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Articoli

  • Analisi
    Wall Street batte un altro record 13 giorni fa - giovedì 3 agosto 2017

    Lo storico indice Dow Jones della Borsa americana ha chiuso per la prima volta nella sua storia una seduta sopra i 22.000 punti. Ecco i motivi.

     
     
     
     

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  • Analisi
    Senza una direzione precisa: la settimana delle Borse un mese fa - lunedì 19 giugno 2017
    Altra settimana nervosa per le Borse. Il bilancio, in media, è sostanzialmente piatto: New York archivia un piccolo progresso (+0,1%), le Borse europee un piccolo calo (-0,5%).
     
     
     
     

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  • Analisi
    Tutti pazzi per la tecnologia 2 mesi fa - lunedì 22 maggio 2017
    Il settore sta correndo molto: devi puntarci qualcosa? 
     
     
     
     

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  • Analisi
    Listini azionari in marcia: la settimana delle Borse 3 mesi fa - lunedì 8 maggio 2017
    Le Borse della zona euro sono andate meglio di New York.
    Euro e dollari

    Euro e dollari

    Le Pen sconfitta

    Marine Le Pen, che aveva dichiarato più volte di voler portare la Francia fuori dall’euro in caso di vittoria alle elezioni presidenziali (scenario che i mercati temevano), ha perso il ballottaggio. La reazione dei listini nelle prime battute di lunedì 8 maggio è, però, stata freddina (-0,3% in media alle ore 10). Non c’è da sorprendersi. In primo luogo perché il risultato era ampiamente atteso: non per nulla tra fine aprile e inizio maggio – dall’esito del primo turno elettorale – le Borse della zona euro erano già salite del 6,4%. In secondo luogo perché c’è comunque una nuova tornata elettorale (elezioni politiche) in Francia a giugno – anche se al momento sembra improbabile una larga affermazione del partito della Le Pen.

     

    Il traino delle banche

    A spingere i listini europei nella prima settimana di maggio (+1,9% in media) non c’è stata, però, solo la politica. Hanno contribuito anche i rassicuranti conti trimestrali pubblicati da diverse società. In particolare, sono stati bene accolti i conti di alcuni big bancari. Proprio in Francia, per esempio, le azioni di BNP Paribas (67,88 euro; Isin FR0000131104) hanno messo su il 4,8% dopo che la banca ha mostrato utili sopra le attese di mercato. Va notato, però, che la crescita degli utili è stata determinata dai maggiori introiti sulle operazioni di “trading”, mentre le attività di “banca tradizionale” in Francia continuano a soffrire. Mantieni le azioni che già hai, ma non comprarne di nuove. Anche i risultati della banca britannica Hsbc (658,6 pence; Isin GB0005405286) si sono dimostrati superiori alle attese del mercato e il titolo ha fatto in settimana +3,5%. Se per caso hai queste azioni in mano, approfitta del rialzo per venderle – i risultati sono comunque in calo (sebbene meno rispetto alle attese del mercato) e il gruppo ha diverse sfide davanti a sé, tra cui il rilancio delle attività in Asia. Un titolo europeo che ha spiccato in settimana è stato quello del produttore di birra Ab InBev (109,3 euro; Isin BE0974293251), grazie a una crescita trimestrale dei ricavi superiore alle attese. Nei due mercati principali, Usa e Brasile, però i conti non brillano. Confermiamo le stime di un utile per azione di 4,25 euro nel 2017 e di 5 euro nel 2018. A questi prezzi e con queste stime il titolo è caro. Se ce l’hai approfitta del rialzo (+5,7%) per vendere.

     

    Milano nel gruppo di testa

    A Piazza Affari sono stati molto bene accolti i conti di Intesa Sanpaolo (2,84 euro): le azioni hanno chiuso la settimana in rialzo del 6,3%. Noi abbiamo ritoccato solo lievemente al rialzo le stime sui risultati futuri della società, ma con l’utile fatto nel primo trimestre la promessa di distribuire oltre 3 miliardi di dividendi (circa 0,18 euro per azione) sembra sempre più credibile. Acquista. Di questo buon clima sui titoli bancari (+3,9% in media in Europa) ha beneficiato anche Unicredit (16,22 euro; acquista) che ha messo su l’8,6% – la pubblicazione dei suoi conti è attesa in questi giorni. Piazza Affari ha così chiuso la settimana in rialzo del 4,2% (+8,8% complessivamente nel corso delle ultime due settimane). Anche se hanno corso un po’ meno rispetto ai “colleghi” grandi, i titoli a media capitalizzazione di Milano sono saliti anche questa settimana. L’Etf Lyxor mid cap pir (130,89 euro; Isin FR0011758085) ha, infatti, fatto +1,7% e vale ancora una scommessa.

     

    New York avanti piano tra tecnologia…

    A sorpresa, la riforma sanitaria di Trump è stata approvata alla Camera. Il passaggio al Senato si prospetta, però, complesso: questo spiega perché le azioni della Healthequity (46,18 Usd; IsinUS42226A1079), che offre prodotti importanti nella riforma di Trump, sono salite “solo” dell’1,5%. Per ora non tornare a speculare su questo titolo. 

    Meno significativo il rialzo di New York, che si è fermato a +0,6%. Non tutti i conti trimestrali societari hanno convinto. Per esempio, quelli di Apple (148,96 euro; Isin US0378331005) hanno mostrato un calo delle vendite in Cina (mercato importante) e una contrazione delle vendite di iPhone (prodotto di punta). Anche se il titolo ha chiuso la settimana in rialzo del 3,7%, dopo uno sbandamento in seguito alla pubblicazione dei conti, meglio essere prudenti col consiglio: al più, mantieni. Sempre nel settore tecnologico segnaliamo il -9,2% di BTL (4,04 Cad; Isin CA0557661091), società canadese legata alla blockchain, consigliata su Altroconsumo Finanza n° 1218. In settimana il gruppo ha annunciato le tappe per lo sviluppo dei suoi progetti: forse il mercato si aspettava tempi più stretti. O semplicemente sulla base della notizia è passato un po’ all’incasso – il titolo ha quadruplicato il suo valore tra gennaio e aprile. Non ci spaventiamo: il titolo resta valido per una scommessa sul progressivo successo della blockchain. Attenzione, però: non è un titolo per il buon padre di famiglia. Non solo la società non fa utili, ma ha cominciato a fatturare solo pochi mesi fa. Inoltre, è un titolo molto piccolo (vale, per esempio, circa la metà della Beghelli): bastano pochi ordini per farlo muovere molto. Variazioni del 5%, anche su base giornaliera, sono da mettere in conto. Se ci scommetti su, non dedicarci più del 5% del valore complessivo del tuo portafoglio.

     

    … e petrolio

    A contenere il progresso di Wall Street c’è stato anche il calo dei titoli del settore petrolifero (in media, -1,2% in settimana), che hanno pagato una nuova discesa dei prezzi del greggio (-4,4%). Il petrolio di qualità brent viaggia poco sotto i 50 dollari al barile: la produzione in crescita negli Usa e in Libia e il generale cattivo andamento dei prezzi delle materie prime – in Cina i prezzi del minerale di ferro sono scesi di circa il 30% in due mesi – sono all’origine di questo calo. L’accordo tra i Paesi mediorientali e la Russia sul freno alle trivelle scade tra poco: si vocifera di un possibile prolungamento dello stesso. Vedremo se così sarà e se questo basterà a far rialzare la testa al greggio. Noi continuiamo ad aspettarci, almeno a breve termine, diversi alti e bassi per il suo prezzo. Come ti diciamo da tempo, in questa situazione, non investire su Etf e certificate che puntano direttamente sul petrolio (evita soprattutto quelli a leva). Meglio un buon titolo di una grande compagnia petrolifera: Chevron (105,79 Usd, Isin US1667641005; -0,9% in settimana) è uno di questi. In una settimana difficile per il settore petrolifero, spiccano i rialzi di Total (48 euro; Isin FR0000120271), +1,8%, e Royal Dutch Shell (24,48 euro; Isin GB00B03MLX29), +3,2%. I titoli sono stati aiutati da conti in buona crescita e dal generale buon momento per le azioni europee. Non è, però, il caso di acquistarli. Al più, se li hai mantienili

     

    Risposte per te

    @Ezio Tutti i prezzi delle azioni inglesi sono espressi, sulla Borsa di Londra (e sul nostro sito), in pence. Alcuni sistemi di trading li mostrano, però, in sterline: niente paura, sono gli stessi prezzi divisi per 100.

    @Franco Il “capital gain” ottenuto sulle azioni estere viene tassato una sola volta e solo per la parte fiscale italiana (aliquota 26%). Non c’è nessuna doppia tassazione, come, invece, avviene per i dividendi.

    @Nicola Cir stacca il dividendo il 22 maggio. L’importo è di 0,038 euro per azione (0,028 euro netti). Non devi far nulla: se hai le azioni alla data di stacco, in automatico riceverai il dividendo dopo pochi giorni.

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  • Analisi
    New York rialza la testa: la settimana delle Borse 4 mesi fa - lunedì 3 aprile 2017
    E le altre Borse con lei. Alla fine della settimana il listino americano fa segnare un guadagno dello 0,8%. Le Borse europee, in media, hanno chiuso con un +1,1%. In lieve calo Londra, col suo -0,2%, nella settimana dell’avvio ufficiale delle procedure per uscire dall’Unione Europea.

     Variazioni settimanali su prezzi al 31/03/17

     

    New York sale con la fiducia dei consumatori

    Due sono stati gli elementi che hanno spinto al rialzo Wall Street. Primo: la fiducia dei consumatori americani è arrivata ai massimi degli ultimi 16 anni – le loro spese sono fondamentali per la crescita del Paese. Secondo: nell’ultimo trimestre del 2016 la ricchezza del Paese è cresciuta del 2,1%, più delle attese, trainata proprio dai consumi dei cittadini. Insomma, la sensazione è che il Paese abbia la possibilità di reggere bene i futuri, graduali, rialzi dei tassi d’interesse. E questo lascia ben sperare per gli utili delle società. Vedremo se la fiducia è ben riposta con i conti relativi al primo trimestre del 2017, che le società americane cominceranno a svelare a metà aprile. Nel frattempo New York, grazie al +0,8% dell’ultima settimana, ha archiviato il primo trimestre con un rialzo complessivo del 5,5%. A contribuire al rialzo c’è stata DuPont (80,33 Usd; Isin US2635341090), le cui azioni sono salite in settimana di un altro 0,9% dopo che la Commissione europea ha dato il via libera alla fusione con Dow Chemicals – le due società dovranno fare delle cessioni di attività, ma questo era previsto. Con il progressivo venir meno degli ostacoli alla fusione, il titolo da inizio anno ha guadagnato il 9,4%, ma secondo noi resta correttamente valutato. Mantieni.

     

    Tutti pazzi per la tecnologia

    La vera spinta è, però, arrivata dai titoli tecnologici: non per nulla il listino Usa del Nasdaq, che ne racchiude molti, ha chiuso la settimana in rialzo dell’1,4% e il trimestre con un guadagno di circa il 10%. Tra questi titoli spicca Apple (143,66 Usd; Isin US0378331005) che ha chiuso il trimestre con un rialzo del 24%. Solo nell’ultima settimana le azioni hanno messo su un altro 2,2%: un Tribunale cinese ha dato ragione alla società americana in una delle innumerevoli cause intentate per la difesa dei brevetti legati al suo telefonino iPhone. Il titolo viaggia sui massimi di sempre: noi te lo abbiamo consigliato tempo fa, quando valeva meno della metà di quello che vale oggi. Oggi non è più il caso di acquistarlo. Al più mantienilo.

     

    Settimana calda per i petrolieri

    A sostenere New York in settimana ci hanno pensato anche i titoli del settore petrolifero, che hanno fatto +1,7% sulla scia del rialzo del 3,8% del prezzo del petrolio – da inizio anno il bilancio del settore è, mediamente, negativo per il 3,6%, a fronte di un calo del prezzo del greggio del 7,2%. In particolare, in settimana ha spiccato ConocoPhillips (49,87 Usd; Isin US20825C1045): il titolo ha fatto +13,1% dopo che il gruppo ha dichiarato di aver trovato dei compratori per alcune sue attività in Canada. La notizia è buona perché i progetti canadesi sono sempre stati tra quelli più costosi per il gruppo. Dopo un 2015 e un 2016 archiviato con un bilancio in rosso, ci aspettiamo che il gruppo possa ritrovare l’utile nel 2017 (0,38 Usd per azione). Il titolo oscilla tra il conveniente e il correttamente valutato e resta abbastanza rischioso. Se per caso hai in mano queste azioni, puoi mantenerle. Se non le hai, preferisci i titoli petroliferi consigliati a pagina 8. Anche Eni (15,35 euro) è salita, facendo meglio rispetto al resto del settore (+2,4%). Il gruppo ha dichiarato che deciderà entro fine anno se cedere tutte le attività legate alla vendita di gas a famiglie e piccole imprese (quelle in Belgio le ha appena vendute). È da un po’ che Eni cerca di concentrarsi sulle sole attività di estrazione petrolifera – vedi il tentativo, fallito, di cessione delle attività legate alla chimica. Noi abbiamo dei dubbi sul fatto che questa possa essere la strategia vincente: al più mantieni le Eni che già hai.

     

    Lisbona in maglia rosa grazie alle utility

    Tra le Borse europee, la migliore in assoluto è stata quella di Lisbona, che ha messo su in settimana il 6,8%, raddrizzando così un trimestre poco brillante (bilancio trimestrale finale: +7%). Il merito è stato del rialzo dell’8,7% di EDP (3,18 euro; Isin PTEDP0AM0009) e del +11,8% di EDP Renováeis (6,93 euro; Isin ES0127797019). La prima ha dichiarato che vuole lanciare un’offerta d’acquisto (Opa) sulla seconda. La tempistica dell’operazione non è nota, ma è molto probabile che l’acquisto vada in porto, anche se il prezzo offerto da EDP non è proprio da stracciarsi le vesti. Buon per gli azionisti di EDP: acquista queste azioni. Se, invece, hai in mano le EDP Renováeis, mantieni in attesa che l’operazione parta ufficialmente.

     

    Le poste arrivano in ritardo

    Uno dei titoli peggiori della settimana in Europa è stato bpost (22,02 euro; Isin BE0974268972): ha perso il 4,9% dopo che le Autorità del Belgio hanno bloccato l’aumento delle tariffe per i servizi postali. Il gruppo ricorrerà in Tribunale: per ora mantieni queste azioni. Settimana poco brillante anche per Poste Italiane (6,25 euro) che continua a risentire negativamente del cambio al vertice – si rischia che la politica dei dividendi venga messa in discussione. Non per nulla il titolo in settimana ha perso lo 0,6% con una Piazza Affari in rialzo dell’1,5% – anche da inizio anno il bilancio non è granché, -0,9% per le Poste contro il +6,5% di Milano. Al più, mantieni.

     

    Risposte per te

    @Alberto Le Intel su Xetra sono le stesse quotate a New York, ma sono meno scambiate e potresti avere dei problemi in caso di operazioni straordinarie (aumento di capitale…).

    @Luigi Sul dividendo di Ahold Delhaize ci sarà la doppia tassazione: prima il 15% in Olanda e poi, sul restante, il 26% in Italia. Sulle plusvalenze, invece, ci sarà solo il 26% del fisco italiano.

    @Massimo Anche se compri le azioni Axa su Borsa italiana dovrai comunque pagare la tobin tax al fisco francese e sui dividendi sarai comunque sottoposto alla doppia tassazione.

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 161,60 USD
Minimo degli ultimi 12 mesi 103,13 USD
ISIN US0378331005
Borsa Nasdaq
Beta 1,06
Volatilità 27,90 %
Numero di azioni 5.213.839.000
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 842,56 USD
Settore Alta tecnologia
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 3.823.024 USD
Punteggio corporate governance 6

Indici chiave per azione (USD)

2016-17 (e) 2015-16 2014-15 2013-14
Dividendo 2,40 2,18 1,98 1,81
Utile corrente 8,90 8,35 9,28 6,49
Utile netto 8,90 8,35 9,28 6,49
Cash Flow corrente 10,98 10,27 11,24 7,80
Cash Flow netto 10,98 10,27 11,24 7,80
EBIT 11,55 10,97 12,38 8,63
EBITDA 13,62 12,89 14,34 9,93
Patrimonio netto 25,03 24,03 21,39 19,02
Patrimonio netto tangibile 23,95 23,02 20,48 18,23

Rendimento in euro

Apple Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi -2,37 % -4,92 % -3,89 %
Rendimento ultimi 6 mesi 8,48 % 1,35 % -5,34 %
Rendimento ultimo anno 43,55 % 8,80 % 7,53 %
Rendimento ultimi 5 anni 15,78 % 6,85 % 12,94 %

Indici finanziari della società

2015-16 2014-15 2013-14 2012-13
Pay out 26,59 % 21,65 % 28,16 % 28,52 %
Current ratio 1,35 1,11 1,08 1,68
ROE 35,62 % 44,74 % 35,42 % 29,98 %
ROE netto 35,62 % 44,74 % 35,42 % 29,98 %
Margine lordo 39,08 % 40,06 % 38,59 % 37,62 %
Margine netto 21,19 % 22,85 % 21,61 % 21,67 %
EBIT margin 27,84 % 30,48 % 28,72 % 28,67 %
EBITDA margin 32,71 % 35,29 % 33,07 % 32,62 %
Tax rate 25,56 % 26,37 % 26,13 % 26,15 %
Gearing 9,18 9,94 3,51 -25,32
Patrimonio netto / totale attivo 39,87 % 41,09 % 48,11 % 59,69 %

Dati di Borsa per azione

2016-17 (e) 2015-16
Rendimento da dividendo 1,49 % 1,35 %
Prezzo/utile corrente 18,16 19,35
Prezzo/cash flow corrente 14,72 15,73
Prezzo/patrimonio netto 6,46 6,72
Prezzo/patrimonio netto tangibile 6,75 7,02
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 5,88 % -

(e) : stima

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