Analisi
Come ti caccio il socio… o quasi 3 anni fa - venerdì 22 maggio 2015
Con l’aumento di capitale arrivano una valanga di nuove azioni Mps a prezzo stracciato. Un affarone? No, è la “solita” trappola: se non vuoi praticamente uscire dalla società, devi aderire. Tu stanne alla larga!
Se Mps avesse offerto le nuove azioni con un “normale” sconto, supponiamo del 40% e quindi intorno ai 5,6 euro, per raccogliere i 3 miliardi avrebbe emesso 533 milioni di azioni; circa il doppio delle azioni già in circolazione, quindi ti saresti visto offrire circa 2 azioni nuove per ogni azione vecchia. Morale, all’inizio dell’aumento di capitale il valore della tua vecchia azione sarebbe stato di 6,84 euro (la media tra prezzo delle azioni vecchie e nuove).
Offrendo invece le azioni a 1,17 euro, Mps ha dovuto emettere ben 2,6 miliardi di azioni: 10 volte le azioni già in circolazione! E così, le tue vecchie azioni sono talmente “annacquate” da valere, all’inizio dell’aumento, 1,91 euro.
 
MA NON C’È IL DIRITTO DI OPZIONE?
Tutto il resto dei tuoi 9,38 euro è andato perso? No, certo: per compensare questo calo, hai un “buono”, un diritto di opzione che puoi esercitare (acquistando le nuove azioni) oppure vendere in Borsa. Nel primo esempio il valore del diritto di opzione sarebbe stato di 2,54 euro (i 9,38 euro originali meno i 6,84 euro dell’azione), con le condizioni attuali il valore del diritto di opzione è invece di 7,47 euro (i 9,38 originali meno 1,91 euro dell’azione). Tutto a posto dunque? Eh no! Si tratta di un valore più teorico che reale: i diritti di opzione sono quotati solo per pochi giorni e il loro valore tende a crollare in fretta, senza darti molte possibilità di fuggire in tempo. Nel 2014, con l’aumento da 5 miliardi, il diritto di opzione ha perso il 20% in soli tre giorni, e le variazioni di prezzo erano spesso così ampie da bloccare le transazioni e renderti impossibile vendere. Quando poi l’aumento di capitale arriva vicino alla fine, il diritto di opzione non vale oramai più nulla: un conto è averci rimesso 2,54 euro, e un conto è perderci ben 7,47 euro, l’80% del tuo investimento!
 
SÌ, MA SULLE AZIONI CI GUADAGNO!
Nei primi giorni di questi aumenti di capitale “anomali” il prezzo delle azioni balza alle stelle, soprattutto per motivi tecnici (vedi riquadro). Ma attento a non cadere in questo “effetto ottico”: il valore delle azioni è talmente esiguo rispetto ai diritti di opzione che anche un balzo del 20% non compensa le perdite. Guarda nella tabella cosa è successo nei primi tre giorni dell’aumento di capitale del 2014: tra diritti di opzione e azioni, hai perso il 18,2%! Segui il consiglio che ti diamo da parecchio: vendi subito.
TRA L’UNO E L’ALTRO… ALLA FINE CI PERDI!
 
Azione
Mps
Diritto opzione
Valore di un pacchetto di 100 azioni (euro)
Apertura del 9/06/2014
1,54
23,1
2.464
Chiusura del 9/06/2014
1,848 (+20%)
21,5
(-6,9%)
2.334,8 (-5,2%)
Chiusura del 10/06/2014
2,216 (+19,9%)
19,92
(-7,4%)
2.213,6 (-5,2%)
Chiusura dell’11/06/2014
1,771
(-20,1%)
18,39
(-7,7%)
2.016,1 (-8,9%)
Variazione totale nei primi 3 giorni di aumento di capitale
15%
-20,4%
-18,2%
 
Se leggi questo articolo prima dell’inizio dell’aumento di capitale (che va dal 25 maggio al 12 giugno), sei in tempo per seguire il consiglio che ti diamo da tempo: vendi subito. Ma anche se ormai l’aumento è già partito, vendi comunque azioni e diritti (questi ultimi entro l’8 giugno).
Attento, infine, a non cadere nella tentazione di una speculazione “mordi e fuggi” acquistando le azioni il primo giorno dell’aumento: l’anno scorso i prezzi dei primi due giorni sono stati solo teorici, nessuna transazione è stata possibile. Rischi di entrare solo quando la “bolla” scoppia.
 
UN COPIONE DESTINATO A RIPETERSI
Quanto successo nel 2014, e cioè il balzo e il repentino crollo (che di fatto ti impedisce di speculare) è destinato a ripetersi anche con l’aumento di capitale del 2015: il nostro consiglio non cambia, stai alla larga dalle azioni Monte Paschi.
 
CONSOB, DOVE SEI?
Spesso in casi particolarmente “diluitivi”, ad esempio alla vigilia dell’aumento di capitale del 2014, la Consob (l’autorità di controllo della Borsa) emette una comunicazione per mettere in guardia gli investitori. Bene… ma non basta! Ci vogliono “paletti” più severi: la Consob deve mettere un limite al cosiddetto coefficiente di diluizione, cioè il rapporto tra prezzo delle azioni prima e dopo lo stacco del diritto di opzione. Un coefficiente di 0,06 (come nell’aumento di capitale del 2014) significa che il valore delle tue vecchie azioni vale solo il 6% del tuo investimento complessivo, e il restante 94% finisce in balìa degli alti e bassi del prezzo dei diritti di opzione! È un vero e proprio ricatto per obbligarti ad aderire. E Mps non è un caso isolato: dal 2009 a oggi ci sono state Seat, Tiscali, Stefanel, Fon-Sai, Unipol… Consob, intervieni!
UN BOOM EFFIMERO
Perché in occasione di aumenti di capitale “anomali” il prezzo di Borsa esplode, per poi crollare? In parte è dovuto a un “effetto ottico”: il prezzo unitario più basso spinge molti investitori al dettaglio a acquistare il titolo ritenendolo conveniente. Ma non c’è solo questo. Quando l’azione (come nel caso di Mps) fa parte di un indice, i gestori di Etf e di altri strumenti che seguono l’indice devono acquistare già dal primo giorno di aumento di capitale un quantitativo ingente di azioni, perché l’indice è già “ricalcolato” tenendo conto del nuovo (enorme) numero di azioni. Ma le azioni saranno materialmente emesse solo dopo l’aumento di capitale, quindi si crea un forte squilibrio tra domanda e offerta; e questo fa esplodere il prezzo. Stesso “effetto-carestia” per chi ha ceduto opzioni call e deve consegnare i titoli: il numero di azioni che deve cedere è molto più alto del numero “originale”, per tener conto della diluizione. Molto probabilmente non ne avrà abbastanza in portafoglio, e così dovrà cercarle sul mercato. Non a caso, il prezzo crolla negli ultimi giorni dell’aumento di capitale, quando le nuove azioni sono disponibili: l’effetto-carestia è finito, e tutto torna alla normalità. Tranne per i vecchi azionisti che ci hanno rimesso.

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