Analisi
Intesa Sanpaolo: annuncia un aumento di capitale 7 anni fa - mercoledì 6 aprile 2011
Con l’aumento di capitale annunciato ieri sera, Intesa Sanpaolo punta a tornare al primo posto tra le banche italiane in termini di solidità patrimoniale, e si assicura di poter cogliere occasioni di crescita pur rispettando i nuovi requisiti di vigilanza.
Prezzo al momento dell’analisi (05/04/2011): 2,13 euro
Con l’aumento di capitale annunciato ieri sera, Intesa Sanpaolo punta a tornare al primo posto tra le banche italiane in termini di solidità patrimoniale, e si assicura di poter cogliere occasioni di crescita pur rispettando i nuovi requisiti di vigilanza. Nel complesso, quindi, la notizia dell’aumento di capitale non è negativa, tanto che anche il mercato l’ha accolta positivamente.
> Mantenere le ordinarie e le rnc.
Come nelle attese, il nuovo piano industriale 2011-2013 è stato alla fine l’occasione, per Intesa Sanpaolo, per chiarire la sua posizione circa le modalità di rafforzamento patrimoniale. Alla fine il gruppo ha rotto gli indugi e ha varato un aumento di capitale da 5 miliardi (circa un decimo del capitale attuale) che, presumibilmente, verrà portato a termine intorno a luglio. Già a fine 2010 la banca rispettava i nuovi parametri “di sicurezza” (rapporto tra patrimonio e rischi assunti) imposti dalla normativa di vigilanza, quindi l’aumento di capitale non era strettamente necessario. Il fatto di raccogliere nuovi capitali, anche sulla scia anche delle “pressioni” arrivate da Banca d’Italia, permette tuttavia a Intesa Sanpaolo di mantenere una maggiore elasticità nella gestione e di avere maggiori margini di azione: un rapporto tra capitali e rischi troppo vicino al “minimo” potrebbe infatti significare dover rinunciare a delle occasioni di crescita, ad esempio con delle acquisizioni. A riprova dell’ottimismo del management sulle possibilità di sviluppo, gli obiettivi del nuovo piano industriale sono piuttosto ambiziosi: il gruppo prevede utili di 4,2 miliardi nel 2013 e 5,6 miliardi nel 2015, contro i 2,7 miliardi con cui si è archiviato il 2010. I volumi di raccolta e di prestiti erogati sono previsti in crescita rispettivamente del 4,6% e del 3,5% annuo; in particolare, Intesa punta sulla crescita della banca al dettaglio, i cui ricavi dovrebbero crescere del 5,7% annuo contro il +5,2% annuo previsto per la divisione banca d’affari. Anche sul fronte dei dividendi, le dichiarazioni del gruppo sono tutto sommato rassicuranti: l’indicazione di un monte-dividendi di 5,3 miliardi nel prossimo triennio è in linea con le nostre previsioni, lasciamo perciò invariate le stime sul dividendo 2011 (0,1 euro) e limiamo quelle sul dividendo 2012 (0,12 euro) solo per tener conto del maggior numero di azioni in circolazione. Le modalità dell’aumento di capitale (prezzo delle nuove azioni, rapporto tra azioni vecchie e azioni nuove...) saranno rese note solo in prossimità dell’operazione; ipotizzando uno sconto del 25% rispetto al prezzo attuale di mercato, stimiamo utili 2011 e 2012 rispettivamente di 0,27 e 0,26 euro per azione. L’incertezza sulle condizioni definitive dell’aumento ci spingono a una certa cautela, non vi consigliamo perciò di acquistare azioni Intesa Sanpaolo; potete però mantenere le azioni che avete già in portafoglio.

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