Analisi
Unicredit: ecco il consiglio sull'aumento di capitale 6 anni fa - giovedì 5 gennaio 2012
Le condizioni dell’aumento di capitale ci hanno in parte sorpreso: l’importo complessivo è in linea con le attese, ma il prezzo unitario è nettamente inferiore alle previsioni.
· Le condizioni dell’aumento di capitale di Unicredit (5,42 euro) ci hanno in parte sorpreso: se da un lato l’importo complessivo dell’operazione (7,5 miliardi di euro) è esattamente in linea con le nostre aspettative, dall’altro il prezzo unitario (1,943 euro per azione) è nettamente inferiore alle nostre attese. E non solo alle nostre, ma anche a quelle del mercato, tanto che il prezzo di Borsa del titolo ha reagito negativamente alla notizia: un prezzo così basso significa infatti emettere un numero di azioni molto più alto del previsto, diluendo notevolmente gli utili.
· Di conseguenza, anche noi modifichiamo al ribasso le nostre stime sugli utili 2012 e 2013, portandole rispettivamente a 0,41 e 0,45 euro per azione. Visto l’elevato numero di azioni in circolazione, abbassiamo anche le stime sul dividendo 2013, portandole da 0,5 a 0,3 euro per azione: dopo l’emissione delle nuove azioni il “monte-dividendi” derivante da un dividendo unitario di 50 centesimi sarebbe troppo elevato da sostenere, considerate anche le richieste di rafforzamento patrimoniale arrivate dalle autorità europee.
· Ed è proprio la necessità di rafforzare il patrimonio, in vista dell’entrata in vigore di criteri di vigilanza più stringenti, che ha spinto la banca a varare questa operazione: operazione che, quindi, non giudichiamo negativa in sé, ma solo per l’elevato numero di azioni e il conseguente effetto “diluitivo”.
· Per questo, pur avendo rivisto al ribasso le nostre stime, il titolo rimane secondo noi interessante per un investimento di lungo periodo: il nostro consiglio è di aderire all’aumento di capitale. Ricordiamo che per sottoscrivere le nuove azioni, c’è tempo da lunedì prossimo (9 gennaio) fino al 27 gennaio. Meglio tuttavia dare disposizioni alla vostra banca prima di questa data: i diritti di opzione possono infatti essere venduti in Borsa solo fino al 20 gennaio, e se entro tale data non fornite indicazioni, la vostra banca li potrebbe vendere “d’ufficio”.
· Chi tuttavia non volesse investire ulteriori capitali in Unicredit, specialmente nel caso in cui il titolo rappresenti già una quota importante del vostro portafoglio, venda (entro il 20 gennaio) i diritti di opzione in Borsa.

condividi questo articolo