Analisi
Ahold: il 2011 non si prospetta brillante 7 anni fa - lunedì 18 aprile 2011
Il 2010 si è chiuso con risultati inferiori alle previsioni e anche il 2011 non si preannuncia buono.
Prezzo al momento dell'analisi (15/04/11): 9,83 EUR
Il 2010 si è chiuso con risultati inferiori alle previsioni e anche il 2011, tra deboli consumi, prezzi elevati delle derrate alimentari e crescente concorrenza, non si preannuncia buono. Titolo caro.
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Ahold (AHLN.AS) ha chiuso il 2010 con un fatturato in crescita del 5,7% sul 2009 e con un utile industriale in aumento del 3%. Il margine industriale (rapporto tra utili industriali e fatturato) è passato dal 4,6% al 4,5%. L’utile netto è sceso da 0,76 a 0,73 euro per azione a causa delle maggiori imposte, mentre il dividendo è salito a 0,29 euro (+26,1%). Vista la debolezza del mercato e l’elevata concorrenza, Ahold punta nel medio termine a una crescita del fatturato del 5% e a un margine industriale del 5%. Il gruppo, la cui attività genera abbondante liquidità, pensa anche a crescere tramite acquisizioni: l’espansione potrebbe avvenire in Europa dell’Est o negli Usa (dove alcuni piccoli distributori sono in cattive acque e possono essere prede interessanti). Da segnalare l’apertura di un primo supermercato Albert Heijn in Belgio, che sarà seguito da altri nei prossimi mesi. Il gruppo sta acquistando azioni proprie (ne ha già comprate per 500 milioni di euro e ne acquisterà altre per 1 miliardo di euro) con l’ottica di sostenere il titolo. Noi, però, non siamo fiduciosi sulle prospettive e riduciamo le stime sull’utile per azione da 0,90 a 0,83 euro per il 2011 e da 0,98 a 0,93 euro per il 2012.

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