Analisi
Vento freddo da oriente 8 anni fa - lunedì 7 settembre 2009
Trascinate dall'incertezza sull'andamento del listino cinese le Borse hanno archiviato un bilancio in rosso.

Trascinate dall’incertezza sull’andamento del listino cinese le Borse hanno archiviato un bilancio in rosso.

Nel mondo della finanza, da sempre, circola un detto: se l’economia americana starnutisce, il resto del mondo si prende una polmonite. Basta guardare ai listini azionari per rendersi conto di quanto sia vero: le oscillazioni della Borsa di New York determinano quasi sempre il movimento anche delle altre Piazze, soprattutto quelle europee. Quasi sempre, si diceva. In effetti, negli ultimi tempi, e, in particolare nell’ultima settimana, l’attenzione degli investitori sembra, invece, spostarsi più a Est. In particolare verso la Borsa cinese: si teme che la corsa che ha caratterizzato il listino di Shangai negli ultimi mesi sia in realtà solo frutto di una speculazione finanziaria che potrebbe rovinosamente sgonfiarsi se la crescita economica del Paese si rivelasse meno robusta del previsto. Shangai in settimana ha fatto il bello e il cattivo tempo: partita malissimo, si è poi rasserenata sul finire della settimana sulla scia di alcuni buoni dati macroeconomici (ha chiuso invariata). Sulla base di questa incertezza, gli investitori, complici gli alti livelli di disoccupazione in Usa e eurozona, hanno preferito portare a casa un po’ dei guadagni delle settimane scorse. New York ha ceduto l’1,2% e esattamente lo stesso risultato hanno fatto in media le Piazze europee. Milano è scesa del 2%. Almeno per ora non si può, però, certo parlare di panico. Del resto dei segnali positivi per le economie occidentali ci sono stati. In particolare, i dati di vendita di agosto di diversi distributori Usa, per quanto in calo, si sono dimostrati migliori delle previsioni. Il settore della distribuzione ha contenuto il calo a un -0,7%. Tra i settori che sono andati peggio, invece, ci sono i finanziari (-2,2%): i fallimenti di piccole banche negli Usa potrebbero non essere terminati. Male il petrolio (-6,5%) per i timori sull’economia cinese.

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