Analisi
LVMH 8 anni fa - lunedì 8 febbraio 2010
La crisi fa scegliere la qualità

La crisi fa scegliere la qualità

Prezzo al momento dell'analisi (05/02/2010): 74,87 euro

Come atteso, LVMH si piega ma non si spezza e si appoggia sul marchio Louis Vuitton. Dopo i dubbi del 2008, la Borsa ha ritrovato entusiasmo per il titolo. Troppo secondo noi.
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LVMH (LVMH.PA) ha accusato la crisi con un utile per azione che, stabile nel 2008, ha perso il 13% nel 2009 (3,71 euro per azione). Non è comunque una catastrofe: la redditività industriale, anche se è scesa, resta al 18,5% e il fatturato ha perso solo il 4%. Dei dati che confermano come, in tempi di crisi, chi compra prodotti di lusso prediliga la qualità; una tendenza che giova a LVMH il cui marchio Louis Vuitton, sempre in crescita, genera da solo il 50% circa degli utili. Il fatto, inoltre, che nel quarto trimestre il fatturato sia aumentato (+1%) ci rende un po’ più fiduciosi per il 2010 e 2011 (stimiamo un utile per azione di rispettivamente 3,85 e 4 euro). Unica nota negativa, l’utile della divisione vini e alcolici è sceso del 28%, ravvivando le critiche di chi vorrebbe che il gruppo si separasse da questa attività. Quanto al titolo, conserva gran parte del terreno riguadagnato nel 2009 e il suo prezzo è secondo noi esagerato, tanto più che il dividendo è salito solo del 3% (a 1,65 euro), malgrado la buona liquidità generata: una situazione che potrebbe far pensare che LVMH ricerchi delle acquisizioni. Il management ha però ribadito che, pur volendo consolidare la sua leadership nel settore, preferirà la crescita interna finché i prezzi delle acquisizioni resteranno troppo elevati.

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