Analisi
Unicredit: attesa per il piano strategico un anno fa - venerdì 18 novembre 2016
Superato lo scoglio dei risultati trimestrali, Unicredit è ancora sotto i riflettori in attesa del piano strategico, che arriverà a metà dicembre. Tra cessioni, pulizia dei conti e aumento di capitale, la carne al fuoco è molta.
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Dal punto di vista della redditività, i risultati trimestrali di Unicredit si sono rivelati tutto sommato soddisfacenti ma con qualche chiaroscuro: gli utili dei primi nove mesi sono cresciuti del 14,7%, ma nel 3° trimestre sono arretrati (-11,8%). Lo stesso terzo trimestre, tuttavia, ha visto aumentare i ricavi (+2,3%) grazie al raddoppio dei ricavi da negoziazione di titoli. Più della redditività, quello che il mercato ha apprezzato è il miglioramento degli indicatori di solidità patrimoniale, in parte grazie alle cessioni del 10% di Fineco e Pekao e in parte grazie alla riduzione dei rischi. E non è un caso che il mercato si sia concentrato su questo aspetto: il rafforzamento patrimoniale è infatti la sfida principale che il gruppo dovrà affrontare nel piano industriale di dicembre. Tre, in particolare, i filoni su cui sta lavorando. Il primo sono le cessioni: a breve potrebbero esserci novità su Pekao, mentre per Pioneer ci sono sul tavolo quattro offerte (una dalla cordata Poste-Cd-Anima, una dai francesi di Amundi, una dagli australiani di Macquarie e una dagli statunitensi di Ameriprise Financial). Offerte in cui non conterà solo il prezzo, ma anche altri aspetti: la cordata di Poste, per esempio, sembra interessata anche ad accordi commerciali di distribuzione all’estero, per gli americani l’aspetto principale sembra invece essere l’ingresso nel mercato europeo e il rafforzamento negli Usa. Il secondo filone è la “pulizia” dei crediti problematici dal bilancio – pulizia che si annuncia corposa per chiudere definitivamente con il passato. Terzo, l’aumento di capitale: sarà sicuramente impegnativo, ma l’importo dipenderà anche dall’esito dei due punti precedenti. Infine, negli scorsi giorni sono circolate voci di una possibile fusione con Société Générale: voci a cui tuttavia crediamo poco, specialmente a breve (prima dev’essere completato il rafforzamento patrimoniale). Sarebbe infatti un’operazione complessa e di dimensioni tali per cui le autorità di controllo avrebbero sicuramente da ridire.

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