Analisi
Tanta fatica per bastonare i cattivi del Parmacrack, e ora? 6 anni fa - lunedì 2 luglio 2012
Parmalat dopo essersi allargata negli Stati Uniti, sta progettando di chiudere alcuni storici stabilimenti italiani. I soldi raccolti con le cause stanno andando a beneficio dei francesi di Lactalis che, però, per conquistare la società hanno messo sul piatto (a beneficio dei risparmiatori italiani) oltre 3 miliardi e mezzo di euro e che ai prezzi attuali se ne ritrovano in mano due di controvalore.
· Parmalat (1,49 euro) continua a far parlare di sé creando sconcerto: intende chiudere alcuni stabilimenti in Italia. In particolare si tratta della centrale di Rivarolo (a Genova) dove lascerà a casa una sessantina di dipendenti (a cui si aggiungerebbe un indotto di circa altri 150 lavoratori) e di quelle di Villaguardia (presso Como) e Cilavegna (in provincia di Pavia). Inoltre dovrebbe ridurre il personale amministrativo nel quartier generale di Collecchio. Anche se non manca, tra queste notizie, la scelta di investire 60 milioni di euro in Italia è immaginabile lo scontento che la chiusura degli stabilimenti finirà col generare.
 
PARMALAT CHIUDE ALCUNI SITI IN ITALIA
 
Parmalat vive oramai secondo logiche interne del gruppo Lactalis: ha appena deciso di sborsare 900 milioni di dollari per comprare Lactalis American group e ora vuole chiudere stabilimenti da noi. L’immagine ne risulterà appannata, ma siccome è sempre una questione di prezzo e visto che siamo vicini ai minimi, l’azione (in euro) resta correttamente valutata.
 
· Tanto più che Parmalat ha annunciato solo un mese fa la decisione di acquistare per 900 milioni di dollari Lactalis American group, spolpando parte della liquidità conquistata nelle aule dei tribunali.
· Questa vicenda rischia dunque di appannare l’immagine mediatica del gruppo Parmalat, ma si tratta tuttavia di una vicenda locale che poco impatta su un gruppo di dimensioni mondiali e in secondo luogo i marchi in mano a Parmalat sono così forti da non sembrarci vittime facili di simili malumori.
· Quanto sta accadendo ricorda semmai, ma non ce n’era bisogno, che Parmalat è ormai destinata a muoversi sulla base delle logiche dell’intero gruppo Lactalis più che come rappresentante del made in Italy alimentare. Se è pur vero che in teoria logiche di gruppo e logiche aziendali di una singola controllata dovrebbero coincidere non è scontato che lo facciano nella pratica. Tuttavia, visto che il prezzo del titolo è vicino ai minimi (per fortuna chi l’ha ceduto in Opa ha spuntato 2,6 euro per azione, una somma ben più elevata del prezzo attuale), chi dovesse averlo lo può mantenere perché in base alle nostre attese di un utile per azione di 0,09 euro nel 2012 e di 0,11 euro nel 2013 risulta correttamente valutato.

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