Analisi
Generali in battaglia, il mercato si infiamma un anno fa - martedì 24 gennaio 2017
Giornata di forti rialzi per Generali, che chiude le negoziazioni con un +8,2% a 15,42 euro. Che fare?
Le voci su una possibile offerta da parte di Intesa hanno continuato anche oggi a galvanizzare il titolo Generali. Il mercato continua a crederci, e a scommetterci, soprattutto dopo che ieri sera Generali ha acquisito i diritti di voto sul 3% di Intesa. Questa operazione, in sostanza, è una mossa difensiva: se prima Intesa avrebbe potuto “comandare” in Generali anche con un pacchetto di minoranza (il maggior azionista, Mediobanca, arriva solo al 13,5%), ora in base alla legge Intesa non potrebbe esercitare il diritto di voto sulle azioni Generali. Per poterlo fare, dovrebbe lanciare un’offerta (di acquisto o di scambio) su almeno il 60% del capitale del gruppo assicurativo.
Se davvero si verificasse questa ipotesi, ne nascerebbe un nuovo colosso dal valore di 60 miliardi, di cui circa due terzi provenienti da Intesa e il resto da Generali. Ma le incognite restano ancora molte.
Primo: l’attesa delle contromosse di Intesa
Fino a oggi i vertici di Intesa hanno smentito che nella riunione di venerdì si parli anche di questa possibile operazione. Certo non sarebbe la prima volta che i vertici di una società ribaltino le proprie posizioni “pubbliche” nel giro di pochi giorni, e il comunicato emesso in serata (in cui conferma di valutare "ogni opportunità di rafforzamento") segna già una prima svolta.
Secondo: le dimensioni
La mossa “difensiva” di Generali costringe Intesa a una scelta più radicale rispetto all’acquisto di un pacchetto di minoranza. E infatti, più che su un’offerta in contanti il mercato scommette su un’offerta di scambio con azioni Intesa. Ma anche offrendo azioni, e non denaro, Generali resta comunque una preda di tutto rispetto anche per un gruppo delle dimensioni di Intesa. Generali ha un patrimonio di circa 25,8 miliardi, a fronte dei 48 miliardi di Intesa. Al 30 settembre 2016, gli ultimi dati noti, Intesa aveva raccolto dalla propria clientela attività finanziarie per 845 miliardi, ma Generali non è molto da meno con un totale degli investimenti pari a 485 miliardi. In sintesi, Generali è più o meno la metà dell’attuale Intesa: il che non rende impossibile, ma perlomeno complicato, digerire il boccone.
Terzo: le sovrapposizioni
Nel risparmio gestito, la fusione dei due gruppi significherebbe mettere insieme realtà del calibro di Banca Generali, Eurizon e Banca Fideuram. Nelle assicurazioni vita, invece, passerebbero sotto lo stesso cappello Generali Italia (che ha una quota di mercato del 16,4%) e Intesa Vita (18,3%). Ancora tutto da verificare, di conseguenza, il consenso delle autorità di controllo a un “peso” così importante nel settore. La recente cessione di Pioneer da parte di Unicredit è un precedente che può spingere a essere possibilisti su questo fronte, ma non c’è niente di certo per ora.
Che fare?
In attesa di venerdì, quando (forse) Intesa scoprirà le sue carte, è difficile sapere se questa ventata di ottimismo del mercato potrà continuare. Per questo, speculare sull’andamento di pochi giorni è secondo noi troppo rischioso.
Resta però un dato di fatto: ad alimentare queste voci e il rialzo del titolo è anche il fatto che, con i prezzi raggiunti in Borsa, Generali era eccessivamente penalizzata. Tant’è che c’è chi ritiene che la mossa di Intesa sia a sua volta una mossa difensiva, per tutelare “l’italianità” del gruppo assicurativo che con le quotazioni attuali potrebbe far gola a qualche gruppo estero. In quest’ottica sì, il titolo Generali continua a essere una buona scelta e continuiamo a consigliartene l’acquisto: il rapporto tra prezzo e valore contabile è pari a 0,8 (meno della media di settore nonostante il rialzo di oggi), e un rendimento da dividendo di circa il 5% lordo è tutt’altro che disprezzabile di questi tempi. E se anche, in un futuro più o meno lontano, le sue azioni dovessero essere scambiate con azioni Intesa Sanpaolo, non rischi poi un gran male, anzi: alle quotazioni attuali (2,29 euro), anche Intesa è un titolo interessante, e i principali indicatori di convenienza ricalcano da vicino quelli di Generali: 0,8 il rapporto tra prezzo e valore contabile, 5% lordo il rendimento da dividendo.
In sintesi: Generali è un titolo da acquistare ma per il lungo periodo, non per speculare sull’andamento di pochi giorni.

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