Analisi
FCA, corsa per emettere l’obbligazione convertendo prima di Natale 3 anni fa - giovedì 4 dicembre 2014
Il titolo sale, la speranza per gli azionisti FCA è di avere diritto a titoli Ferrari. Scopri che fare.
Da qualche tempo il titolo FCA (10,94 euro) continua a salire in Borsa. Il motivo di questa crescita è però solo in minima parte legato al buon andamento delle vendite oltreoceano (+31% a novembre 2014 rispetto a un anno prima). La speranza è che al momento della quotazione di Ferrari in Borsa prevista entro metà 2015, gli azionisti FCA e i possessori del bond convertendo che il gruppo è in procinto di emettere possano aver diritto ad azioni Ferrari. Da qui l’entusiasmo del mercato e la corsa ad accaparrarsi titoli del gruppo automobilistico italo-americano. E, dato che è bene approfittare di buon momento prima che sia troppo tardi, FCA ha fatto trapelare l’intenzione di bruciare tutte le tappe e di voler emettere il bond, che dovrebbe contenere una clausola di conversione obbligatoria in azioni FCA entro i due anni successivi al collocamento, prima di Natale. L’obbligazione, però, stando a indiscrezioni, verrà collocata solo negli Stati Uniti e, sempre secondo indiscrezioni, verrà strutturata in modo da permettere alla controllante di FCA, Exor, di mantenere anche in futuro il proprio ruolo di controllo nell’azionariato del gruppo. L’entusiasmo per la prossima quotazione di Ferrari in Borsa (il marchio Maserati dovrebbe restare in FCA) ci sembra eccessivo: intanto il Cavallino rampante, stando alle indiscrezioni, dovrebbe pagare a FCA un maxi-dividendo stimato in 2,25 miliardi di euro prima della quotazione, e, per farlo, è molto probabile che si dovrà indebitare. I futuri azionisti Ferrari avrebbero in mano titoli di una società più “povera” di quanto sia oggi. Inoltre, le condizioni del prestito convertendo e della quotazione del Cavallino rampante in Borsa potrebbero deludere i mercati. Il titolo FCA potrebbe risentirne negativamente e crollare, dopo un rally dovuto a un entusiasmo non giustificato dalle prospettive future del gruppo, che, a quotazione di Ferrari avvenuta, si ritroverà privo del suo “gioiellino”. Il buon padre di famiglia, data l’elevata volatilità del titolo, è bene che non punti su FCA. Ai prezzi attuali, e nell’ottica di un investimento di lungo periodo, l’azione è cara. Per quanto riguarda lo speculatore, nonostante il titolo sia già cresciuto molto, ci potrebbe essere ancora margine di crescita del titolo sul mercato e può valere la pena investire un piccola cifra. Attenzione, il rischio di perdita è elevato: così come il titolo è salito tanto sull’onda delle notizie, una futura comunicazione che risultasse deludente per il mercato potrebbe affossarne la quotazione in poche ore.

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