AstraZeneca

GB0009895292
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5.361,53 GBp 19/06/2018 18:09 Londra
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Articoli

  • Analisi
    AstraZeneca: trimestre deludente 19 giorni fa - giovedì 31 maggio 2018
    I risultati del 1° trimestre sono molto deludenti.
     
     
     
     

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  • Analisi
    AstraZeneca: vendite meglio del previsto 7 mesi fa - venerdì 10 novembre 2017
    Il dato sulle vendite trimestrali di AstraZeneca è superiore alle attese. 

    Prezzo al momento dell'analisi (09/11/2017): 4962 pence

    L’azione resta correttamente valutata.  

    Consiglio: mantieni

    Nel 3° trimestre il fatturato di AstraZeneca (Isin GB0009895292) è cresciuto del 10%, grazie al pagamento ricevuto da Merck per una partnership in oncologia. Certo, senza tener conto di questo elemento, le vendite restano in calo del 2%, a causa delle pressioni da parte dei farmaci generici. Il fatto, tuttavia, che il calo si stia riassorbendo rispetto al 1° semestre (-9%) ci spinge ad alzare le nostre previsioni. Da segnalare, però, che la pubblicazione dei risultati di una nuova sperimentazione clinica sul trattamento del cancro del polmone con l’immunoterapia è stata rimandata al 1° semestre 2018 (la pubblicazione precedente aveva deluso). Limitati a mantenere questa azione correttamente valutata.

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  • Analisi
    Astrazeneca: esiti negativi di alcune sperimentazioni 8 mesi fa - lunedì 2 ottobre 2017

    Quest’estate il titolo ha sofferto, complici anche gli esiti negativi di alcune sperimentazioni cliniche. Ora si sta riprendendo, grazie alla fiducia del mercato sul suo portafoglio di farmaci oncologici.

    Prezzo al momento dell'analisi (29/09/17): 4.955 pence
    Consiglio: Vendi

     

    Anche se la combinazione del­l’Imfinzi e del Tremelimumab non ha dato risultati migliori della chemioterapia contro il cancro al polmone, AstraZeneca (Isin GB0009895292) non si arrende. Altri studi sono in corso per testare questa combinazione per il cancro al pancreas, alla vescica e al fegato. Un altro studio ha comunque dimostrato l’efficacia del solo Imfinzi per curare il cancro al polmone (già approvato negli Usa per il cancro alla vescica). In ogni caso, il gruppo può contare su altri farmaci oncologici, tra cui il Tagrisso e il Lynparza che hanno ben debuttato. La concorrenza dei farmaci generici resta, però, agguerrita e nel 1° semestre il crollo delle vendite del Seroquel (-62%) e del Crestor (-42%) ha fatto calare il fatturato del 9% (effetti di cambio esclusi). Gli obiettivi annuali sono stati, però, confermati e anche noi confermiamo le stime sugli utili per azione futuri.

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  • Analisi
    AstraZeneca, qualche delusione 11 mesi fa - venerdì 28 luglio 2017
    Periodo non troppo brillante per la società.

    Prezzo al momento dell'analisi (27/07/2017): 4325 pence

    Consiglio: vendi

    I deludenti risultati di due trattamenti di immunoterapia contro il cancro al polmone hanno rappresentato una doccia fredda per le (eccessive) aspettative del mercato nei confronti di AstraZeneca (Isin GB0009895292). Sul fronte dei conti, nel frattempo, i risultati del secondo trimestre sono anch’essi deludenti (-8% le vendite per via della pressione dei farmaci generici), ma le prospettive sono state confermate. Un elemento sufficiente per non modificare, al momento, né le nostre stime né il nostro consiglio.

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  • Analisi
    Parole di conforto: la settimana delle Borse 11 mesi fa - lunedì 17 luglio 2017
    Settimana positiva per i listini azionari. Wall Street ha archiviato un rialzo dell’1,4%. Bene anche le Piazze europee che, in media, hanno messo a segno un progresso dell’1,7%. Ancora una volta spicca Milano col suo +2,3%. 

    Variazioni settimanali su prezzi al 14/07/17 

     

    Banca centrale accomodante

    È stato il discorso fatto dai vertici della Banca centrale Usa a dare ottimismo al mercato. A dire la verità, il discorso non prevedeva nulla di particolarmente nuovo, ma il mercato ha comunque gradito la promessa (ribadita) di mantenere un ritmo lento e graduale nel rialzo dei tassi d’interesse. Questo, accompagnato ai dati sul progresso dell’economia Usa e sull’ulteriore miglioramento del mercato del lavoro, ha fatto bene prima a New York, che ha chiuso su nuovi massimi storici, e poi, a ruota, a tutte le Borse mondiali. A frenare un po’ il bilancio finale della Borsa Usa ci sono stati i primi risultati trimestrali arrivati da alcuni colossi bancari, come Citigroup, che non hanno pienamente convinto – gli utili sono andati meglio delle attese, ma i ricavi, soprattutto nelle attività di trading, non sono stati all’altezza delle aspettative. Vedremo come andrà il resto della stagione dei conti trimestrali: per le società Usa il mercato si attende un progresso medio degli utili di circa l’8% rispetto al secondo trimestre del 2016. Speriamo che le attese non vadano deluse. Tra i titoli che più si sono distinti c’è, invece, Schnitzer Steel (25,65 Usd; Isin US8068821060), salito del 3,9% anche per effetto delle dichiarazioni di Trump sulla possibile imposizione di limiti alle importazioni di acciaio cinese – significa far lavorare di più le acciaierie americane e quindi dare più lavoro a Schnitzer Steel (vende negli Usa oltre un terzo della ferraglia necessaria a produrre l’acciaio). Nonostante questa salita, secondo noi è ancora un titolo conveniente. Puoi acquistarlo per il lungo periodo, ma non farlo se sei un investitore “prudente” – in questo caso non devi avere nessuna azione Usa.

     

    Tra gli altri listini, segnaliamo l’ulteriore recupero della Borsa brasiliana. Il listino ha guadagnato il 5% dopo che l’ex presidente Lula è stato condannato in primo grado, fatto che rende meno probabile una sua (ri)candidatura alle prossime elezioni. Il mercato ha un giudizio negativo del suo operato e, quindi, ha festeggiato. Se sei un investitore “prudente” ti consigliamo di non puntare sulla Borsa carioca, altrimenti dedicaci un 5% dei tuoi risparmi. 

     

    Il riscatto della tecnologia

    A sostenere le Borse c’è stato anche un rimbalzo dei titoli del settore tecnologico – listino Nasdaq +2,6%. In particolare sono state le società che fanno microchip a salire tanto in Borsa (+4,7% il rialzo medio) sulla scia delle attese di maggiori ordini soprattutto da parte di chi costruisce grandi “server” e strumenti per l’archiviazione dei dati. Intel (34,68 Usd; Isin US4581401001) è rimasta un po’ indietro – è salita del 2,4% in settimana – dopo che gli ultimi dati di vendita hanno confermato che la società non è più il primo produttore di semiconduttori al mondo – è stata superata da Samsung Electronics. Non ci spaventiamo: la società è già pronta a lanciare nuovi microchip per contrastare la concorrenza e sta già puntando proprio sul mercato dei server. Resta un titolo conveniente e da acquistare.

     

    Borse europee spinte ancora una volta dai bancari

    Tra i titoli che hanno sostenuto la corsa delle europee ci sono stati quelli bancari (+1,8% in media), divenuti tonici dopo che i vertici europei hanno confermato di voler cercare una soluzione per favorire il più possibile lo smaltimento dei crediti “marci” – una manna per le banche italiane e per tutta Piazza Affari, listino dove il peso dei titoli bancari è rilevante. A sostenere la Borsa di Milano c’è stato anche il “risiko” nel settore del risparmio gestito – si parla di contattati tra diversi soggetti per la creazione di un nuovo mega gruppo. Tra questi soggetti c’è Banco Bpm (3,14 euro) che cederebbe Aletti Gestielle: la prospettiva è piaciuta al mercato che ha spinto in alto il titolo del 2,6%. Sul progetto, però, ci sono ancora diverse incognite tanto che le azioni Generali (15,39 euro), società che sarebbe in qualche modo “tallonata” da questo nuovo mega gruppo, non hanno pagato dazio, anzi sono salite del 2,6%. Il nostro consiglio è di non speculare su Banco Bpm, anzi di vendere il titolo se lo hai in mano. Piuttosto, compra Generali. 

    Debutto col botto per doBank a Milano: le azioni sono state collocate a 9 euro ciascuna e hanno chiuso la prima seduta (debutto il 14 luglio) a 10,25 euro. Significa un rialzo di quasi il 14% che a te è stato negato (quando è entrato in contrattazione in Borsa, il titolo era già sopra i 10 euro) in quanto ai piccoli risparmiatori non è stato permesso di partecipare al collocamento.

     

    Via vai nel settore farmaceutico

    Per il settore farmaceutico è stata una settimana senza slanci (+1%). Teva (31,9 Usd; Isin US8816242098) si è però distinta, salendo tanto a inizio settimana e poi ripiegando sul finale. Voci sempre più insistenti – ma non confermate – danno Teva vicina a “scippare” l’amministratore delegato (è il “capitano” dell’azienda) alla concorrente AstraZeneca (4.998,5 pence; Isin GB0009895292). Sarebbe un bel colpo: primo, perché Teva è da febbraio senza un “capitano”, secondo perché si tratta di una persona di valore, che ha portato il titolo AstraZeneca ai massimi di sempre – non per nulla queste azioni in settimana hanno perso il 2,6%. Compra Teva, vendi AstraZeneca.

     

    Londra al rilento

    Londra è rimasta attardata rispetto alle colleghe europee, chiudendo la settimana a +0,4%. È stata frenata soprattutto dal -7,3% di Pearson (635,5 pence; Isin GB0006776081). Il mercato ha preso male la decisione di vendere la controllata Penguin Random House: in particolar modo, non è stato apprezzato il prezzo di vendita, considerato un po’ da “saldo”. La situazione del gruppo non è semplice, ma nemmeno da “si salvi chi può”: puoi continuare a mantenere queste azioni se già le hai – se non le hai, invece, nonostante il calo, non è il caso di acquistarle. Settimana debole anche per Vodafone (218,80 pence; Isin GB00BH4HKS39) che potrebbe essere rallentata nel piano di rafforzamento in India dalla Consob locale. Non ci spaventiamo. Il titolo ha chiuso la settimana invariato e resta conveniente. Da acquistare.

     

    PostNL nervosa

    Le azioni delle poste olandesi, PostNL (4,03 euro; Isin NL0009739416), hanno avuto una fiammata improvvisa a inizio settimana dopo le parole del ministro dell’economia olandese che ha ventilato la possibilità di intervenire a sostegno del settore. I tempi, però, saranno lunghi e per questo il titolo nel corso della settimana ha ripiegato, chiudendo a -1,5%. Resta un titolo conveniente. Acquista. 

     

    Risposte per te

    @Attilio Di solito le azioni che consigliamo sono sempre facilmente acquistabili via internet. La tua banca, però, potrebbe offrirti un servizio limitato. Puoi provare l’acquisto via telefono o allo sportello (se non vuoi cambiar banca).

    @Cristina Nel complesso la Borsa tedesca non è conveniente. Per questo non la riportiamo come investimento da fare nei nostri portafogli, ma ci limitiamo a seguire dei singoli titoli su essa quotati che potrebbero risultare interessanti.

    @Claudio Su tutte le Piazze che la banca ti propone, le azioni Chevron sono sempre le stesse. In generale è sempre preferibile acquistare le azioni sul listino “principale”, nel caso di Chevron è la Borsa di New York.

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 5.508,00 GBp
Minimo degli ultimi 12 mesi 4.325,00 GBp
ISIN GB0009895292
Borsa Londra
Beta 0,59
Volatilità 23,38 %
Numero di azioni 1.265.915.000
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 6.814,42 GBp
Settore Salute e farmacia
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 11.365.124 GBp
Punteggio corporate governance 6

Indici chiave per azione (GBp)

2018 (e) 2017 2016 2015
Dividendo 202,50 202,50 218,90 183,22
Utile corrente 125,00 183,97 204,16 146,25
Utile netto 125,00 183,97 204,16 146,25
Cash Flow corrente 277,00 351,28 326,72 293,84
Cash Flow netto 277,00 351,28 326,72 293,84
EBIT 220,00 225,41 286,03 212,98
EBITDA 378,00 411,53 423,55 360,63
Patrimonio netto 763,00 873,35 950,16 992,38
Patrimonio netto tangibile 98,00 183,02 204,44 355,41

Rendimento in euro

AstraZeneca Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi 11,25 % 2,17 % 6,56 %
Rendimento ultimi 6 mesi 13,33 % -1,72 % 4,87 %
Rendimento ultimo anno 6,15 % -0,69 % 9,92 %
Rendimento ultimi 5 anni 15,12 % 5,66 % 14,13 %

Indici finanziari della società

2017 2016 2015 2014
Pay out 118,06 % 101,17 % 125,20 % 286,46 %
Current ratio 0,80 0,87 1,08 0,96
ROE 20,06 % 23,56 % 15,28 % 11,72 %
ROE netto 20,06 % 23,56 % 15,28 % 6,28 %
Margine lordo 80,78 % 82,06 % 81,20 % 78,17 %
Margine netto 12,77 % 14,81 % 11,44 % 4,73 %
EBIT margin 16,37 % 21,31 % 16,65 % 12,32 %
EBITDA margin 29,88 % 31,56 % 28,19 % 24,90 %
Tax rate -28,78 % 4,11 % 7,92 % -37,07 %
Gearing 87,03 70,73 47,61 22,82
Patrimonio netto / totale attivo 26,27 % 26,66 % 30,78 % 33,53 %

Dati di Borsa per azione

2018 (e) 2017
Rendimento da dividendo 3,76 % 3,76 %
Prezzo/utile corrente 43,06 29,26
Prezzo/cash flow corrente 19,43 15,32
Prezzo/patrimonio netto 7,06 6,16
Prezzo/patrimonio netto tangibile 54,93 29,41
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 6,95 % -

(e) : stima

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