Analisi
Intesa Sanpaolo come Carige? 4 anni fa - lunedì 27 gennaio 2014
Sarete senz'altro al corrente dello scandalo derivati in Intesa. Visto il vostro giudizio su Carige, ora mi attendo di vedere sulla rivista un bell'articolo con tanto di suggerimento a disfarsi dei prodotti Intesa. Così, tanto per restare imparziali e non fare sconti a nessuno, Antonio
Caro Antonio i nostri criteri di valutazione valgono per tutti, senza eccezioni. Ciò detto, non c’è bisogno di consigliare di uscire dai prodotti di Intesa Sanpaolo per due motivi: già da tempo non ne stiamo consigliando nessuno all’acquisto e, soprattutto, quanto a rischi Intesa Sanpaolo e Carige non sono sullo stesso piano.
Partiamo dal primo punto. Le obbligazioni di Intesa Sanpaolo restano da evitare. Nel settore del risparmio gestito, nessun fondo Eurizon è consigliato all’acquisto. Il conto corrente di Intesa si piazza addirittura al 95° posto della nostra classifica per chi ne fa un utilizzo “base” e al 31° posto per chi lo utilizza per investire. Non sono da acquistare nemmeno le azioni: al più, sono da mantenere se si ha un orizzonte d’investimento di lungo periodo.
Ma ancora più importante è il secondo punto: la situazione di Carige e Intesa Sanpaolo non è paragonabile. Lo “scandalo derivati” a cui fa riferimento (secondo l’accusa, Intesa avrebbe fatto sottoscrivere a un cliente dei “contratti derivati” senza informarlo adeguatamente dei rischi) e ciò avrebbe procurato al cliente un danno di circa 100.000 euro. Se anche fossero confermate le accuse, si tratta di cifre marginali: questione di virgole, lo 0,016% dei 640 milioni di euro dell’utile di Intesa nei primi nove mesi 2013 (le risparmio i decimali se rapportiamo questa cifra al patrimonio del gruppo, quasi 50 miliardi). Mentre non si può certo parlare di virgole per Carige, a cui Banca d’Italia ha chiesto un rafforzamento patrimoniale per 800.000.000 di euro (più di un terzo del patrimonio attuale) che il gruppo deve raccogliere tramite cessioni di attività o aumenti di capitale. 800.000.000 che, tra l’altro, servono a ripianare perdite che Carige avrebbe dovuto rendere note già nel bilancio 2012 e nella prima semestrale 2013, e non solo nei conti del terzo trimestre 2013: e non siamo noi a dirlo, ma la Consob, che in questi giorni ha dichiarato “non conformi” – che gentili in Consob, vero? - i bilanci di Carige relativi a questi periodi. Un po’ diverso da Intesa Sanpaolo, non trova? Finora l’unica cessione conclusa (per circa 100 milioni di euro) è quella di Carige Asset Management al gruppo Arca, ma la strada per arrivare all’obiettivo degli 800.000.000 è lunga. E non è questione di virgole, ma di tanti zeri, nemmeno il divario nella valutazione che le agenzie di rating danno ai due gruppi. Il giudizio espresso da S&P è BBB per Intesa, B- per Carige; Moody assegna invece un Baa2 a Intesa e un B3 a Carige.
 
Binari divergenti
Negli ultimi mesi le azioni Carige (linea sottile; base 100) e quelle di Intesa Sanpaolo (grassetto) hanno seguito andamenti opposti. Segno che i mercati – non solo noi - hanno opinioni nettamente diverse sulle prospettive dei due gruppi.
 
In entrambi i casi, si tratta di una differenza di sette “gradini” nella scala di valutazione, che si traduce in una diversa probabilità di default. Secondo l’analisi di quanto avvenuto in passato, il 9,8% di società con rating B- da parte di S&P ha dichiarato fallimento entro un anno (il 29,1% entro 5 anni, il 44,6% entro 15 anni). Per le società con un rating BBB, queste percentuali scendono rispettivamente allo 0,2%, 1,4% e 6,6%. Una differenza non da poco: che anche le agenzie di rating, come noi, usino due pesi e due misure? Con questo non vogliamo dire che Intesa sia esente da rischi: tant’è che anche settimana scorsa abbiamo messo in guardia tutti voi dall’intero settore bancario e sulle “pulizie di bilancio” nel 4° trimestre. E se lo “scandalo derivati” dovesse allargarsi ad altri clienti, stia tranquillo che non staremo alla finestra: siamo pronti anche a una class action nei confronti di Intesa, e non sarebbe neanche la prima. Come potrà vedere sul nostro sito, nel 2010 ne abbiamo già lanciata una per costi illeciti caricati ai correntisti. Era proprio contro Intesa. Per quella contro Carige ci stiamo attrezzando. Così, tanto per non far sconti a nessuno.

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