Analisi
Ferragamo: lusso a caro prezzo 6 anni fa - lunedì 23 gennaio 2012
Il mondo della moda è in fermento: dopo le sfilate di Milano moda uomo, in attesa di Milano moda donna si sono aperti gli eventi di Milano moda showroom. Cogliamo l’occasione per arricchire la nostra selezione di azioni con un nuovo titolo del settore: Salvatore Ferragamo. La società macina utili; tuttavia, come spesso accade per il settore lusso, il titolo è purtroppo caro.
· Salvatore Ferragamo (11,30 euro) è una società del settore lusso che produce e vende calzature, pelletteria, e abbigliamento con l’omonimo marchio. Le origini del gruppo risalgono agli anni Venti a Firenze, ma è già nel 1948 (apertura di un negozio a New York) che Ferragamo inizia un lungo processo di internazionalizzazione che l’ha portata a creare i tre quarti del suo fatturato fuori Europa con una forte incidenza dei Paesi asiatici che, se si include il Giappone, contribuiscono a quasi metà delle vendite.
· Oggi Ferragamo produce soprattutto calzature (poco più dei 2/5 del suo fatturato) e pelletteria (quasi un terzo del giro d’affari), oltre ad abbigliamento (un decimo delle vendite), accessori e profumi.
· A poco più di sei mesi dalla quotazione a Piazza Affari, avvenuta a fine giugno 2011, il gruppo ha saputo resistere alla crisi economica grazie alla sua internazionalizzazione che gli ha permesso, nei primi 9 mesi del 2011, di portare a casa una crescita delle vendite pari al 26,6% rispetto allo stesso periodo del 2010 e un utile industriale, al netto della quota relativa ai primi 9 mesi dell’anno dei costi pluriennali, in crescita più che proporzionale (+93%) sul 2010. L’utile per azione è balzato da 0,21 a 0,37 euro, superando così in soli 9 mesi gli 0,29 euro realizzati in tutto il 2010. Ma questo anche in un anno di crisi non dovrebbe stupire se si tiene conto della forte presenza in Asia, area del mondo che, lo ricordiamo, cresce molto in fretta.
· Per tutto l’anno restiamo ottimisti e crediamo che possa portare a casa anche 0,52 euro di utile per azione, che stimiamo salire a 0,58 euro nel 2012. L’ideale per un investimento? Purtroppo, ai prezzi attuali, no.
 
FERRAGAMO HA RETTO L’IMPATTO DELLA CRISI…
 
Grazie alla marcata internazionalizzazione Ferragamo (grassetto; base 100) è riuscito a sfuggire al destino dell’Italia (la linea sottile rappresenta Piazza Affari), ma il titolo è comunque caro.
 
· Certo il titolo potrà ben rimanere sugli scudi grazie all’attrattiva del marchio, ma questa valutazione “di pancia” offerta dal mercato non è comunque sostenuta dai dati pur assai solidi, perché il titolo ai prezzi attuali resta comunque caro. Per questo il nostro consiglio, se lo avete, è di venderlo. E il consiglio per lo speculatore? Vale la pena acquistare in attesa di una ripresa economica che possa spingere tutto il settore, in genere assai reattivo? In realtà Ferragamo sta già approfittando della buona intonazione della crescita economica asiatica che, anzi, dovrebbe diventare meno dinamica: su queste basi non vediamo una scommessa.

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