Analisi
Finmeccanica: nuovo cambio al vertice? 5 anni fa - venerdì 19 ottobre 2012
I rischi di nuove svalutazioni, in seguito a forzate dimissioni dei vertici, pesano sulle prospettive del titolo nel breve periodo.
Prezzo al momento dell’analisi (18/10/2012): 4,33 euro
Il mercato sembra ormai dare per scontata la cessione di Ansaldo Energia e delle attività nel settore trasporti. I rischi di nuove svalutazioni, in seguito a forzate dimissioni dei vertici, pesano, però, sul titolo nel breve periodo.
>Chi ha un orizzonte di lungo periodo mantenga il titolo, lo speculatore venda e incassi i guadagni
Secondo indiscrezioni la tedesca Siemens sarebbe pronta a ritirarsi dalla gara per l’acquisto di Ansaldo Energia. La cordata italiana guidata dalla Cassa depositi e prestiti sarebbe, a questo punto, in pole position per l’acquisto della controllata di Finmeccanica, anche se nutriamo dei dubbi sulla fattibilità dell’operazione (la cordata acquisterebbe solo il 30% di Ansaldo Energia rimandando la necessaria, ma difficile, ricerca di un partner industriale di minoranza a un momento successivo). Il mercato sembra scontare il buon esito di questa cessione e delle attività del settore trasporti: il titolo è sui massimi del 2012. Noi, invece, siamo più scettici: dubitiamo che le attività legate ai trasporti possano essere cedute entro la fine dell’anno, come preventivato, e riteniamo improbabile la quotazione in Borsa di AgustaWestland. Inoltre, temiamo che i vertici siano costretti alle dimissioni: l’amministratore delegato è indagato per corruzione internazionale e la stessa società, se le accuse dovessero rivelarsi fondate, rischia di non poter siglare contratti con la pubblica amministrazione per un anno (sanzione interdittiva). Il procuratore che segue l’indagine è lo stesso che fece sì che proprio questa sanzione interdittiva venisse inflitta nel 2004 a Siemens per le tangenti versate a Enelpower. Le dimissioni dei vertici scongiurerebbero il rischio della sanzione interdittiva, ma potrebbero aprire la porta a nuove svalutazioni o a un aumento di capitale che peserebbero sul titolo nel breve periodo (solitamente, nella storia di Finmeccanica, a ogni importante cambio al vertice è corrisposta un’operazione di pulizia sui bilanci). Infine c’è da temere per la situazione negli Usa: se a seguito dell’esito elettorale non si troverà l’accordo sui tagli alla spesa pubblica, nel 2013 scatterà un piano automatico di riduzione drastica delle spese per la difesa che penalizzerebbe molto Finmeccanica. Crediamo che alla fine un accordo verrà trovato, ma nel breve periodo il titolo potrebbe risentire dell’incertezza. Nei prossimi mesi, le possibili sorprese negative potrebbero, quindi, essere superiori a quelle positive. Per questo suggeriamo a chi aveva acquistato il titolo in un’ottica speculativa, seguendo i consigli dati su Soldi Sette n° 956 e 957, di venderli. Ci si porta a casa, in meno di un anno, un guadagno compreso tra il 35% e il 41%, nettamente superiore a quello di Piazza Affari che sullo stesso periodo, dividendi inclusi, ha guadagnato tra l’11% e il 21%. Chi, invece, investe con un’ottica di più lungo periodo, può mantenere il titolo. Stimiamo, infatti, un utile per azione di 0,28 euro nel 2013 e una crescita media dei risultati del 4,5% medio annuo nei successivi cinque anni. Con queste stime ai prezzi attuali il titolo è correttamente valutato sul lungo periodo.

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