Analisi
Solvay diventa un colosso della chimica 7 anni fa - giovedì 21 aprile 2011
Solvay, che si è sganciata un anno fa dalle attività farmaceutiche per rifocalizzarsi sulla chimica e sulle plastiche, ha appena acquisito la francese Rhodia, attiva nelle specialità chimiche.
Prezzo al momento dell’analisi (20/04/2011): 94,40 euro
Solvay, che si è sganciata un anno fa dalle attività farmaceutiche per rifocalizzarsi sulla chimica e sulle plastiche, ha appena acquisito la francese Rhodia, attiva nelle specialità chimiche. Nonostante le trasformazioni in corso, l’azione resta cara.
> Vendere
· Nata nel 1863 nel settore della chimica, Solvay entra nel settore farmaceutico nel 1952 con l’acquisizione della tedesca tedesca Kaki Chemie. In seguito, si è rafforzata in questo settore grazie alla ricerca interna e in seguito ad acquisizioni (soprattutto dei laboratori Fournier nel 2005). Nel 2008 la farmacia rappresentava un terzo delle vendite e la metà degli utili industriali del gruppo.
· Negli ultimi anni, però, il management si è dovuto arrendere all’evidenza che il suo modello ibrido (chimica + farmacia) non è sostenibile a lungo termine.
· Nella farmacia, dove il portafoglio di prodotti arrivava a maturità, la ricerca aveva subito due grossi insuccessi: sono stati richiesti degli esami aggiuntivi per l’omologazione di due molecole ritenute promettenti, il Cilansetron (sindrome del colon irritabile) e il Bifeprunox (schizofrenia).
· Il settore farmaceutico doveva, inoltre, far fronte a delle sfide: concorrenza dei generici, più severità da parte delle autorità di controllo, volontà dei governi di ridurre i costi sanitari. Solvay, un attore dalle risorse finanziarie limitate e dalle dimensioni molto modeste nella farmacia, non era più in grado di gestire efficacemente tutte le sue attività. Per questo ha deciso di vendere la farmacia, una decisione coraggiosa ma anche una reale ammissione di debolezza.
· Dopo essersi sganciata dalle attività farmaceutiche Solvay si è rifocalizzata sui suoi tradizionali punti di forza: la chimica e le plastiche. Se nel 2009 le vendite del gruppo provenivano per il 64% dell’Europa e solo per il 10% dal Pacifico Asiatico, ora il gruppo, visto che la crescita attuale del settore chimico passa inevitabilmente per l’Asia, ha deciso di puntare al suo sviluppo nei Paesi emergenti e soprattutto in Asia. A fine 2009, ha acquisito il controllo assoluto di Vinythai (che deteneva già al 50%), un produttore tailandese di vinile e cloro-alcali. Attualmente, grazie ai grossi proventi della vendita della farmacia, ha potuto acquisire Rhodia, già molto presente nei Paesi emergenti, tanto che questi rappresenteranno il 40% delle vendite della nuova entità.
· Rhodia, ex controllata di Rhône-Poulec quotata in Borsa nel 1998, ha sfiorato il fallimento nel 2003-04, ma si è poi brillantemente ripresa. Con Rhodia, Solvay raddoppierà il fatturato e l’utile industriale e beneficierà della maggiore redditività della chimica delle specialità. Inoltre Rhodia propone prodotti che permettono di ridurre i bisogni energetici e hanno un minor impatto sull’ambiente. Le plastiche, ad esempio, alleggeriscono le auto, e il silicio per pneumatici oppone meno resistenza nella guida. Infine Rhodia è uno dei leader nella preparazione delle terre rare, materiali indispensabili per le nuove tecnologie.
· Il prezzo pagato per Rhodia non ci sembra troppo elevato, considerando le sinergie attese (circa 3,09 euro per azione ante imposte) e il fatto che il margine industriale (rapporto tra utili industriali e fatturato) di Rhodia (11,5% nel 2010) supera quello di Solvay (8,9%).
· Ormai però la farmacia non consente più al gruppo di ammortizzare i colpi in tempi di crisi. I ricavi di Solvay sono quindi diventati più dipendenti dai cicli economici e Rhodia non è veramente in grado di ridurre questa loro sensibilità. In ogni caso, nel 2009, le chimiche e le plastiche, anche se molto colpite dalla crisi, sono restate redditizie. Solvay ha potuto, infatti, contare sulla sua posizione di leader mondiale in molti dei suoi mercati. Lo stesso vale per Rhodia.
· L’acquisizione di Rhodia non dovrebbe modificare la prudente politica di dividendi del management che consiste nell’aumentare solo marginalmente il dividendo, o a mantenerlo stabile, per non rischiare di doverlo diminuire. Ecco perché ci aspettiamo che nel 2012 il management si limiti a ridistribuire agli azionisti solo il 34% degli utili. Noi avremmo preferito dividendi più elevati, anche a rischio di variazioni negative nel tempo.
· Non ci sembra, inoltre, il caso di scommettere sull’acquisizione di Solvay da parte di un grande concorrente, poiché la holding Solvac, con il 30% del capitale di Solvay, rappresenta una minoranza di blocco.
· In definitiva, secondo noi, Solvay ha fatto bene a cedere la farmacia e l’acquisizione di Rhodia è coerente da un punto di vista industriale. Il profilo di Solvay non è, però, così migliorato da farci modificare il nostro consiglio di vendita sul titolo. Per gli azionisti di Solvay sarebbe stato più vantaggioso dividersi la liquidità destinata all’acquisto di Rhodia e rinvestirla in altri titoli, convenienti e più promettenti.

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