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184,92 USD 22/06/2018 22:15 Nasdaq
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Articoli

  • Analisi
    Altra settimana nervosa per i listini azionari. 12 giorni fa - lunedì 11 giugno 2018
    L’umore del mercato è cambiato più volte e i risultati finali sono variegati: Tokio è andata bene, salendo del 2,4%. New York si è difesa, guadagnando l’1,6%. Le Borse europee sono scivolate dello 0,9% trascinate dal -3,4% di Milano.
     
     
     
     

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  • Analisi
    Senza colore: la settimana delle Borse un mese fa - lunedì 7 maggio 2018
    Settimana poco brillante per i listini azionari. La Borsa di New York ha chiuso con un calo dello 0,2%. Le Borse europee, in media, sono salite dello 0,6%. Tra queste, in barba alla crisi di governo, si distingue in positivo Piazza Affari, salita dell’1,7% – dalla chiusura del 1° marzo Milano guadagna l’8,4% contro il +3,1% medio delle Borse europee. Ti parliamo anche della futura quotazione di Xiaomi.
     
     
     
     

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  • Analisi
    Umore variabile: la settimana delle Borse 2 mesi fa - lunedì 23 aprile 2018
    Le Borse sono nervose: la stagione dei risultati trimestrali societari non sta dando, per ora, risposte chiare sulla salute dell’economia globale. In ogni caso il bilancio settimanale è stato moderatamente positivo: New York ha fatto +0,5%, mentre le Borse europee sono salite, in media, dell’1,3%. 
     
     
     
     

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  • Analisi
    Venti di guerra: la settimana delle Borse 3 mesi fa - lunedì 26 marzo 2018
    Settimana negativa per le Borse: New York ha chiuso con un calo del 6%. I listini europei, in media, hanno ceduto il 3,4%: tra i peggiori ci sono Francoforte (-4,1%) e Madrid (-3,6%). Milano, nonostante le tensioni sulla formazione del Governo, ha chiuso la settimana a -2,5%, meglio delle colleghe. Tokio ha perso il 4,9%, le azioni cinesi il 3,7%. 
     
     
     
     

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  • Analisi
    Rimbalzi: la settimana delle Borse 4 mesi fa - lunedì 19 febbraio 2018
    Dopo 10 giorni di paura, le Borse nella scorsa settimana hanno messo a segno un bel rimbalzo. Il più significativo è stato quello di New York, che ha guadagnato il 4,3%. Più contenuto quello delle Borse europee che, in media, sono salite del 2,8%. Solo +1,6% per la Borsa giapponese. La Borsa di Londra ha chiuso la settimana in rialzo del 2,9%. Cambia il consiglio per Applied Materials. 

    Variazioni settimanali su prezzi al 16/02/18

    Sulla carta c’erano tutti gli elementi perché per la Borsa Usa fosse un’altra settimana terribile: i rendimenti dei titoli di Stato americani sono saliti ancora e il dato sull’inflazione (la corsa dei prezzi) si è rivelato più elevato del previsto, rendendo più concreto il timore di un quarto rialzo dei tassi d’interesse da parte della Banca centrale americana nel 2018. Eppure, nonostante la presenza di questi elementi – gli stessi che avevano determinato il tracollo di Wall Street nei primi giorni di febbraio – il mercato ha deciso di tornare a comprare azioni Usa. Come mai? È stato probabilmente l’insieme di tanti piccoli elementi. Da un lato c’è stato il lancio ufficiale, da parte di Trump, del maxi-piano di investimenti per le infrastrutture americane – dopo l’entusiasmo per la riforma fiscale, il mercato ha trovato un altro pretesto di ottimismo. Dall’altro, un nuovo indebolimento del dollaro Usa, che fa bene alle vendite internazionali delle multinazionali americane. Infine, una serie di risultati positivi dalle società.

     

    Tecnologici protagonisti

    In particolare, sono stati i conti di alcuni colossi della tecnologia a dare buonumore – il listino Nasdaq, che di tecnologici è pieno, ha chiuso la settimana a +5,3%. Citiamo su tutti il caso di Cisco Systems (44,33 Usd; Isin US17275R1023) che non solo ha chiuso l’ultimo trimestre con ricavi e utili in crescita sopra le attese, ma ha preannunciato per il trimestre in corso risultati ancora migliori. La delicata trasformazione della società sembra essere andata ormai in porto e il mercato ha tirato un sospiro di sollievo premiando le azioni (+12,1%). Noi eravamo stati ottimisti per tempo e il rialzo delle azioni è ormai tale da far sì che il titolo, a nostro parere, non sia più conveniente. Non comprare più le Cisco, ma mantieni quelle che già hai. 

    Anche i conti di Applied Materials (55,03 Usd; Isin US0382221051) sono stati ottimi, al punto tale che la società ha deciso di raddoppiare l’importo del dividendo trimestrale. Il titolo ha messo su in settimana il 14,4% ma è ancora un pochino distante dai massimi di novembre, quando ti abbiamo consigliato di vendere (vedi Altroconsumo Finanza n° 1246). Ora, se per caso le hai in mano, ti diciamo di mantenerle.

     

    La lunga mano del guru della finanza

    A spingere il settore della tecnologia c’è stata anche la lunga mano di un guru della finanza come Warren Buffett. In settimana è emerso, infatti, che tramite la sua società Berkshire Hathaway (203,79 Usd; Isin US0846707026) nelle settimane scorse ha fatto incetta di azioni Apple (172,43 Usd; Isin US0378331005) al punto tale che proprio la Apple è ora il titolo più importante del suo portafoglio d’investimenti. Davanti a un attestato di fiducia di questo tipo il mercato si è messo a ruota e ha comprato a sua volta azioni Apple, permettendo al titolo di chiudere la settimana in rialzo del 10,2%. Noi siamo meno ottimisti: non comprare azioni Apple. Al più, se le hai, mantienile. E le Berkshire Hathaway? Noi le abbiamo comprate per un test (suggerendoti di fare altrettanto) nel 2010 (vedi Soldi Sette n° 910) e da allora le abbiamo sempre mantenute in portafoglio. Mantienile anche tu. 

    Warren Buffet ha deciso anche di investire, per la prima volta, sulle azioni Teva Pharma (20,9 Usd; Isin US8816242098). Un attestato di fiducia che ha permesso alle azioni Teva di recuperare in settimana il 12,3%. Mantieni. 

     

    Le materie prime rialzano la testa

    A dare un po’ di sostegno alle Borse ci sono stati i titoli dei grandi produttori di materie prime, i cui prezzi in settimana hanno recuperato terreno grazie all’indebolimento del dollaro nei confronti delle altre valute. Questo spiega, per esempio, il bel +8,3% delle azioni Rio Tinto (4.102 pence; Isin GB0007188757), che si sono riportate su valori non distanti dai massimi degli ultimi 5 anni. Ciò nonostante, secondo noi sono ancora convenienti. Acquista. Tra le materie prime, il petrolio è quello che ha corso un po’ meno, frenato dalle notizie sui livelli di estrazione record registrati negli Stati Uniti. Questo comunque non ha impedito alle società del settore energetico di chiudere la settimana con un rialzo medio del 3%. Eni (13,63 euro) ha presentato i conti del 2017: nonostante siano stati sopra le attese (anche nostre), il mercato non si è entusiasmato più di tanto (le azioni hanno fatto in settimana +1,7%), perché sperava in un rialzo del dividendo che, invece, è stato confermato a 0,8 euro per azione. Noi sul dividendo non siamo stati sorpresi: le azioni restano correttamente valutate. Mantieni.

    Total (45,9 euro; Isin FR0000120271) si è impegnata ad aumentare il dividendo del 10% tra il 2018 e il 2020. Un obiettivo credibile che il mercato ha salutato senza strapparsi i capelli: le azioni hanno chiuso la settimana a +2,7%. Mantieni.

     

    Milano affaticata

    Se le Eni non hanno brillato, ancor peggio si sono comportate le Telecom Italia (0,70 euro) scese dello 0,4% sulla prospettiva che l’operazione di scorporo della sua rete (l’effettiva infrastruttura su cui viaggiano dati e voci) prenda più tempo del previsto. In ogni caso ci aspettiamo che questa operazione ci sia: mantieni le Telecom. Milano, nonostante l’andamento poco brillante di questi due colossi, ha chiuso la settimana a +2,8%. 

     

    La trappola del Creval

    Te lo avevamo detto già a novembre (vedi Altroconsumo Finanza n° 1244): vendi le azioni Creval. Non per nulla da allora hanno perso un altro 50% circa, chiudendo la settimana a 7,80 euro. Ora è partito l’aumento di capitale e quasi tutto il valore delle tue azioni è andato nel diritto di opzione. All’apertura di lunedì 19 le azioni valevano 0,1122 euro e i diritti 7,6880. Alle ore 11:45 dello stesso giorno le azioni valevano 0,104 euro (-7,3%) e i diritti 2,3369 euro (-70%). In poche ore hai perso un altro 69% del tuo investimento. La trappola è scattata: con questa perdita ti senti quasi obbligato a sottoscrivere le nuove azioni. Non lo fare: vendi azioni e diritti.

     

    Risposte per te

    @Fulvio Anche se compri le azioni Engie (12,65 euro; Isin FR0010208488) su Piazza Affari avrai comunque la doppia tassazione sui dividendi (prima in Francia, poi in Italia). Non c’è alcun modo per evitarla.

    @Paola Vendi anche le AbbVie (118,6 euro; Isin US00287Y1091): c’è la concorrenza dei generici e sono care (rapporto prezzo/valore contabile atteso di 18, contro 2 per le Borse; è come il prezzo al chilo delle mele).

    @Virginio Le minusvalenze scadute il 31/12/2017 sono perse. Se la banca non le ha usate – hai il regime amministrato, fa i conti fiscali in automatico per te – è perché non hai chiuso vendite in attivo.



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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 193,98 USD
Minimo degli ultimi 12 mesi 142,73 USD
ISIN US0378331005
Borsa Nasdaq
Beta 1,06
Volatilità 25,07 %
Numero di azioni 5.074.010.000
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 941,03 USD
Settore Alta tecnologia
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 5.020.031 USD
Punteggio corporate governance 6

Indici chiave per azione (USD)

2017-18 (e) 2016-17 2015-16 2014-15
Dividendo 2,72 2,40 2,18 1,98
Utile corrente 11,75 9,27 8,35 9,28
Utile netto 11,75 9,27 8,35 9,28
Cash Flow corrente 13,96 11,21 10,27 11,24
Cash Flow netto 13,96 11,21 10,27 11,24
EBIT 14,00 11,76 10,97 12,38
EBITDA 16,22 13,70 12,89 14,34
Patrimonio netto 27,68 26,15 24,03 21,39
Patrimonio netto tangibile 26,47 25,03 23,02 20,48

Rendimento in euro

Apple Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi 14,89 % 1,57 % 7,17 %
Rendimento ultimi 6 mesi 9,14 % -2,52 % 4,66 %
Rendimento ultimo anno 23,97 % -1,97 % 8,38 %
Rendimento ultimi 5 anni 31,36 % 6,32 % 14,34 %

Indici finanziari della società

2016-17 2015-16 2014-15 2013-14
Pay out 26,41 % 26,59 % 21,65 % 28,16 %
Current ratio 1,28 1,35 1,11 1,08
ROE 36,07 % 35,62 % 44,74 % 35,42 %
ROE netto 36,07 % 35,62 % 44,74 % 35,42 %
Margine lordo 38,47 % 39,08 % 40,06 % 38,59 %
Margine netto 21,09 % 21,19 % 22,85 % 21,61 %
EBIT margin 26,76 % 27,84 % 30,48 % 28,72 %
EBITDA margin 31,19 % 32,71 % 35,29 % 33,07 %
Tax rate 24,56 % 25,56 % 26,37 % 26,13 %
Gearing 22,02 9,18 9,94 3,51
Patrimonio netto / totale attivo 35,72 % 39,87 % 41,09 % 48,11 %

Dati di Borsa per azione

2017-18 (e) 2016-17
Rendimento da dividendo 1,47 % 1,29 %
Prezzo/utile corrente 15,78 20,01
Prezzo/cash flow corrente 13,29 16,54
Prezzo/patrimonio netto 6,70 7,09
Prezzo/patrimonio netto tangibile 7,01 7,41
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 5,48 % -

(e) : stima

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