Analisi
Mps: vince la Fondazione. Ma in realtà, perdono tutti. 4 anni fa - lunedì 30 dicembre 2013
Fallisce il piano del management che voleva far partire l’aumento di capitale già da gennaio: l’assemblea dello scorso sabato ha infatti promosso la proposta alternativa della Fondazione di rimandare tutto a maggio. Riportando gli azionisti nel pieno dell’incertezza.
Nel confronto serrato tra il management, che puntava a far partire a gennaio l’aumento di capitale da 3 miliardi per ripagare una parte dei 4 miliardi di Monti bond, e la Fondazione Mps, azionista principale del gruppo col 33,5% che non ha al momento i fondi per partecipare all’operazione, è stata quest’ultima a vincere il round dell’assemblea.
Quest’ultima ha infatti approvato la proposta della Fondazione di rimandare l’aumento di capitale a maggio. In questo modo la Fondazione può tirare il fiato, sperando nel frattempo di trovare un acquirente per una parte della propria quota (o anche per l’intero pacchetto). Ma è solo un sollievo temporaneo: non è detto che questo rinvio basti a risolvere i problemi della Fondazione. E nel frattempo, a rimetterci sono i piccoli azionisti, visto che la società deve ora riuscire a sopravvivere fino a maggio (cosa tutt’altro che scontata) senza finire nazionalizzata (i Monti bond danno al Tesoro la facoltà di farsi ripagare in azioni, anche se il Governo ha già messo le mani avanti dicendo che non vuole per ora arrivare a questo scenario). Per di più, il consorzio di garanzia (cioè il gruppo di banche che avrebbe garantito il buon esito dell’aumento di capitale indipendentemente dalle adesioni del mercato) è valido solo fino a gennaio, il rinvio a maggio significa ritrovarsi punto e a capo anche su questo fronte. Infine, da qui a maggio Mps dovrà continuare a pagare gli interessi (salati) sui Monti bond, un milione di euro al giorno.
A rimetterci, poi, sono pure gli obbligazionisti, visto che dopo il rinvio dell’aumento la cedola di alcuni bond subordinati potrebbe non essere pagata.
Altra incertezza, infine, è il futuro del management, che in caso di bocciatura della propria ipotesi aveva minacciato le dimissioni: questa decisione è stata rinviata alla prossima settimana, ma intanto anche la possibilità di trovarsi senza un “timoniere” nel bel mezzo della bufera non sta affatto facendo bene al titolo. Ti ribadiamo il nostro consiglio: stai alla larga dalle azioni Mps (0,17 euro) e dalle obbligazioni del gruppo; se ne hai già in portafoglio, vendi.

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