Analisi
Unilever 8 anni fa - giovedì 12 agosto 2010
Il secondo trimestre non è certo stato brillante. Il rallentamento della crescita ravviva i dubbi sulla competitività del gruppo e il potenziale di crescita non convince gli investitori. Titolo caro.

Unilever: l'orizzonte si oscura

Il secondo trimestre non è certo stato brillante. Il rallentamento della crescita ravviva i dubbi sulla competitività del gruppo e il potenziale di crescita non convince gli investitori. Titolo caro. Vendete.

Prezzo al momento dell'analisi (12 agosto 2010) 21,13 euro

Nel secondo trimestre l’utile per azione è salito del 37% a 0,37 euro. Ma la crescita sembra notevole è perché si partiva dallo stesso periodo del 2009 molto debole; inoltre è frutto di tassi di cambio più favorevoli, del programma di riduzione dei costi di ristrutturazione, di una minor tassazione e della riduzione dei costi previdenziali. Per quanto riguarda la crescita del fatturato nello stesso periodo (su base comparabile) è stata più moderata (+3,6%) rispetto al primo (+4,1 %). In Europa occidentale il giro d’affari è addirittura sceso del 2,2%, con volumi di vendita in calo nonostante l’abbassamento dei prezzi. Una performance secondo noi inquietante. Anche se teniamo conto di un periodo economico molto debole, possiamo affermare che Unilever sta trascurando questa zona (da cui trae circa un terzo del suo fatturato) a favore dei paesi emergenti. Nonostante il progresso delle sue innovazioni, Unilever continua a soffrire di mancanza di competitività, che impedisce la crescita del margine operativo (cresciuto di un magro 0,1% nonostante gli sforzi legati alla ristrutturazione). I prossimi mesi saranno difficili, considerata la crescita della concorrenza (compresa quella dei paesi emergenti) e la prevista tendenza all’aumento delle materie prime. Dal momento del suo arrivo, gennaio 2009, la nuova dirigenza dichiara che i piani vanno visti in un’ottica di lungo periodo. Ma questo non ci impedisce di pensare che la lentezza nel miglioramento della situazione possa farci temere per la sua durata. Confermiamo le nostre previsioni per un utile per azione 2010 a 1,30 euro e 1,40 euro per il 2011.

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