Analisi
Stanchi delle bolle dei titoli web 2.0? Vi diamo noi qualcosa di concreto! 7 anni fa - lunedì 27 giugno 2011
Linkedin, Yandex e, in generale, i titoli del settore internet dopo i debutti boom continuano a perdere terreno in Borsa. Del resto, per quanto di tendenza, stiamo parlando di società legate a progetti un po’ effimeri (vedi Myspace) e che spesso non hanno neppure un centesimo di utile in tasca. E in un momento di tensione sui mercati, c’è bisogno, invece, di qualcosa di solido. Noi abbiamo trovato due società magari un po’ lontane dai riflettori, ma concrete: una è Reckitt Benckiser che da oltre 100 anni aiuta le massaie di mezzo mondo con prodotti come Calgon, Finish e Vanish; l’altra si chiama Spirit Aerosystems e da oltre 70 anni realizza parti degli aeroplani su cui volano milioni di persone.
Linkedin, Yandex e, in generale, i titoli del settore internet dopo i debutti boom continuano a perdere terreno in Borsa. Del resto, per quanto di tendenza, stiamo parlando di società legate a progetti un po’ effimeri (vedi Myspace) e che spesso non hanno neppure un centesimo di utile in tasca. E in un momento di tensione sui mercati, c’è bisogno, invece, di qualcosa di solido. Noi abbiamo trovato due società magari un po’ lontane dai riflettori, ma concrete: una è Reckitt Benckiser che da oltre 100 anni aiuta le massaie di mezzo mondo con prodotti come Calgon, Finish e Vanish; l’altra si chiama Spirit Aerosystems e da oltre 70 anni realizza parti degli aeroplani su cui volano milioni di persone.

Reckitt Benckiser: solida e poco rischiosa
· L’inglese Reckitt Benckiser (RB.L; 3.343 pence) produce alcuni dei più popolari prodotti al mondo per la pulizia della casa e per l’igiene della persona (oltre l’85% dei ricavi del 2010). Air Wick, Calgon, Finish, Scholl, Veet e Woolite sono marchi forti che hanno assicurato al gruppo una crescita costante nel corso degli ultimi anni: dal 1999 i suoi ricavi sono aumentati a un ritmo medio del 6% annuo. Inoltre, proprio la forza dei marchi consente al gruppo di spuntare prezzi elevati e di avere, quindi, una redditività particolarmente interessante per il settore (il rapporto tra utili industriali e fatturato si attesta intorno al 25%).
· Il gruppo ha comunque anche una forte capacità di innovazione: da circa cinque anni il 30% del suo fatturato deriva da prodotti lanciati da meno di tre anni, e per quest’anno è previsto lo sbarco di 10 nuovi prodotti.
· Il mercato dei prodotti per la pulizia della casa è, però, in rallentamento. Per farvi fronte il gruppo si sta rafforzando nei Paesi emergenti (crescita del 15% medio annuo negli ultimi anni rispetto al 4% dell’Europa) e sta puntando su un’espansione della divisione salute (15% del fatturato). A tal proposito, nel corso degli ultimi anni ha condotto una politica di piccole acquisizioni che, nel complesso, non hanno pesato molto sulle sue finanze.
· Va, però, segnalato che proprio uno dei prodotti di punta della divisione salute (il Suboxone, per la cura della dipendenza da stupefacenti) ha perso il brevetto negli Stati Uniti (mentre il brevetto europeo scadrà nel 2016): l’israeliana Teva sembra pronta a lanciare un suo concorrente generico.

RECKITT BENCKISER: ECCESSIVA PENALIZZAZIONE
 
In questa prima parte del 2011 il titolo Reckitt Benckiser (grassetto; base 100) ha perso buona parte del vantaggio che aveva accumulato in passato sul settore mondiale dei beni di consumo, la cui domanda risente poco dell’alternarsi dei cicli economici (linea sottile). Crediamo che la penalizzazione inflitta al titolo sia eccessiva: il titolo è conveniente. Acquistare.
 
· Infine, ricordiamo che nello scorso aprile il gruppo ha annunciato un cambiamento di management: il mercato ha reagito negativamente (i vertici erano in carica dal 1999), ma noi crediamo che la strategia di crescita non varierà.
· Stimiamo un utile per azione di 231 pence nel 2011 (216,52 pence nel 2010) e di 237 pence nel 2012. Il gruppo ha finanze solide e da qualche anno ha una politica di dividendi generosa (distribuisce il 50% degli utili) che riteniamo sostenibile anche in futuro. Ai prezzi attuali il titolo è conveniente e poco rischioso (indicatore pari a 2): ne consigliamo l’acquisto in un’ottica di lungo periodo al buon padre di famiglia. Il titolo, però, non entrerà nella nostra selezione e non sarà costantemente seguito.
 
Volate sulle prospettive di Spirit Aerosystem
· Al salone internazionale di Parigi, tenutosi nei giorni scorsi, l’americana Spirit Aerosystems (SPR.N; 20,68 dollari) si è aggiudicata un’importante commessa per la realizzazione di parti della fusoliera dell’aereo tanker Boeing KC-46. E crediamo che questo contratto non sarà l’ultimo.
· Sostenuto dai Paesi emergenti, il traffico aereo di passeggeri, secondo la Iata (l’associazione internazionale delle compagnie aeree), dovrebbe crescere del 6% medio annuo da qui al 2014. Ancora più rosee sono, poi, le prospettive del traffico aereo di merci: 8% medio annuo fino al 2014.
 
SPIRIT AEROSYSTEMS: PRONTA PER IL DECOLLO?
Dal momento della sua quotazione a oggi il titolo Spirit Aerosystems (grassetto; base 100) si è comportato peggio del complesso della Borsa di New York (linea sottile). A nostro parere il recente storno del titolo è stato eccessivo: il titolo è conveniente. Potete acquistarlo con un’ottica di lungo periodo.
 
· Questo determinerà una maggiore domanda di aeromobili, che, al momento, è sostenuta anche dalle politiche di rinnovo del parco aerei di diverse compagnie. Dato l’elevato prezzo del petrolio, queste ultime stanno, infatti, puntando sui modelli di ultima generazione che garantiscono un consumo di carburante del 20% inferiore rispetto agli aeromobili di diversi anni fa.
· Non a caso la produzione di Boeing 737, l’aereo più venduto al mondo, è in forte accelerazione (si dovrebbe passare dai 31 aerei al mese del 2010 a 42 nel 2014). Una buona notizia per Spirit Aerosystems, i cui ricavi del 2010 sono stati determinati per ben il 60% dalle commesse legate a questo aeromobile.
· In effetti, per quanto negli ultimi anni il gruppo abbia stretto rapporti anche con Airbus, le commesse di Boeing rappresentano ancora l’85% del fatturato di Spirit. Quest’ultima, del resto, fino al 2006 faceva parte del gruppo Boeing: un rapporto privilegiato che, da un lato, pone Spirit in ottima posizione per l’acquisizione futura di commesse.
· Questo, però, comporta anche dei rischi. Innanzitutto il gruppo non è in posizione di forza in sede di negoziazione dei contratti. In secondo luogo, eventuali ritardi nella produzione di aeromobili rischiano di avere pesanti ripercussione sulla redditività di Spirit: è quanto accaduto negli anni scorsi per i ritardi legati al B787 dreamliner. Inoltre, all’ultimo salone di Parigi, Airbus ha riscosso particolare successo, proprio ai danni di Boeing.
· Tenendo conto di tutti questi elementi, stimiamo per il gruppo un utile per azione di 1,76 dollari per il 2011 (1,59 dollari nel 2010) e di 2,28 dollari nel 2012. Utili che saranno destinati alla crescita: il gruppo ha infatti una situazione finanziaria sana e storicamente non distribuisce dividendi ai propri azionisti. Al titolo abbiamo assegnato un livello di rischio pari a 3 (la nostra scala va da un minimo di 1 a un massimo di 5).
· Ai prezzi attuali riteniamo che il titolo sia conveniente: secondo noi merita un acquisto. Anche in questo caso, però, l’azione non entrerà nella nostra selezione d’azioni che trovate alle pagine 7-10.

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