Analisi
Dopo la sbornia: la settimana delle Borse 4 mesi fa - lunedì 19 marzo 2018
Se la prima settimana di marzo è stata brillante, la seconda ha visto un andamento meno buono delle Borse. Non ci spaventiamo: gli alti e bassi sono tipici dei mercati e dopo anni di vacche grasse foraggiate dal “doping” delle Banche centrali, probabilmente stiamo solo tornando alla normalità.

Variazioni settimanali su prezzi al 16/03/18

 

New York ha chiuso la settimana perdendo l’1,2%

La minaccia fatta da Trump di introdurre nuovi dazi sulle importazioni cinesi negli Usa ha messo sotto scacco le azioni delle grandi multinazionali americane – il timore è che si scateni una guerra commerciale che danneggi le vendite di queste ultime. Tra tutte segnaliamo il -4,2% di General Electric (14,31 Usd; Isin US3696041033): il gruppo sta cercando di ristrutturarsi e una contrazione delle vendite potrebbe, secondo alcuni, mettere a rischio la distribuzione dei dividendi agli azionisti – per la prima volta, quest’anno, il gruppo non ha pagato premi di produzione in contanti ai suoi manager. Noi per ora non siamo così pessimisti sul dividendo, ma, allo stesso tempo, nonostante la discesa del titolo in Borsa, non crediamo sia il caso di comprare queste azioni: al più mantieni quelle che hai già in mano. 

Calo superiore a quello generale del listino per le Tesla (321,35 Usd; Isin US88160R1014), che in settimana hanno perso l’1,8% sulle notizie di possibili ulteriori ritardi nelle consegne della Model 3. Se le hai, vendi queste azioni.

 

Le Borse europee sono rimaste, in media, invariate

A tenere banco qui in Europa sono state, invece, le nuove regole europee per la gestione dei crediti “marci” in pancia alle banche. Come ti abbiamo detto a pagina 1, c’è una stretta che potrà portare a delle perdite sui bilanci bancari (i titoli del settore hanno chiuso la settimana con un calo medio dell’1,1%), ma non è così dura come avrebbe potuto essere. Tanto che la Borsa di Milano, dove pure le azioni del settore bancario pesano tanto, ha chiuso la settimana con un rialzo dello 0,5%. A sostenere la nostra Borsa ci sono state le Generali (15,73 euro) che, in una settimana difficile per il settore finanziario in generale, sono riuscite ad archiviare un rialzo dell’1,8%. Il motivo va cercato nella pubblicazione dei conti del 2017, che si sono dimostrati migliori delle attese e hanno permesso al gruppo di alzare il dividendo. A nostro parere le Generali restano convenienti. Acquista. Tra le altre azioni che si sono comportate bene a Piazza Affari ci sono le Eni (14,10 euro), salite del 3,7% dopo la presentazione del nuovo piano industriale che promette un rialzo dei dividendi. Noi restiamo prudenti. Mantieni. 

 

Atlantia, Abertis e il passo più lungo della gamba

Tra le azioni italiane che, invece, si sono comportate male ci sono le Atlantia (25,34 euro): in settimana hanno perso il 9%. Proprio su queste pagine, la scorsa settimana, ti avevamo detto che la società sembrava vicina a un accordo per comprarsi alcune attività della spagnola Abertis (18,17 euro; Isin ES0111845014) senza svenarsi in guerre di offerte e controfferte con altri contendenti. Ebbene, l’accordo effettivamente è stato trovato, ma è peggiore di quello che le indiscrezioni avevano lasciato intendere. Atlantia non solo si comprerà tutte le attività autostradali di Abertis, ma investirà nel capitale della società tedesca di costruzioni Hochtief (era l’altra pretendente di Abertis) e, probabilmente, anche nelle attività satellitari che Abertis metterà in vendita. Insomma, un investimento consistente e in settori “sconosciuti”. Sia per quest’anno, sia per il prossimo, non ci aspettiamo che l’operazione porti benefici in termini di aumento dell’utile per azione di Atlantia. Al più mantieni le Atlantia. E che fare con le Abertis? Come già detto settimana scorsa vendile. Hochtief dovrebbe comunque lanciare un’offerta pubblica di acquisto sulle Abertis a 18,36 euro per azione (lievemente superiore al prezzo attuale delle Abertis in Borsa), ma non si conosce la tempistica di questa offerta. Inoltre, non è detto che l’operazione venga aperta anche agli azionisti italiani. Visto che l’obiettivo è ritirare le azioni Abertis dal listino, non farti trovare col cerino in mano: vendi ora. Le Abertis hanno staccato un dividendo di 0,4 euro per azione (lordi) il 16 marzo. Il prezzo d’Opa di Hochtief è stato abbassato a 18,36 euro per tenerne conto. 

Sul listino di Madrid, compra, piuttosto, le Gas Natural (18,84 euro; Isin ES0116870314): sono salite in settimana dello 0,7% dopo che il gruppo ha annunciato che inaugurerà quest’anno più di 50 distributori di metano per auto. Lo sviluppo in fonti di energia pulita ci piace: il titolo è conveniente.

 

Azioni belghe sgasate

Tra le azioni peggiori della settimana ci sono le belghe bpost (20,76 euro; Isin BE0974268972) che hanno ceduto il 25%. Le prospettive per il 2018 non hanno convinto. In particolare, il mercato ha iniziato a temere che la società americana recentemente acquistata per risollevare le sorti del gruppo non possa dare l’apporto sperato. Noi per ora non ci spaventiamo, anche perché l’acquisizione è stata perfezionata solo qualche mese fa, ma restiamo in guardia. Per questo, nonostante il calo in Borsa, non comprare altre bpost, ma mantieni quelle che già hai. Meno brusco, ma comunque meritevole di un commento, è il calo di un altro titolo belga che probabilmente hai in mano, Atenor (46,5 euro; Isin BE0003837540). Le azioni hanno perso in settimana il 3,3% (-0,6% per il listino belga) sulla notizia che uno degli azionisti di controllo (circa il 10% del gruppo) ha venduto le azioni a 45 euro ciascuna. Il piccolo sconto rispetto al prezzo di Borsa dimostra comunque che c’è interesse per le Atenor, tanto che quelle azioni vendute sono state già riacquistate da altri soci rilevanti del gruppo. Acquista anche tu.

Tra gli altri listini sui cui potresti aver investito, segnaliamo, in negativo, quello di Londra (-0,8%), gravato dal gelo delle relazioni con Mosca, che potrebbe precludere questo mercato a diverse multinazionali britanniche. In positivo, quello di Tokio (+1%), per ora poco spaventato dalla bufera che si è alzata su alcuni membri del governo per supposte pratiche clientelari. 

Risposte per te

@Fausto I calcoli che ha fatto la banca sull’ultimo dividendo di Intel sono corretti (tassato prima al 15% negli Usa e poi, sul rimanente, al 26% in Italia). La commissione di incasso dividendo se prevista dal contratto è legittima. Tieni conto, però, che molte banche non la applicano.

@Piero Le plusvalenze ottenute dalla vendita dell’Etf Lyxor financial services (59,42 euro; Isin FR0010345363) non possono essere compensate da minusvalenze ottenuta in precedenza su azioni italiane, estere o su altri Etf. I guadagni sugli Etf non sono mai compensabili.

@Simone Anche se la perdita sulle tue azioni Mps (3,02 euro) è del 90% non è il caso di acquistare azioni Mps ora. Come i conti del 2017 dimostrano, le difficoltà della banca persistono (vedi Altroconsumo Finanza n° 1258). Anzi, nonostante la perdita, vendi le tue azioni.

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