Analisi
Unicredit 9 anni fa - venerdì 3 luglio 2009
Successo per il nuovo 'corporate bond'

Successo per il nuovo 'corporate bond'

Prezzo al momento dell'offerta (2/07/2009): 1,83 EUR

Il collocamento di una nuova (per l’Italia) categoria di obbligazioni si è chiuso con una buona accoglienza da parte del mercato. Unicredit riesce così a finanziarsi a costi contenuti, a tutto beneficio dei suoi conti.

> Mantenere le ordinarie e le rnc

L’obbligazione garantita di Unicredit ricalca da vicino il bond Eni di pochi giorni fa: inizialmente previsto per un miliardo, l’importo è stato alzato a 2 miliardi per via dell’elevata domanda (quasi 4 miliardi). I titoli Unicredit, della durata di sette anni, erano però destinati a investitori istituzionali: il 60% è andato a fondi, il 27% a banche, l’11% a assicurazioni e il 2% a Banche centrali e agenzie. Unicredit è la prima banca italiana a sfruttare l’opportunità di emettere questi titoli da poco entrati nella nostra normativa. Si tratta di bond garantiti da mutui: la banca ha cioè “messo da parte” un pacchetto di mutui destinati a ripagare le obbligazioni. I titoli hanno quindi una doppia garanzia: della banca che li ha emessi e del portafoglio di mutui. Non a caso, quindi, hanno avuto il giudizio massimo da tutte e tre le agenzie di rating e sono stati di conseguenza emessi con rendimenti contenuti (4,3%). Unicredit ha risparmiato circa lo 0,7% rispetto a obbligazioni “normali” di pari durata: significa 14 milioni di euro all’anno, non poco se si considera che il 1° trimestre si è chiuso con utili di 447 milioni (0,02 euro per azione). Prevediamo utili per azione di 0,23 euro nel 2009 e di 0,24 euro nel 2010.

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