Analisi
Unilever: crescita in rallentamento 4 anni fa - giovedì 3 ottobre 2013
Unilever ha reso noto che nel 3° trimestre la crescita è stata più debole del previsto. Un monito per gli investitori, che troppe volte si fanno allettare dalle prospettive di successo dei gruppi occidentali nei Paesi emergenti.
Prezzo al momento dell'analisi (02/10/2013): 27,5 euro
Consiglio: vendi
Unilever ha reso noto che nel 3° trimestre la crescita è stata più debole del previsto. Un monito per gli investitori, che troppe volte si fanno allettare dalle prospettive di successo dei gruppi occidentali nei Paesi emergenti. L’azione è cara.
Unilever (Isin NL0000009355) conta di realizzare nel 2020 un fatturato di 80 miliardi di euro, che corrisponde a una crescita media annua del 6%. Il gruppo potrà centrare questo obiettivo solo se riuscirà a svilupparsi con successo nei Paesi emergenti (57% del fatturato attuale), da cui dovrebbe provenire il 90% della crescita; di conseguenza ci sembra troppo ambizioso, considerando l’attuale rallentamento di questi mercati. Nel frattempo il management ha annunciato per il 3° trimestre una crescita dell’attività limitata al 3-3,5% (+5% nel 1° semestre). Il gruppo si aspetta un miglioramento nel trimestre in corso; tuttavia noi, prudenzialmente, abbassiamo le stime sull’utile per azione da 1,65 a 1,58 euro per il 2013 e da 1,80 a 1,70 euro per il 2014. Anche a medio termine le prospettive si annunciano piuttosto fosche (il rallentamento della crescita nei Paesi emergenti rischia di perdurare). La divisione cura della persona, in rallentamento, non riuscirà a compensare la debolezza degli alimentari e delle altre attività in Europa, troppo spesso trascurate dal gruppo negli ultimi anni. Inoltre le cessioni di attività poco redditizie, per salvaguardare i margini, espongono Unilever al rischio di lanciarsi in acquisizioni troppo costose. Prima o poi, a nostro avviso, il management rinuncerà al suo obiettivo 2020; e questo peserà sul titolo in Borsa. Certo, il gruppo potrebbe rimediare, almeno in parte, cedendo o scindendo l’attività alimentari, ma dubitiamo che scelga questa strada. Se ancora l’hai in portafoglio, vendi quest’azione che ai prezzi attuali è cara.

condividi questo articolo