Atenor

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49,00 EUR 22/06/2018 09:00 Bruxelles
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Articoli

  • Analisi
    Atenor: successo in Ungheria un mese fa - lunedì 7 maggio 2018

    Già affittato un immobile appena costruito.

     
     
     
     

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  • Analisi
    Dopo la sbornia: la settimana delle Borse 3 mesi fa - lunedì 19 marzo 2018
    Se la prima settimana di marzo è stata brillante, la seconda ha visto un andamento meno buono delle Borse. Non ci spaventiamo: gli alti e bassi sono tipici dei mercati e dopo anni di vacche grasse foraggiate dal “doping” delle Banche centrali, probabilmente stiamo solo tornando alla normalità.

    Variazioni settimanali su prezzi al 16/03/18

     

    New York ha chiuso la settimana perdendo l’1,2%

    La minaccia fatta da Trump di introdurre nuovi dazi sulle importazioni cinesi negli Usa ha messo sotto scacco le azioni delle grandi multinazionali americane – il timore è che si scateni una guerra commerciale che danneggi le vendite di queste ultime. Tra tutte segnaliamo il -4,2% di General Electric (14,31 Usd; Isin US3696041033): il gruppo sta cercando di ristrutturarsi e una contrazione delle vendite potrebbe, secondo alcuni, mettere a rischio la distribuzione dei dividendi agli azionisti – per la prima volta, quest’anno, il gruppo non ha pagato premi di produzione in contanti ai suoi manager. Noi per ora non siamo così pessimisti sul dividendo, ma, allo stesso tempo, nonostante la discesa del titolo in Borsa, non crediamo sia il caso di comprare queste azioni: al più mantieni quelle che hai già in mano. 

    Calo superiore a quello generale del listino per le Tesla (321,35 Usd; Isin US88160R1014), che in settimana hanno perso l’1,8% sulle notizie di possibili ulteriori ritardi nelle consegne della Model 3. Se le hai, vendi queste azioni.

     

    Le Borse europee sono rimaste, in media, invariate

    A tenere banco qui in Europa sono state, invece, le nuove regole europee per la gestione dei crediti “marci” in pancia alle banche. Come ti abbiamo detto a pagina 1, c’è una stretta che potrà portare a delle perdite sui bilanci bancari (i titoli del settore hanno chiuso la settimana con un calo medio dell’1,1%), ma non è così dura come avrebbe potuto essere. Tanto che la Borsa di Milano, dove pure le azioni del settore bancario pesano tanto, ha chiuso la settimana con un rialzo dello 0,5%. A sostenere la nostra Borsa ci sono state le Generali (15,73 euro) che, in una settimana difficile per il settore finanziario in generale, sono riuscite ad archiviare un rialzo dell’1,8%. Il motivo va cercato nella pubblicazione dei conti del 2017, che si sono dimostrati migliori delle attese e hanno permesso al gruppo di alzare il dividendo. A nostro parere le Generali restano convenienti. Acquista. Tra le altre azioni che si sono comportate bene a Piazza Affari ci sono le Eni (14,10 euro), salite del 3,7% dopo la presentazione del nuovo piano industriale che promette un rialzo dei dividendi. Noi restiamo prudenti. Mantieni. 

     

    Atlantia, Abertis e il passo più lungo della gamba

    Tra le azioni italiane che, invece, si sono comportate male ci sono le Atlantia (25,34 euro): in settimana hanno perso il 9%. Proprio su queste pagine, la scorsa settimana, ti avevamo detto che la società sembrava vicina a un accordo per comprarsi alcune attività della spagnola Abertis (18,17 euro; Isin ES0111845014) senza svenarsi in guerre di offerte e controfferte con altri contendenti. Ebbene, l’accordo effettivamente è stato trovato, ma è peggiore di quello che le indiscrezioni avevano lasciato intendere. Atlantia non solo si comprerà tutte le attività autostradali di Abertis, ma investirà nel capitale della società tedesca di costruzioni Hochtief (era l’altra pretendente di Abertis) e, probabilmente, anche nelle attività satellitari che Abertis metterà in vendita. Insomma, un investimento consistente e in settori “sconosciuti”. Sia per quest’anno, sia per il prossimo, non ci aspettiamo che l’operazione porti benefici in termini di aumento dell’utile per azione di Atlantia. Al più mantieni le Atlantia. E che fare con le Abertis? Come già detto settimana scorsa vendile. Hochtief dovrebbe comunque lanciare un’offerta pubblica di acquisto sulle Abertis a 18,36 euro per azione (lievemente superiore al prezzo attuale delle Abertis in Borsa), ma non si conosce la tempistica di questa offerta. Inoltre, non è detto che l’operazione venga aperta anche agli azionisti italiani. Visto che l’obiettivo è ritirare le azioni Abertis dal listino, non farti trovare col cerino in mano: vendi ora. Le Abertis hanno staccato un dividendo di 0,4 euro per azione (lordi) il 16 marzo. Il prezzo d’Opa di Hochtief è stato abbassato a 18,36 euro per tenerne conto. 

    Sul listino di Madrid, compra, piuttosto, le Gas Natural (18,84 euro; Isin ES0116870314): sono salite in settimana dello 0,7% dopo che il gruppo ha annunciato che inaugurerà quest’anno più di 50 distributori di metano per auto. Lo sviluppo in fonti di energia pulita ci piace: il titolo è conveniente.

     

    Azioni belghe sgasate

    Tra le azioni peggiori della settimana ci sono le belghe bpost (20,76 euro; Isin BE0974268972) che hanno ceduto il 25%. Le prospettive per il 2018 non hanno convinto. In particolare, il mercato ha iniziato a temere che la società americana recentemente acquistata per risollevare le sorti del gruppo non possa dare l’apporto sperato. Noi per ora non ci spaventiamo, anche perché l’acquisizione è stata perfezionata solo qualche mese fa, ma restiamo in guardia. Per questo, nonostante il calo in Borsa, non comprare altre bpost, ma mantieni quelle che già hai. Meno brusco, ma comunque meritevole di un commento, è il calo di un altro titolo belga che probabilmente hai in mano, Atenor (46,5 euro; Isin BE0003837540). Le azioni hanno perso in settimana il 3,3% (-0,6% per il listino belga) sulla notizia che uno degli azionisti di controllo (circa il 10% del gruppo) ha venduto le azioni a 45 euro ciascuna. Il piccolo sconto rispetto al prezzo di Borsa dimostra comunque che c’è interesse per le Atenor, tanto che quelle azioni vendute sono state già riacquistate da altri soci rilevanti del gruppo. Acquista anche tu.

    Tra gli altri listini sui cui potresti aver investito, segnaliamo, in negativo, quello di Londra (-0,8%), gravato dal gelo delle relazioni con Mosca, che potrebbe precludere questo mercato a diverse multinazionali britanniche. In positivo, quello di Tokio (+1%), per ora poco spaventato dalla bufera che si è alzata su alcuni membri del governo per supposte pratiche clientelari. 

    Risposte per te

    @Fausto I calcoli che ha fatto la banca sull’ultimo dividendo di Intel sono corretti (tassato prima al 15% negli Usa e poi, sul rimanente, al 26% in Italia). La commissione di incasso dividendo se prevista dal contratto è legittima. Tieni conto, però, che molte banche non la applicano.

    @Piero Le plusvalenze ottenute dalla vendita dell’Etf Lyxor financial services (59,42 euro; Isin FR0010345363) non possono essere compensate da minusvalenze ottenuta in precedenza su azioni italiane, estere o su altri Etf. I guadagni sugli Etf non sono mai compensabili.

    @Simone Anche se la perdita sulle tue azioni Mps (3,02 euro) è del 90% non è il caso di acquistare azioni Mps ora. Come i conti del 2017 dimostrano, le difficoltà della banca persistono (vedi Altroconsumo Finanza n° 1258). Anzi, nonostante la perdita, vendi le tue azioni.

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  • Analisi
    Atenor: positivi risultati annuali 3 mesi fa - lunedì 12 marzo 2018
    Atenor ha pubblicato dei solidi risultati 2017 e, come atteso, il dividendo sarà aumentato. 

    Prezzo al momento dell'analisi (09/03/2018): 48,10 euro

    Ai prezzi attuali, l’azione resta conveniente.

    Consiglio: acquista

    Il gruppo immobiliare belga Atenor (Isin BE0003837540) ha realizzato dei buoni risultati annuali grazie ai suoi progetti nei Paesi dell’Est europeo. Come previsto, il dividendo a valere sui conti 2017 sarà aumentato del 2% circa e raggiungerà 1,456 euro per azione. Inoltre, l’ampio portafoglio di progetti in sviluppo consentirà al management di continuare anche nei prossimi anni ad aumentare il dividendo a questi ritmi. 

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  • Analisi
    Atenor: nuovi progetti 6 mesi fa - venerdì 1 dicembre 2017
    Atenor annuncia un nuovo progetto immobiliare in Lussemburgo. 

    Prezzo al momento dell'analisi (30/11/2017): 49,20 euro

    L’azione resta conveniente.

    Consiglio: acquista

    Dopo i successi registrati in Ungheria, dove ha venduto il 4° immobile per uffici (su 6) in costruzione a Budapest, il gruppo immobiliare belga Atenor (Isin BE0003837540) si lancia ora in un nuovo progetto di uffici in Lussemburgo (superficie di 16.000 mq). Secondo noi, gli utili 2017 del gruppo supereranno quelli del 2016. Ai prezzi attuali, il titolo resta sottovalutato.

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  • Analisi
    Flamenco globale: la settimana delle Borse 8 mesi fa - lunedì 9 ottobre 2017
    Le tensioni in Catalogna hanno pesato sul listino azionario di Madrid (-1,9%), ma non sembrano, per ora, turbare le altre Borse mondiali che hanno chiuso la settimana con un rialzo medio dello 0,8%. Bene New York che ha fatto +1,2%.

    Variazioni settimanali su prezzi al 06/10/2017

     

    Borse europee: +0,5%

    Per il momento la questione catalana sembra non destare grandi preoccupazioni nemmeno all’interno della zona euro: la Borsa di Parigi ha chiuso la settimana con un rialzo dello 0,6%, quella di Amsterdam ha messo su lo 0,5% e il listino di Francoforte è salito dell’1%. Lo hanno confermato anche i vertici dell’Enel (4,98 euro), che è molto esposta in Spagna visto che controlla Endesa, la Enel spagnola: nessun grande investitore si è dimostrato preoccupato per la situazione catalana, tanto che l’emissione obbligazionaria dell’Enel, perfezionata in questi giorni, ha ricevuto richieste tre volte superiori alla quantità effettivamente offerta. Mantieni le Enel, ma non pensare di approfittare del -2,2% fatto dal titolo in settimana per acquistare ancora queste azioni. Questo stato di calma sulle Borse europee potrebbe, infatti, non durare, complici anche le decisioni che arrivano dalla Banca centrale europea (vedi subito qua sotto). Settimana molto positiva per la Borsa di Londra, salita del 2%. Questa Piazza merita ampio spazio nel tuo portafoglio.

     

    Milano zavorrata dalle banche

    Oltre a Madrid, tra le Borse europee si è distinta negativamente Milano, che ha chiuso in calo dell’1,3%. In questo caso il ribasso è stato determinato dalla scivolata dei titoli bancari: solo per citare i nomi più importanti, Intesa Sanpaolo (2,93 euro) ha perso il 2,1%, Unicredit (17,32 euro) ha ceduto il 3,9%, Ubi Banca (4,12 euro) è scesa del 6%. A determinare questo calo il nuovo orientamento espresso da parte della Banca centrale europea in relazioni ai “crediti marci”: dal 2018 le regole dovrebbero diventare più severe e questo potrebbe zavorrare i bilanci delle banche – il rischio è meno utili e meno dividendi. Per ora non c’è alcun tipo di decisione definitiva e confermiamo tutti i nostri consigli – acquista Intesa e Unicredit, vendi Ubi Banca. Teniamo, però, l’attenzione alta. A proposito di banche italiane, continua la saga del Monte Paschi: le azioni non sono ancora state riammesse alle negoziazioni sul listino milanese, ma è stata annunciata un’offerta riservata a chi ha ora in mano azioni Monte Paschi, ma in precedenza aveva le obbligazioni subordinate Upper Tier II 2008/2018 (Isin IT0004352586). 

    Tra le azioni del settore bancario, si è distinta UBS (16,75 franchi; Isin CH0244767585): i vertici hanno confermato la strategia – puntare sulla gestione dei grossi patrimoni finanziari, che mantengono delle buone prospettive di crescita – e hanno detto di non avere in programma cessioni. L’azione è salita in settimana dell’1,2% e resta conveniente. Acquista.

     Pirelli (6,7 euro) chiude la prima settimana con un +3,1% sul prezzo di collocamento. Le azioni sono correttamente valutate. Da oggi le seguiremo costantemente. Lascia, invece, la nostra selezione Intek (0,33 euro; vendi).

     

    Bruxelles sorride

    Tra le Piazze europee, una delle migliori è stata Bruxelles (+0,7%). A sostenere la corsa di questo listino sono stati una serie di titoli che potresti avere in mano. Il primo è Umicore (72,81 euro; Isin BE0003884047), su cui ti abbiamo consigliato una scommessa in Altroconsumo Finanza n° 1238. Le azioni sono salite del 4% sulla “chiamata alle armi” da parte dell’Unione Europea per la creazione di un consorzio tra aziende automobilistiche, chimiche e ingegneristiche per fare ricerca e sviluppo (e produzione) su batterie per veicoli elettrici. La notizia lascia sperare in un ulteriore aumento degli ordini di lavoro per Umicore: la scommessa è confermata (se sei un buon padre di famiglia, però, non comprare queste azioni). Bene anche le Atenor (49,7 euro; Isin BE0003837540) dopo che il gruppo ha deciso di investire in un nuovo progetto immobiliare nella capitale rumena, dove cresce la domanda di uffici. La zona scelta per il progetto, tra l’altro, è particolarmente interessante: questo spiega il rialzo del 2,7% fatto registrare dal titolo che, comunque, resta conveniente. Acquista. Infine, si sono distinte anche le azioni Melexis (86 euro; Isin BE0165385973) salite in settimana del 5,1% sulla scia del buon andamento del settore auto (vedi qua sotto) – Melexis fa sensori per automobili. Anche se viaggia sui massimi di sempre, secondo noi, il titolo è ancora conveniente. Acquista. Poco brillante Ahold Delhaize (15,84 euro; Isin NL0011794037), catena di supermercati presente anche il Belgio. Da indiscrezioni, il gruppo starebbe puntando ad acquisire il gruppo americano Kroger. L’operazione sarebbe valida da un punto di vista strategico, ma pesante da un punto di vista finanziario. Nel frattempo, il gruppo ultima le cessioni in Olanda. Il titolo (+0,1% in settimana) resta conveniente.

     

    Wall Street fa un passo in avanti

    Dall’altra parte dell’Atlantico, le Borse hanno chiuso l’ennesima settimana positiva – si tratta della quarta di fila. A spingere Wall Street ci sono stati, da un lato, alcuni buoni dati sull’andamento dell’economia e, dall’altro, l’avanzamento della riforma fiscale voluta da Trump, che il mercato aspetta con ansia. In questo clima si è distinto il titolo BlackRock (463,22 Usd; Isin US09247X1019). Si tratta di uno dei più grandi gestori di Etf (e patrimoni finanziari) al mondo: se la Borsa e l’economia vanno bene, le persone hanno più voglia di investire. Non per nulla le azioni del gruppo sono salite in settimana del 3,6% portandosi su nuovi massimi storici. Secondo noi non è comunque il caso di comprare ora queste azioni – la riforma di Trump deve ancora essere approvata e non è scontato. Al più, se le hai, mantienile. Le notizie sull’avanzamento del piano di riforma fiscale di Trump fanno bene anche al settore tecnologico: il listino Nasdaq ha chiuso in progresso dell’1,5%.

     

    Sgommata del settore auto

    A dare una spinta alle Borse, ci sono stati anche i titoli del settore automobilistico (+2%): le vendite negli Usa a settembre sono andate bene. Quasi tutte le case automobilistiche hanno registrando progressi consistenti rispetto a un anno fa. Tra le poche a registrare un calo di vendite c’è FCA (14,94 euro): non per nulla il titolo è stato tra i peggiori del settore, perdendo l’1,5%. Anche le vendite di BMW (89,27 euro; Isin DE0005190003) sono cresciute a settembre negli Usa. Il titolo è salito del 4,5% ma resta quello sui cui puntare nel settore.

     

    Risposte per te

    @Enzo Ti sconsigliamo di comprare le Orbotech (42,39 Usd; Isin IL0010823388) a Francoforte. Sono poco scambiate e diversi titoli esteri sono stati ritirati, di recente, dai listini tedeschi (senza preavviso). Se vuoi scommetterci su, fallo sul Nasdaq.

    @Luigi Oriflame ha già dichiarato l’importo del dividendo straordinario: è di 0,5 euro per azione, in aggiunta a 1 euro ordinario. 1 euro è già stato pagato, il resto sarà staccato in fettine da 0,25 euro ciascuna il 14 novembre 2017 e il 14 febbraio 2018.

    @Vincenzo L’inglese IMI pubblica i conti societari solo due volte l’anno (semestre e fine anno). Alla chiusura del primo e del terzo trimestre dà solo aggiornamenti generici sull’andamento dei conti – i prossimi sono comunque previsti per il 9 novembre 2017.

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 50,50 EUR
Minimo degli ultimi 12 mesi 44,65 EUR
ISIN BE0003837540
Borsa Bruxelles
Beta 0,75
Volatilità 14,68 %
Numero di azioni 5.631.070
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 0,28 EUR
Settore Costruzioni e immobili
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 90 EUR
Punteggio corporate governance 6

Indici chiave per azione (EUR)

2018 (e) 2017 (e) 2016 2015
Dividendo 1,49 1,46 1,43 1,46
Utile corrente 4,50 4,07 3,63 3,55
Utile netto 4,50 4,07 3,63 3,55
Cash Flow corrente 4,55 4,13 3,63 3,55
Cash Flow netto 4,55 4,13 3,63 3,55
EBIT 6,70 6,16 6,29 6,06
EBITDA 6,75 6,21 6,29 6,06
Patrimonio netto 26,36 23,97 22,22 22,54
Patrimonio netto tangibile 26,32 23,94 21,80 21,95

Rendimento in euro

Atenor Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi 9,61 % 2,32 % 7,95 %
Rendimento ultimi 6 mesi 6,12 % -1,05 % 6,00 %
Rendimento ultimo anno 3,16 % -1,26 % 9,12 %
Rendimento ultimi 5 anni 13,33 % 6,26 % 14,67 %

Indici finanziari della società

2017 (e) 2016 2015 2014
Pay out - 57,82 % 58,01 % 73,30 %
Current ratio - 2,06 2,14 1,95
ROE - 16,32 % 15,74 % 13,58 %
ROE netto - 16,32 % 15,74 % 13,58 %
Margine lordo - - - -
Margine netto - 12,29 % 15,45 % 12,49 %
EBIT margin - 21,34 % 26,38 % 24,71 %
EBITDA margin - 21,34 % 26,38 % 24,71 %
Tax rate - 21,01 % 28,46 % 33,94 %
Gearing - 271,93 279,92 230,87
Patrimonio netto / totale attivo - 18,60 % 22,96 % 25,13 %

Dati di Borsa per azione

2018 (e) 2017 (e)
Rendimento da dividendo 3,03 % 2,97 %
Prezzo/utile corrente 10,89 12,04
Prezzo/cash flow corrente 10,77 11,86
Prezzo/patrimonio netto 1,86 2,04
Prezzo/patrimonio netto tangibile 1,86 2,05
Prezzo per valore patrimoniale netto 0,86 0,86
Rendimento a lungo termine 7,32 % -

(e) : stima

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