Analisi
Exelon: impatto limitato della crisi nipponica 7 anni fa - lunedì 28 marzo 2011
L’atteso rincaro dei prezzi dell’elettricità dovrebbe compensare l’aumento costi di produzione nel nucleare.
Prezzo al momento dell'analisi (25/03/2011): 40,59 USD
L’atteso rincaro dei prezzi dell’elettricità dovrebbe compensare l’aumento costi di produzione nel nucleare. Riduciamo del 10% le stime sugli utili futuri di Exelon, ma l’azione rimane conveniente.
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Il disastro in Giappone dovrebbe avere secondo noi un impatto limitato su Exelon (EXC.N), la principale società del settore nucleare negli Usa. È vero che, in alcuni Paesi si pensa di abbandonare gradualmente tale fonte energetica, ma ciò non dovrebbe verificarsi negli Usa. L’attuale amministrazione si è data come obiettivo da qui al 2035 di coprire l’80% del suo fabbisogno di elettricità grazie alle energie alternative, tra cui il nucleare, tanto che ha confermato, anche dopo il disastro nipponico, di voler continuare a usare questa fonte energetica. Del resto, energie come quella solare o eolica non basteranno da sole a coprire il fabbisogno energetico del Paese. Indubbiamente, però, le norme più severe sulla sicurezza o sul rinnovo delle licenze faranno salire i costi per gli operatori del settore. In questo senso bisogna comunque sottolineare che Exelon non dovrà rinnovare le licenze prima del 2016 e che l’aumento dei costi di produzione nel nucleare verrà compensato dall’atteso rincaro dei prezzi dell’elettricità: anche i tradizionali produttori di energia registrano un aumento dei costi legati sia alla materia prima, sia alle norme più severe sulle emissioni. Titolo conveniente.

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