Analisi
Danone: in trappola? 6 anni fa - lunedì 20 febbraio 2012
Troppo dipendente da un’Europa in crisi, Danone fatica a coniugare crescita e redditività.
Prezzo al momento dell’analisi (17/02/2012): 49,74 euro
Troppo dipendente da un’Europa in crisi, Danone fatica a coniugare crescita e redditività. Ai prezzi attuali l’azione continua, secondo noi, a sopravvalutare le prospettive del gruppo e resta quindi cara.
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A un decennio di distanza dalla vendita delle attività birra e biscotti, la strategia di Danone (DANO.PA) –  incentrata sugli alimenti per la salute e il benessere, ossia i derivati freschi del latte (55% del fatturato nel 2011) con un’eccessiva esposizione all’Europa in crisi (quasi 60% del fatturato) –  non dà i frutti sperati. Obbligato a aumentare i prezzi per compensare i rincari delle materie prime, il gruppo non riesce ad aumentare le vendite di prodotti come Activia o Actimel, il cui rapporto qualità/prezzo è sempre più messo in dubbio dai consumatori. Certo il fatturato complessivo è cresciuto del 7,8% nel 2011 (+3% per le vendite in volume e +4,8% per i prezzi), ma grazie soprattutto al segmento acqua che ha beneficiato di un clima favorevole nel quarto trimestre e la cui redditività resta piuttosto debole. L’unica via d’uscita per il gruppo sembra lo sviluppo forzato nei Paesi emergenti (Russia), ma ciò comporta costi elevati. Quanto all’utile per azione 2011 è restato stabile a 2,76 euro; segno che anche se il fatturato cresce i margini ristagnano. Vista la prudenza del management per il 2012, ci limitiamo a prevedere un utile per azione di 3 euro nel 2012 e 3,1 euro nel 2013.

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