Analisi
Bayer: quale futuro? 2 anni fa - lunedì 7 marzo 2016
Sempre più medicina e meno chimica nelle prospettive del gruppo

Prezzo al momento dell’analisi (04/03/2016): 99,1 euro

Dopo aver raggiunto un massimo storico ad aprile 2015, l’azione Bayer (Isin DE000BAY0017) ha perso più del 30%. Il calo in Borsa non è ancora sufficiente per suggerirvi l’acquisto, ma a questi livelli non vale più la pena di vendere. Se l’hai ancora in portafoglio, mantieni

 
Un 4° trimestre difficile
L’ultima parte del 2015 si è rivelata deludente. Tra le cause, i costi di ricerca in rialzo, la situazione in Brasile e il ribasso dei prezzi. Di conseguenza, abbiamo abbassato le nostre stime sull’utile per azione da 5,8 a 5,5 euro per il 2016 e da 6,2 a 5,9 euro per il 2017. Per il 2016, Bayer anticipa un fatturato di circa 47 miliardi di euro e un utile industriale in rialzo del 5%: indicazioni in linea con le nostre previsioni.
 
Una nuova organizzazione
Dopo aver acquistato il settore “automedicazione” di Merck nel 2014, i polimeri sono stati raggruppati in una nuova società battezzata Covestro, quotata separatamente in Borsa. Bayer ne resta però azionista di maggioranza con il 69%, ma vuole separarsene totalmente a medio termine.
 
È ora di cambiare strategia
Bayer è in piena trasformazione. Il gruppo tedesco si riconcentra sulla salute umana e animale: ad oggi, dispone di diversi prodotti farmaceutici in piena crescita, come il trattamento oftalmologico Eylea e l’anticoagulante Xarelto, le cui vendite sono salite rispettivamente del 57% e del 34% (senza effetti di cambio) nel 2015. Il gruppo approfitterà inoltre dei medicinali da banco, settore nel quale è ormai al 3° posto nel mondo. In contropartita, però, Covestro rischia di continuare a pesare sui conti fino al momento della sua uscita definitiva dal gruppo.
 
CAMBIO DI ROTTA
Fiera della scoperta della sua famosa aspirina, Bayer si è sempre rifiutata di lasciare il settore farmaceutico anche in momenti difficili, come il ritiro del Lipobay/Baycol nel 2011 a causa dei gravi effetti collaterali. L’acquisto dei farmaci da prescrizione di Schering nel 2006, dei farmaci da banco di Roche nel 2005 e di Merck nel 2014 confermano questo orientamento del gruppo. Al contrario, l’ormai quasi definitiva separazione da Covestro conferma che il settore chimica non è più cruciale per la società. Alla luce di questa evoluzione strategica, d’ora in poi troverete l’azione Bayer nelle nostre tabelle nel settore “salute e farmacia” e non più nel settore “chimica”.
 

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