guadagni accumulati nei mesi scorsi. New York ha ceduto il 2,4% mentre le Piazze europee, in media, sono scese dello 0,5%. In controtendenza Milano che ha guadagnato lo 0,6%. Le sedute si sono alternate tra momenti di euforia e altri di sconforto: emblematico l’andamento del prezzo del petrolio (qualità Wti), che dopo essere salito oltre i 73 dollari al barile – per effetto anche di alcune speculazioni finanziarie – ha finito per chiudere la settimana in calo del 3,5%, sotto i 67 dollari. Il settore energetico ha così ceduto l’1,3%. In calo anche il settore telecom (-1,3%) nonostante le voci su diversi possibili acquirenti per T-Mobile UK – France Telecom (+0,8%) ha smentito l’interesse, ma in lizza ci sarebbero ancora Telefonica (-1%) e Vodafone (-2,2%). Nel settore auto (-1%) Porsche (invariata) ha, invece, bloccato una possibile fusione con Volkswagen (-5,8%).

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