Analisi
Investitori coi piedi di piombo 8 anni fa - lunedì 28 settembre 2009
Nonostante un comunicato tutto sommato positivo da parte della Banca centrale Usa, gli investitori non si sono lasciati entusiasmare e hanno portato le Borse a registrare un bilancio settimanale in rosso.

Nonostante un comunicato tutto sommato positivo da parte della Banca centrale Usa, gli investitori non si sono lasciati entusiasmare e hanno portato le Borse a registrare un bilancio settimanale in rosso.

Che stia cambiando il vento? Fino a qualche settimana fa un comunicato come quello rilasciato settimana scorsa da parte della Banca centrale americana, che lascia ben sperare sulle speranze di ripresa economica, avrebbe messo le ali ai listini azionari. E invece così non è stato, anzi: il giorno della diffusione del comunicato la Borsa di New York ha chiuso la giornata in calo. E neppure il calo più pronunciato delle previsioni delle richieste di sussidi di disoccupazione negli Usa – nonostante l’attenzione riservata al mercato del lavoro negli ultimi tempi – è bastato a dare fiducia agli investitori. Questi ultimi si sono piuttosto lasciati deprimere dai dati relativi alle vendite di case negli Stati Uniti, andate peggio del previsto. La sensazione è che il mercato stia iniziando a pensare che la crescita delle Borse degli ultimi mesi (supportata da tanta liquidità) sia stata eccessiva in relazione alle reali prospettive di recupero dell’economia. Gli investitori hanno, quindi, tirato un po’ i remi in barca: la Borsa di New York ha chiuso con un calo del 2,2%; in media, stesso risultato per le Borse europee. Milano ha perso il 2,3%. Continua l’altalena del prezzo del petrolio, che ha ceduto settimana scorsa l’8,4%: oscillazioni che non fanno bene al settore energetico che ha perso il 2,3%. Tensione anche nel settore finanziario (-2,2%): a livello internazionale potrebbero essere imposte nuove regole di solidità patrimoniale per le banche, che potrebbero obbligare diversi istituti a un aumento di capitale. Royal Bank of Scotland (-7,6%) e Unicredit (+0,4%) starebbero già lavorando a questa ipotesi. Debole anche il settore telecom (-1%) nonostante le voci – poi smentite – di un interesse di France Telecom (+0,5%) per la svedese TeliaSonera (+1,2%).

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