Analisi
Attualità in breve 8 anni fa - lunedì 10 agosto 2009
Le ultime novità sui titoli della nostra selezione

In breve

Ancora una buona settimana sui mercati! Il DJ Stoxx 50 europeo ha guadagnato il 2,9% mentre negli Stati Uniti, il S&P 500 è cresciuto del 2,3%.

Quindi, dopo un mese di luglio a rilento, la Borsa ha dato segni di vita nel mezzo della scorsa settimana : i pensieri degli investitori si sono schiariti, soprattutto quelli sulla tenuta della ripresa economica (e quindi degli utili aziendali). Per sostenere l’ottimismo, sin qui nutrito solo da risultati trimestrali meno brutti del previsto, gli amanti del rischio avevano bisogno di segnali tangibili sul miglioramento della situazione economica mondiale.

Una parziale rassicurazione è arrivata venerdì, con le buone cifre sull’occupazione negli Stati Uniti. Ma, questo ottimismo può essere di breve durata.

Analizzando settore per settore scopriamo che il settore bancario, approfittando dei segnali di miglioramento congiunturale, è quello dai risultati migliori: i titoli bancari europei, la scorsa settimana sono cresciuti in media del 7%. Va anche detto che i dati trimestrali pubblicati dalle varie banche sono, nel complesso, soddisfacenti. Ma i conti rimangono particolarmente opachi e dei cambi di tendenza non sono da escludere: venerdì, la britannica RBS (46,99 p; +4,8%; mantenete) ha già deluso gli investitori rendendo note pesanti spese a copertura di crediti in dubbio, tanto da chiudere il primo semestre in pesante perdita. Non consigliamo l’acquisto di nessun titolo bancario, poiché consideriamo il settore troppo rischioso.

Solvay: 70,49 euro; +2,5%
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Piccola delusione da Solvay: la dirigenza continua a tacere sul destino della divisione farmaceutica. Anche se le altre due divisioni, chimica e plastica, non soffrono più di tanto la crisi (fatturato in diminuzione dell’11% e del 27% nel secondo trimestre), il gruppo dovrà aumentare gli sforzi per migliorare la competitività. Per questo una vendita della divisione farmaceutica sarebbe la benvenuta. Ma dovrà avvenire ad un buon prezzo, cosa che ora non è di certo garantita. Dopo una diminuzione del 39% dell’utile per azione del secondo trimestre, mentre il fatturato ha perso il 12%, riduciamo leggermente le nostre previsioni sugli utili per azione 2009 e 2010, rispettivamente a 5,05 e 5,5 euro (contro i 5,2 e 5,6 euro precedenti). Secondo noi il titolo è troppo caro.

Lloyds Banking: 102 pence; +20%
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Escludendo gli elementi straordinari, Lloyds ha pubblicato una perdita di 18,4 pence per azione nel primo semestre 2009, imputabile ad accantonamenti su crediti in sofferenza (dubbi sul rimborso). Crediti dovuti in gran parte a HBOS, la banca inglese acquistata lo scorso gennaio. Le perdite di quest’ultima, specializzata nel credito immobiliare, sono state grandemente superiori alle nostre previsioni. La dirigenza afferma che il picco delle svalutazioni è stato raggiunto e che ora la situazione non potrà che migliorare. Ma, controllando da sola quasi un terzo del mercato del credito immobiliare in Gran Bretagna, ogni problema sarà ancor più grave per Lloyds. Azione a buon mercato.

Aviva: 381,8 pence; +8,9%
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Spinta dal calo dei profitti, la compagnia assicuratrice Aviva ha finito per ridurre il dividendo semestrale a 9 pence, contro i precedenti 13,09. Questo la porta ad avere una liquidità di circa 3,2 miliardi di sterline (rispetto ai 2 di fine 2008) che dovrebbe permettere di affrontare meglio la crisi. I manager rimangono prudenti, tenendo conto sia della crisi economica sia di un possibile rafforzamento della legge sui fondi propri delle compagnie assicurative. Ed è per questo motivo che, secondo noi, la società ha intenzione di quotare, a data da determinarsi, la sua filiale olandese Delta Lloyd.

Cisco : 22,19 dollari; +0,8%
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CSC: 49,45 dollari; +2,7%
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Nel settore high tech americano, segnaliamo che Cisco, il gigante dei sistemi di rete, ha pubblicato, come previsto, risultati trimestrali in netto ribasso e senza nemmeno prevedere un cambio di tendenza nel breve periodo: l’utile per azione scende del 44%, mentre il fatturato è diminuito del 18%. Evidenziamo che Cisco ha problemi di redditività che potrebbero durare a lungo: non riesce a ridurre i costi in maniera proporzionale al ribasso delle vendite. Al contrario, sfruttando anche una situazione fiscale particolarmente favorevole, Computer Sciences ci ha piacevolmente sorpreso con un utile per azione in crescita del 7,5%, nonostante un fatturato in calo del 12%. Va detto che partendo da una redditività operativa inferiore a quella di Cisco, Computer Sciences ha un margine di miglioramento più ampio. Cosa che sta facendo e pare intenzionata a proseguire. Alziamo le nostre previsioni sugli utili per azione 2009-10 e 2010-11 a 4,5 dollari e 4,7dollari (contro i 4 e 4,2 precedenti).

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