Analisi
Unilever: obiettivi 2020 a rischio 4 anni fa - venerdì 25 luglio 2014
Unilever, che continua a fare i conti con il rallentamento dei Paesi emergenti, non riesce a uscire dall’impasse. Visto che questa situazione potrebbe perdurare, dubitiamo che riesca a centrare i suoi obiettivi per il 2020 (fatturato di 80 miliardi di euro, il che significa una crescita media annua del 6%).
Prezzo al momento dell'analisi (24/07/2014): 31,94 euro
Ai prezzi attuali l’azione resta cara.
Consiglio: vendi
Nel 2° trimestre si è confermato il rallentamento della crescita dell’attività di Unilever (Isin NL0000009355) in Asia, con un +6,3% contro il +9,2% del 2° trimestre 2013. Si tratta di una regione strategica per il gruppo, specialmente ora che l’Europa e il Nord America non ripartono (rispettivamente +0,4% e -0,8%). Inoltre, gli sfavorevoli effetti di cambio, le spese di marketing e i prezzi in salita delle materie prime frenano la ripresa del margine industriale (rapporto tra utili industriali e fatturato), che si è attestato al 14% nel 2° trimestre; tutto questo, nonostante gli sforzi fatti dal gruppo per aumentare la produttività e i disinvestimenti realizzati nel settore alimentare negli Usa. Per l’intero 1° semestre la crescita del fatturato, penalizzata da sfavorevoli effetti di cambio, si limita così al 3,7%, mentre l’utile per azione cresce solo di un simbolico +1,2% (senza elementi straordinari) tra l’altro grazie a una fiscalità più favorevole. Manteniamo le stime sull’utile per azione a 1,6 euro per il 2014 e a 1,7 euro per il 2015. Se la detieni ancora in portafoglio, vendi quest’azione cara.

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