Analisi
Fondiaria-Sai: accordo con le banche, ma non basta 6 anni fa - lunedì 12 marzo 2012
Prezzo al momento dell'analisi (9/3/12): 1,28 EUR
La controllante Premafin ha raggiunto un accordo di massima con le banche creditrici per una ristrutturazione del debito, ma questo è solo uno dei passi necessari per far uscire il gruppo dalle secche.
>Vendere le ordinarie e le rnc
Le banche creditrici di Premafin hanno predisposto un piano di riscadenziamento dei suoi debiti che contempla un allungamento dei rimborsi sia nel caso in cui il gruppo debba continuare a “sopravvivere” da solo, sia nel caso in cui la prospettata fusione con Unipol riesca ad arrivare a termine. Forte di questo risultato, Premafin tenta di accelerare i tempi del riassetto con Unipol. Uno dei nodi da sciogliere sono i rapporti di concambio per le azioni coinvolte nella fusione, ma Premafin sta rimettendo in discussione anche l’importo dell’aumento di capitale di Fondiaria-Sai (1,1 miliardi). Grazie alla ripresa dei mercati, il margine di solvibilità (l’indicatore della solidità di un gruppo assicurativo) è risalito dal 75% a oltre il 90%, il che spinge Premafin a tentare di rendere meno costosa la ricapitalizzazione della controllata con un aumento di capitale di dimensioni più contenute. Questa richiesta non sembra tuttavia incontrare il favore né delle banche finanziatrici, né delle autorità di controllo. Resta poi l’incognita dei fondi Palladio e Sator, che si contrappongono a Unipol: i fondi hanno prolungato il periodo di validità della loro offerta, che finora non ha ottenuto risposta.

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