Analisi
AB InBev: la crescita rallenta 4 anni fa - lunedì 3 marzo 2014
AB InBev, il leader mondiale della birra, entra in una fase di crescita più debole. Anche se il mana-gement è ottimista il 2014, la prudenza s’impone.
Prezzo al momento dell'analisi (28/02/2014): 75,95 euro
Il netto aumento del dividendo 2013 (+21%) non basta a farci cambiare il consiglio sul titolo. Ai prezzi attuali, l’azione resta cara.
Consiglio: vendi
AB InBev (Isin BE0003793107) ha chiuso il 2013 con una crescita del fatturato del 3,3% e dell’utile per azione del 5,7% (a 3,73 euro); dei dati che confermano il rallentamento della crescita dopo un decennio di forte espansione. Il gruppo deve ora fare i conti con una congiuntura delicata e con i guadagni di produttività non più importanti come un tempo. I volumi di vendita sono diminuiti sui suoi due mercati principali: il Nord America (-2,6%) e il Brasile (-4,3%). Solo nel Pacifico asiatico le vendite sono in netta crescita (+9% nel 2013), ma AB InBev è poco esposto in questa regione (15% dei volumi di vendita e 7% del fatturato). Anche la recente acquisizione, a caro prezzo, del birrificio sudcoreano Oriental Brewery non cambierà certo le cose. Per compensare il calo dei volumi di vendita il gruppo alza i prezzi, ma gli aumenti vengono erosi dalle pressioni al rialzo sui prezzi delle materie prime, i costi di marketing e gli oneri fiscali. Il management è comunque più ottimista per il 2014: conta, infatti, su una ripresa delle vendite in Brasile, in seguito ai Mondiali di calcio. Noi, più prudenti, abbassiamo le stime sull’utile per azione da 4,10 a 3,95 euro per il 2014 e da 4,40 a 4,12 euro per il 2015. Vendi quest’azione cara.

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