Analisi
Snam:Eni potrebbe dover cedere il controllo 6 anni fa - venerdì 20 gennaio 2012
Nel decreto sulle liberalizzazioni che dovrebbe essere varato oggi, dovrebbe essere inclusa una norma che impone a Eni di cedere la proprietà di Snam. Secondo noi, quest’ultima sarà ceduta alla Cassa depositi e prestiti. Sempre di Stato di tratta, quindi per la società e i suoi azionisti cambierà poco. > Mantenere
Prezzo al momento dell'analisi (20/01/2012): 3,31 EUR
Nel decreto sulle liberalizzazioni che dovrebbe essere varato oggi, dovrebbe essere inclusa una norma che impone a Eni di cedere la proprietà di Snam. Secondo noi, quest’ultima sarà ceduta alla Cassa depositi e prestiti. Sempre di Stato di tratta, quindi per la società e i suoi azionisti cambierà poco.
> Mantenere
Il gruppo ha perfezionato a inizio 2012 la separazione funzionale da Eni, assumendo la nuova denominazione di Snam. Eni continua a essere il primo azionista di Snam, ma esercitando una minore influenza nella gestione delle attività – maggior peso agli amministratori indipendenti. Ora, però, al nuovo governo non basta più: oggi dovrebbe varare una norma che obbliga la separazione proprietaria tra Eni e Snam nel giro di due anni. In pratica Eni dovrebbe vendere le sue azioni Snam per rendere quest’ultima totalmente indipendente. Secondo noi il candidato ideale per l’acquisto è la Cassa depositi e prestiti, che, come Eni, è sempre una società a controllo statale. Per gli azionisti Snam dovrebbe, quindi, cambiare poco: potrebbe esserci solo un piccolo contraccolpo sulla raccolta di finanziamenti (a tasso più elevato), visto che Eni al momento è considerata dai mercati più sicura dello Stato italiano. Allo stesso tempo, però, una Snam più indipendente potrebbe essere più libera di crescere a livello internazionale, come dimostra il recente accordo con la belga Fluxys. Confermiamo le nostre stime prudenziali di un utile per azione di 0,29 euro per il 2012 e di un dividendo in calo a 0,21 euro. 

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