Analisi
ArcelorMittal: aggiornamenti sull’aumento di capitale 2 anni fa - venerdì 18 marzo 2016
Hai difficoltà a vendere in Borsa i diritti? Leggi qui cosa puoi fare.
 
Nel nostro articolo di martedì 15 – vedi qui - ti abbiamo consigliato di non aderire all’aumento di capitale, ma di vendere in Borsa i diritti di opzione di ArcelorMittal (codice Isin LU1376516610, 1,265 euro alle ore 11.30 del 18 marzo 2016; prezzo rilevato sulla Borsa di Euronext Amsterdam) e di limitarti a mantenere le tue azioni ArcerolMittal (codice Isin LU0323134006, 4,019 euro alle ore 11.30 del 18 marzo 2016; prezzo rilevato sulla Borsa di Euronext Amsterdam) – ricorda che hai 1 diritto per ogni azione, quindi al momento complessivamente sei in guadagno rispetto ai 4,72 euro di venerdì 11 marzo, il giorno precedente l’avvio dell’aumento di capitale.

Ci risulta che due banche, Fineco e Binck, non stiano facendo alcun problema riguardo alla vendita dei diritti.
Altre banche, invece, stanno negando la vendita dei diritti: ci risulta che questo stia accadendo a chi aveva comprato le azioni su EuroTlx e Xetra.

Webank era una di queste. Sappiamo, però, che sotto pressione dei clienti più tenaci, ha concesso la possibilità che la sede di negoziazione dei diritti venisse spostata su Euronext Amsterdam.
Questo esempio – così come il fatto che molte banche comunque dichiarino che i diritti saranno comunque venduti alla fine dell’aumento di capitale – dimostra che lo stop alla negoziazione dei diritti è un mero problema procedurale interno della banca. Sollecitala, dunque, perché ti renda disponibile la negoziazione dei diritti sulla Borsa di Amsterdam: tartassali di richieste, manda fax e email e sottolinea il danno potenziale – circa il 25%- che il loro comportamento ti sta causando. Fai tutto subito, adesso: la negoziazione dei diritti termina il 22 marzo, quindi martedì – verifica comunque le date con precisione sulla base della comunicazione che ti ha inviato la banca.
 
Se proprio arrivi alla mattina del 22 che la banca non ti ha fatto sapere niente, piuttosto che perdere il 25% fai così:
1)      Vendi circa il 28% delle azioni che hai in mano. Se ne hai 5.000, sono 1.400. Visto che stanno circa a 4 euro, incassi 5.600 euro circa. Ti restano 3.600 azioni.
2)      Esercita un numero di diritti pari al numero di azioni che ti rimangono. Nell’esempio, quindi, devi dire alla banca che vuoi esercitare 3.600 diritti.
3)      Esercitando, comprerai 7 azioni nuove a 2,2 euro ciascuna per ogni 10 diritti. Quindi se eserciti 3.600 diritti, compri 2.520 nuove azioni, pagandole 2,2 euro ciascuna, quindi in totale spendi 5.544 euro un risultato allineato all’incasso derivante dalle vendita delle azioni – non è proprio preciso perché dovresti vendere il 27,79% delle azioni – e tra l’altro è una percentuale calcolata sui 4 euro di prezzo attuali – ma non stare a fasciarti troppo la testa per questo.
Occhio alle tempistiche sui giorni di valuta, quindi tieni comunque un cuscinetto di soldi sul conto per non andare in rosso. E poi ringrazia di cuore la tua banca per questo scherzetto – come minimo chiedi che tutte queste operazioni vengano fatte senza che ti siano fatte pagare commissioni.

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