Anheuser - Busch InBev BE0974293251

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97,51 EUR 22/09/2017 17:37 Bruxelles
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Articoli

  • Analisi
    AB Inbev: un buon secondo trimestre 2 mesi fa - giovedì 27 luglio 2017
    Più dinamico della maggior parte dei gruppi alimentari, AB Inbev registra un buon 2° trimestre.
     
     
     
     

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  • Analisi
    AB InBev: titolo in calo 3 mesi fa - lunedì 12 giugno 2017
    Le deludenti previsioni per il 2018 del concorrente Molson Coors hanno trascinato al ribasso anche il titolo AB InBev. 

    Prezzo al momento dell'analisi (09/06/2017): 101,55 euro

    Nonostante il calo di prezzo (-3,2% sulla settimana), l’azione resta cara.

    Consiglio: vendi

    L’annuncio del concorrente Molson Coors, che non si aspetta nessuna crescita dei volumi di vendita negli Usa nel 2018, ha rappresentato una cattiva notizia anche per AB InBev (Isin BE0974293251), che realizza il 17% dei volumi di vendita in Nord America e che già deve fare i conti con le difficoltà del mercato brasiliano. Nonostante il recente calo, i prezzi attuali del titolo continuano, secondo noi, a sopravvalutare le prospettive del gruppo. Se l’hai ancora in portafoglio, vendi questa azione cara.

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  • Analisi
    Listini azionari in marcia: la settimana delle Borse 4 mesi fa - lunedì 8 maggio 2017
    Le Borse della zona euro sono andate meglio di New York.
    Euro e dollari

    Euro e dollari

    Le Pen sconfitta

    Marine Le Pen, che aveva dichiarato più volte di voler portare la Francia fuori dall’euro in caso di vittoria alle elezioni presidenziali (scenario che i mercati temevano), ha perso il ballottaggio. La reazione dei listini nelle prime battute di lunedì 8 maggio è, però, stata freddina (-0,3% in media alle ore 10). Non c’è da sorprendersi. In primo luogo perché il risultato era ampiamente atteso: non per nulla tra fine aprile e inizio maggio – dall’esito del primo turno elettorale – le Borse della zona euro erano già salite del 6,4%. In secondo luogo perché c’è comunque una nuova tornata elettorale (elezioni politiche) in Francia a giugno – anche se al momento sembra improbabile una larga affermazione del partito della Le Pen.

     

    Il traino delle banche

    A spingere i listini europei nella prima settimana di maggio (+1,9% in media) non c’è stata, però, solo la politica. Hanno contribuito anche i rassicuranti conti trimestrali pubblicati da diverse società. In particolare, sono stati bene accolti i conti di alcuni big bancari. Proprio in Francia, per esempio, le azioni di BNP Paribas (67,88 euro; Isin FR0000131104) hanno messo su il 4,8% dopo che la banca ha mostrato utili sopra le attese di mercato. Va notato, però, che la crescita degli utili è stata determinata dai maggiori introiti sulle operazioni di “trading”, mentre le attività di “banca tradizionale” in Francia continuano a soffrire. Mantieni le azioni che già hai, ma non comprarne di nuove. Anche i risultati della banca britannica Hsbc (658,6 pence; Isin GB0005405286) si sono dimostrati superiori alle attese del mercato e il titolo ha fatto in settimana +3,5%. Se per caso hai queste azioni in mano, approfitta del rialzo per venderle – i risultati sono comunque in calo (sebbene meno rispetto alle attese del mercato) e il gruppo ha diverse sfide davanti a sé, tra cui il rilancio delle attività in Asia. Un titolo europeo che ha spiccato in settimana è stato quello del produttore di birra Ab InBev (109,3 euro; Isin BE0974293251), grazie a una crescita trimestrale dei ricavi superiore alle attese. Nei due mercati principali, Usa e Brasile, però i conti non brillano. Confermiamo le stime di un utile per azione di 4,25 euro nel 2017 e di 5 euro nel 2018. A questi prezzi e con queste stime il titolo è caro. Se ce l’hai approfitta del rialzo (+5,7%) per vendere.

     

    Milano nel gruppo di testa

    A Piazza Affari sono stati molto bene accolti i conti di Intesa Sanpaolo (2,84 euro): le azioni hanno chiuso la settimana in rialzo del 6,3%. Noi abbiamo ritoccato solo lievemente al rialzo le stime sui risultati futuri della società, ma con l’utile fatto nel primo trimestre la promessa di distribuire oltre 3 miliardi di dividendi (circa 0,18 euro per azione) sembra sempre più credibile. Acquista. Di questo buon clima sui titoli bancari (+3,9% in media in Europa) ha beneficiato anche Unicredit (16,22 euro; acquista) che ha messo su l’8,6% – la pubblicazione dei suoi conti è attesa in questi giorni. Piazza Affari ha così chiuso la settimana in rialzo del 4,2% (+8,8% complessivamente nel corso delle ultime due settimane). Anche se hanno corso un po’ meno rispetto ai “colleghi” grandi, i titoli a media capitalizzazione di Milano sono saliti anche questa settimana. L’Etf Lyxor mid cap pir (130,89 euro; Isin FR0011758085) ha, infatti, fatto +1,7% e vale ancora una scommessa.

     

    New York avanti piano tra tecnologia…

    A sorpresa, la riforma sanitaria di Trump è stata approvata alla Camera. Il passaggio al Senato si prospetta, però, complesso: questo spiega perché le azioni della Healthequity (46,18 Usd; IsinUS42226A1079), che offre prodotti importanti nella riforma di Trump, sono salite “solo” dell’1,5%. Per ora non tornare a speculare su questo titolo. 

    Meno significativo il rialzo di New York, che si è fermato a +0,6%. Non tutti i conti trimestrali societari hanno convinto. Per esempio, quelli di Apple (148,96 euro; Isin US0378331005) hanno mostrato un calo delle vendite in Cina (mercato importante) e una contrazione delle vendite di iPhone (prodotto di punta). Anche se il titolo ha chiuso la settimana in rialzo del 3,7%, dopo uno sbandamento in seguito alla pubblicazione dei conti, meglio essere prudenti col consiglio: al più, mantieni. Sempre nel settore tecnologico segnaliamo il -9,2% di BTL (4,04 Cad; Isin CA0557661091), società canadese legata alla blockchain, consigliata su Altroconsumo Finanza n° 1218. In settimana il gruppo ha annunciato le tappe per lo sviluppo dei suoi progetti: forse il mercato si aspettava tempi più stretti. O semplicemente sulla base della notizia è passato un po’ all’incasso – il titolo ha quadruplicato il suo valore tra gennaio e aprile. Non ci spaventiamo: il titolo resta valido per una scommessa sul progressivo successo della blockchain. Attenzione, però: non è un titolo per il buon padre di famiglia. Non solo la società non fa utili, ma ha cominciato a fatturare solo pochi mesi fa. Inoltre, è un titolo molto piccolo (vale, per esempio, circa la metà della Beghelli): bastano pochi ordini per farlo muovere molto. Variazioni del 5%, anche su base giornaliera, sono da mettere in conto. Se ci scommetti su, non dedicarci più del 5% del valore complessivo del tuo portafoglio.

     

    … e petrolio

    A contenere il progresso di Wall Street c’è stato anche il calo dei titoli del settore petrolifero (in media, -1,2% in settimana), che hanno pagato una nuova discesa dei prezzi del greggio (-4,4%). Il petrolio di qualità brent viaggia poco sotto i 50 dollari al barile: la produzione in crescita negli Usa e in Libia e il generale cattivo andamento dei prezzi delle materie prime – in Cina i prezzi del minerale di ferro sono scesi di circa il 30% in due mesi – sono all’origine di questo calo. L’accordo tra i Paesi mediorientali e la Russia sul freno alle trivelle scade tra poco: si vocifera di un possibile prolungamento dello stesso. Vedremo se così sarà e se questo basterà a far rialzare la testa al greggio. Noi continuiamo ad aspettarci, almeno a breve termine, diversi alti e bassi per il suo prezzo. Come ti diciamo da tempo, in questa situazione, non investire su Etf e certificate che puntano direttamente sul petrolio (evita soprattutto quelli a leva). Meglio un buon titolo di una grande compagnia petrolifera: Chevron (105,79 Usd, Isin US1667641005; -0,9% in settimana) è uno di questi. In una settimana difficile per il settore petrolifero, spiccano i rialzi di Total (48 euro; Isin FR0000120271), +1,8%, e Royal Dutch Shell (24,48 euro; Isin GB00B03MLX29), +3,2%. I titoli sono stati aiutati da conti in buona crescita e dal generale buon momento per le azioni europee. Non è, però, il caso di acquistarli. Al più, se li hai mantienili

     

    Risposte per te

    @Ezio Tutti i prezzi delle azioni inglesi sono espressi, sulla Borsa di Londra (e sul nostro sito), in pence. Alcuni sistemi di trading li mostrano, però, in sterline: niente paura, sono gli stessi prezzi divisi per 100.

    @Franco Il “capital gain” ottenuto sulle azioni estere viene tassato una sola volta e solo per la parte fiscale italiana (aliquota 26%). Non c’è nessuna doppia tassazione, come, invece, avviene per i dividendi.

    @Nicola Cir stacca il dividendo il 22 maggio. L’importo è di 0,038 euro per azione (0,028 euro netti). Non devi far nulla: se hai le azioni alla data di stacco, in automatico riceverai il dividendo dopo pochi giorni.

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  • Analisi
    AB Inbev: cede alcuni marchi 9 mesi fa - giovedì 15 dicembre 2016
    Come atteso, il colosso della birra Ab Inbev alleggerisce il suo portafoglio di marchi.

    Prezzo al momento dell'analisi (14/12/2016): 97,99 euro

    Ai prezzi attuali, l’azione resta cara.
    Consiglio: vendi
    Come previsto dal piano di acquisizione di SABMiller (operazione perfezionata lo scorso ottobre), AB Inbev (Isin BE0974293251) cede alla giapponese Asahi Group cinque marchi di birra (di SABMiller) commercializzati nell’Est europeo per il prezzo, secondo noi interessante, di 7,3 miliardi di euro. Questo introito dovrebbe consentire al gruppo di difendere il dividendo, nonostante l’indebitamento sia lievitato in seguito all’acquisizione di SABMiller. La situazione resta, comunque, delicata in Brasile e negli Stati Uniti. Se ancora l’hai in portafoglio, vendi questa azione cara.

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  • Analisi
    AB InBev: fatica a rilanciarsi 10 mesi fa - giovedì 10 novembre 2016
    AB Inbev fatica a rilanciare la crescita e la redditività ne soffre.

    Prezzo al momento dell'analisi (09/11/2016): 102,70 euro

    Con l’acquisizione di SABMiller, perfezio­nata lo scorso 10 ottobre, si apre un capitolo che sarà cruciale per l’evolu­zione degli utili. La prudenza, però, s’impone, tanto più che ai prezzi attuali l’azione è cara.
    Consiglio: vendi
    Nel 3° trimestre il fatturato di AB InBev (Isin BE0974293251) è sa­lito solo del 2,8% (-0,9% i volumi di vendita). Il Brasile (-6,8%) e gli Usa (erosione delle quote di mercato della Bud Light) hanno deluso ancora e il margine industriale (rapporto tra utili industriali e fatturato) è sceso al 27,7% a causa dell’aumento dei costi, soprattutto commerciali, e dei tassi di cambio sfavorevoli. L’utile per azione, invece, è crollato di quasi il 60% a causa dei costi di finanziamento dell’acquisizione di SABMiller. Con l’integrazione di SABMiller, il Brasile e gli Usa incideranno meno sui risultati, che dipenderanno di più dal­l’Africa e da altri Paesi emergenti. I costi resteranno, comunque, elevati, le sinergie non sono scontate e il dividendo potrebbe essere tagliato per ridurre il debito. Abbassiamo le stime sull’utile per azione della nuova entità a 3,8 euro nel 2016 e 4,4 euro nel 2017.

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 118,80 EUR
Minimo degli ultimi 12 mesi 93,76 EUR
ISIN BE0974293251
Borsa Bruxelles
Beta 1,13
Volatilità 19,76 %
Numero di azioni 1.693.242.156
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 166,02 EUR
Settore Alimentari e bevande
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 158.908 EUR
Punteggio corporate governance 5

Indici chiave per azione (EUR)

2017 (e) 2016 (e) 2015 2014
Dividendo 2,52 2,57 2,66 1,69
Utile corrente 3,75 0,65 4,55 4,25
Utile netto 3,75 0,65 4,55 4,25
Cash Flow corrente 5,45 2,25 6,01 5,50
Cash Flow netto 5,45 2,25 6,01 5,50
EBIT 8,15 6,78 7,65 6,96
EBITDA 10,10 8,61 9,38 8,51
Patrimonio netto 35,00 34,89 22,11 23,79
Patrimonio netto tangibile -37,50 -37,71 -15,18 -12,59

Rendimento in euro

Anheuser - Busch InBev Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi -4,15 % -1,45 % -4,05 %
Rendimento ultimi 6 mesi -4,16 % 1,92 % -3,27 %
Rendimento ultimo anno -11,17 % 11,80 % 8,01 %
Rendimento ultimi 5 anni 10,26 % 6,78 % 13,28 %

Indici finanziari della società

2016 2015 2014 2013
Pay out 338,68 % 43,01 % 40,25 % 22,23 %
Current ratio 1,07 0,64 0,68 0,73
ROE 1,85 % 21,44 % 19,92 % 16,93 %
ROE netto 1,85 % 21,44 % 19,92 % 30,52 %
Margine lordo 61,55 % 61,61 % 61,29 % 60,33 %
Margine netto 5,98 % 22,10 % 23,33 % 37,24 %
EBIT margin 27,94 % 31,15 % 31,19 % 31,64 %
EBITDA margin 35,45 % 38,21 % 38,11 % 38,37 %
Tax rate 36,95 % 20,82 % 18,11 % 10,88 %
Gearing 147,84 100,91 84,60 75,40
Patrimonio netto / totale attivo 29,89 % 31,32 % 35,46 % 36,78 %

Dati di Borsa per azione

2017 (e) 2016 (e)
Rendimento da dividendo 2,57 % 2,62 %
Prezzo/utile corrente 26,15 151,31
Prezzo/cash flow corrente 17,99 43,58
Prezzo/patrimonio netto 2,80 2,81
Prezzo/patrimonio netto tangibile - -
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 6,08 % -

(e) : stima

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