Atlantia IT0003506190

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Articoli

  • Analisi
    Male l'Europa, si salva Wall Street: la settimana delle Borse un mese fa - lunedì 24 luglio 2017

    Settimana poco esaltante per le Borse: i primi conti trimestrali societari stanno riservando qualche sorriso, ma anche amarezze. New York ha chiuso a +0,5%, le Borse europee, in media, a -1,6%. Debole anche Milano, -1,3%. Parliamo qui anche di JinkoSolar e di Atlantia. 

     
     
     
     

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  • Analisi
    Atlantia: avanti su Abertis un mese fa - lunedì 17 luglio 2017

    Piano piano l’operazione di fusione con la spagnola Abertis procede, ma le incognite e i possibili ostacoli sul suo cammino sono ancora molti.

     
     
     
     

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  • Analisi
    Senza infamia e senza lode: la settimana delle Borse 3 mesi fa - lunedì 15 maggio 2017
    New York ha chiuso la settimana a -0,3%, mentre le Borse europee, in media, sono riuscite a salire dello 0,8%. 

    Variazioni settimanali su prezzi al 12/05/17 

     

    Usa: Settimana calda per la politica, fredda per i mercati

    Trump ha rimosso il capo dell’Fbi – la famosa agenzia investigativa americana – facendo gridare in molti allo scandalo. E ora c’è addirittura chi ritiene che il Presidente sarà costretto a lasciare la Casa Bianca prima della fine naturale del mandato. Wall Street ha scommesso molto sulla riforma fiscale di Trump, quindi, se questa non fosse portata a termine, per la Borsa Usa potrebbero essere dolori. Per ora il mercato sembra scontare come bassa la probabilità di un tale evento: non ci sono stati cali particolarmente evidenti dopo la notizia. In ogni caso, se hai un profilo d’investimento prudente, ti consigliamo di vendere tutte le azioni americane.

     

    Gli ultimi scampoli della stagione delle trimestrali

    A contribuire al risultato incolore della Borsa Usa ci hanno pensato anche i conti trimestrali societari. Per esempio, quelli di Walt Disney (109,69 Usd; Isin US2546871060) non hanno convinto il mercato – il titolo in settimana ha perso il 2,1%. L’anno fiscale 2016/17 (termina il 30 settembre) fin qui non sta andando granché – gli utili sono saliti del 2%, ma le attività legate alla rete televisiva sportiva ESPN continuano a soffrire – ma è anche vero che si sapeva che questo sarebbe stato un anno di transizione. Continuiamo a stimare un utile per azione di 5,97 Usd per l’anno fiscale in corso – in rialzo rispetto a quello dell’anno precedente solo grazie al riacquisto di azioni proprie – e di 6,6 Usd per l’anno prossimo. Secondo noi, il titolo è correttamente valutato. Se ce l’hai, mantienilo. Meglio, invece, sono stati accolti i conti di Teva Pharma (31,89 Usd; Isin US8816242098) – il titolo in settimana è salito del 2,4%. Tra il lancio di nuovi farmaci generici e l’apporto di Allargan (società acquisita a metà dell’anno scorso), nel primo trimestre le vendite del gruppo sono salite del 22% rispetto a quelle del primo trimestre 2016. Teva ha, inoltre, aumentato le stime sui risparmi di costo ottenibili dall’acquisizione (e fusione) con Allargan e ha ottenuto il via libera a un suo nuovo farmaco da parte dell’autorità sanitaria a stelle e strisce. Secondo noi il titolo è ancora conveniente, acquista.

     

    Il prezzo del petrolio si riprende un po’

    A sostenere un po’ la Borsa Usa ci hanno pensato i titoli del settore petrolifero, saliti in settimana del 2% per effetto del +2,7% del prezzo del greggio. Eni (14,89 euro) si è mossa in linea col settore, salendo in settimana del 2,1% dopo la presentazione di conti trimestrali superiori alle attese. Abbiamo deciso di portare la stima sul dividendo a valere sul bilancio 2017 da 0,6 a 0,8 euro per azione. Questo, però, non basta a farci cambiare opinione sul titolo. Anche alla luce delle indagini della magistratura sull’attuale “capitano” dell’Eni per supposta corruzione internazionale, secondo noi l’azione resta correttamente valutata: non comprare le Eni – al massimo, se le hai, limitati a mantenerle. 

     

    Londra sostenuta dai farmaceutici, milano dalle banche

    A trainare le Borse europee c’è stata quella di Londra, salita in settimana dell’1,9%. Oltre a un indebolimento della sterlina, registrato nella parte finale della settimana, a contribuire a questo risultato ci sono stati i rialzi di alcuni titoli importanti per il listino. Tra tutti segnaliamo AstraZeneca (5.176 pence; Isin GB0009895292), che ha fatto +12,4%. Il gruppo farmaceutico ha beneficiato dei buoni risultati clinici ottenuti dal Durvalumab, farmaco per il trattamento del cancro al polmone. Si tratta di una buona notizia per questa società che è comunque alle prese con la scadenza di diversi brevetti. Se per caso hai le azioni in mano, approfitta di questo rialzo per venderle. Milano ha chiuso la settimana lievemente sopra la parità (+0,4%), ma ha fatto comunque meglio del resto delle Borse della zona euro (-0,6% in media). A sostenere il listino meneghino ci hanno pensato i titoli bancari: Unicredit (17,01 euro), per esempio, ha fatto +4,9% dopo aver pubblicato conti trimestrali rassicuranti. Li commentiamo sia a pagina 6, sia in Detto tra noi. Qui ti anticipiamo che il consiglio resta invariato: acquista le azioni ordinarie dell’Unicredit.

     

    Poste e telegrafi: gioie e dolori per Amsterdam e Madrid

    Sulla Borsa di Amsterdam (settimana chiusa a +0,3%) va segnalato il -6,8% di PostNL (4,31 euro; Isin NL0009739416). Anche se il gruppo ha chiuso il trimestre con un rialzo dell’utile per azione di quasi il 6%, il mercato è rimasto deluso dal calo della consegna delle lettere (-10%). La consegna dei pacchi continua, però, ad andar bene (+8%) e il piano di risparmio sui costi avanza in linea con le attese. La reazione del mercato ci sembra eccessiva: approfitta del calo per acquistare. Sul risultato di Madrid (-2,2%) ha pesato il -4,2% di Telefónica (10,06 euro; Isin ES0178430E18): nel primo trimestre, in Spagna (vale il 30% degli utili industriali del gruppo) il risultato industriale è sceso del 2,4%. La reazione del mercato è eccessiva: in America Latina, che vale più della Spagna (50% degli utili industriali), i risultati sono in crescita e le cessioni di attività dovrebbero aiutare il gruppo a ridurre l’indebitamento. Approfitta del calo per acquistare. Settimana positiva anche per i titoli a media capitalizzazione di Milano, L’Etf Lyxor mid cap pir (131,62 euro; Isin FR0011758085) ha messo su lo 0,6% e resta valido per una speculazione sul successo dei fondi pir.

     

    L’attacco informatico di venerdì 12 ha permesso alle Check Point (107,6 Usd; Isin IL0010824113) di fare +1,5%. Le azioni di questa società israeliana che si occupa di sicurezza informatica meritano ancora una scommessa. -18% per Snapchat (19,14 Usd; Isin US83304A1060), dopo aver mostrato un profondo rosso nei conti trimestrali e un calo degli utenti. Restane alla larga. 

     

    Atlantia: offerta su Abertis

    Atlantia (24,21 euro) ha formalizzato l’offerta per l’acquisto di Abertis (16,45 euro). Le azioni della nuova società ai prezzi attuali di Borsa sarebbero convenienti. Ci sono però dei rischi, su tutti l’indebitamento. La nuova società avrà un rapporto tra debiti e utile industriale di 5,5: per le altre società del settore siamo intorno a 4. Per questo consigliamo prudenza. Limitati a mantenere le azioni Atlantia (tra l’altro, ci sono le incognite legate all’Alitalia). Limitati anche a mantenere le Abertis: potrai scegliere tra contanti (16,50 euro per azione Abertis) o azioni (0,697 per ogni Abertis). Queste azioni non saranno, però, negoziabili fino al febbraio 2019. Non è il massimo. Potrebbe essere il caso di accettare l’offerta in contanti. Torneremo a parlarne quando l’operazione verrà ufficialmente approvata e lanciata. Per ora mantieni le Abertis.

     

    Headwaters addio

    A seguito del successo dell’Opa di Boral, Headwaters è stata ritirata dagli scambi di Borsa. Dovresti aver già ricevuto sul tuo conto corrente il corrispettivo di 24,25 Usd per azione Headwaters, prezzo che valuta correttamente le prospettive del gruppo.

     

    Risposte per te

    @Andrea Anche se compri un’azione estera sulla Borsa di Milano, sui dividendi sarai comunque soggetto alla doppia tassazione.

    @Erminio La tassazione belga sui dividendi è salita al 30% nel 2017. Il netto che ti entra in tasca è ora pari al 51,8% dell’importo lordo.

    @Mauro Le minusvalenze su Etf azionari possono compensare plusvalenze su singole azioni, ma non plusvalenze su Etf azionari.

     

     



     

     

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  • Analisi
    Un raggio di sole: la settimana delle Borse 3 mesi fa - venerdì 28 aprile 2017
    Aprile si chiude in modo positivo per i listini azionari.

     Prezzi e valutazioni al 28/04/17

     

    Trump taglia le tasse (per ora)

    Due i motivi che hanno permesso a Wall Street di vivere una buona settimana. Il primo: la tassazione sui redditi fatti dalle aziende americane dovrebbe scendere dal 35% al 15%. All’inizio della settimana si erano diffuse le indiscrezioni sulle nuove aliquote e poi è stato lo stesso Trump a confermarle. Come spesso accade, la Borsa Usa è salita sulla base delle indiscrezioni e poi ha un po’ ripiegato una volta che sono arrivate le conferme – in inglese si usa l’espressione buy on rumors, sell on news, che in italiano potremmo tradurre come compra sulla base delle indiscrezioni, vendi sulla base delle notizie. Il raffreddamento dell’entusiasmo è legato, però, anche al fatto che mancano ancora tutta una serie di dettagli sulla riforma fiscale e che l’iter parlamentare per la sua approvazione deve ancora partire – il fallimento della riforma sanitaria non depone bene in questo senso.

     

    Una serie di conti societari positivi…

    Il secondo: i conti trimestrali societari, in media, hanno rassicurato il mercato. Segnaliamo, in particolare, quelli di Caterpillar (102,68 Usd; Isin US1491231015), una società che fa macchine industriali e i cui conti sono considerati un indicatore della salute dell’economia mondiale. Ebbene, Caterpillar, oltre a pubblicare risultati trimestrali superiori alle attese, ha alzato anche i suoi obiettivi per tutto l’anno. In una sola giornata, il titolo ha messo su il 7,9%: secondo noi non è il caso di acquistarlo ora. Al più, se per caso dovessi averlo già in mano, mantienilo. I conti del colosso Usa della telefonia AT&T (39,91 Usd; Isin US00206R1023) non hanno riservato sorprese: confermiamo stime e consiglio. Mantieni.

     

    … che hanno fatto volare il Nasdaq

    Da segnalare ci sono anche i buoni risultati di diverse società del settore tecnologico. Texas Instruments (80,8 Usd; Isin US8825081040) ci ha particolarmente convinto, mostrando un rialzo degli utili per azione di circa il 40%. Le scelte strategiche fatte dal gruppo negli scorsi anni stanno pagando: anche se negli ultimi anni è salito tanto, secondo noi il titolo resta correttamente valutato. Se lo hai in mano, mantienilo. Buoni anche i conti di Corning (29,02 Usd; Isin US2193501051), che hanno mostrato una bella crescita delle vendite. Anche questo titolo ti ha dato fin qui delle soddisfazioni – viaggia sui massimi degli ultimi 10 anni – ma secondo noi non è ancora il caso di venderlo. Questi buoni risultati hanno spinto l’indice Nasdaq composite, che raccoglie tanti titoli tecnologici, a superare il livello di 6.000 punti – pensa che negli anni 2000, al massimo della “bolla” delle società legate a internet, l’indice aveva di poco superato i 5.000 punti. Buon per la società che gestisce il mercato dove si scambiano questi titoli tecnologici: si chiama, appunto, Nasdaq (68,67 Usd; Isin US6311031081) e ha chiuso il primo trimestre dell’anno con un rialzo di ricavi e utili industriali di quasi il 10%. Le azioni viaggiano sui massimi di sempre e un po’ di prudenza, secondo noi, è d’obbligo: limitati, al più, a mantenere le azioni che già hai.

     

    Un sospiro di sollievo in Europa

    Le Borse europee hanno, invece, beneficiato del risultato elettorale in Francia: i due scenari che i mercati temevano di più – il ballottaggio tra i due candidati euroscettici o un ottimo risultato della Le Pen – non si sono concretizzati. La vittoria della Le Pen al secondo turno (si vota il 7 maggio) sembra ora improbabile: non per nulla, più ancora che la Borsa di Parigi, a beneficiare dell’esito elettorale è stata Piazza Affari – il nostro Paese è considerato dai mercati tra i più a rischio in caso di disgregazione della zona euro (Le Pen ha più volte dichiarato di voler portare la Francia fuori dall’euro in caso di vittoria). Se per caso avevi comprato il certificate 7x short (0,0163 euro; Isin DE000SG409N9) per scommettere su una vittoria della Le Pen, vendi anche se stai perdendo tanto – ricorda che quando fai speculazioni di questo tipo devi vendere senza pensarci due volte appena le perdite sul certificate arrivano intorno al 25%. Tra i titoli che maggiormente si sono distinti ci sono stati quelli del settore bancario: Unicredit (14,95 euro; acquista), per esempio, nella sola giornata di lunedì 24 aprile (a esito elettorale francese consolidato) è salita del 13,2%. Sul finire della settimana ha, però, un po’ ripiegato sulla scia del calo delle azioni di Deutsche Bank (16,7 euro; Isin DE0005140008): le difficoltà della banca tedesca sono ancora tante – nel primo trimestre di quest’anno ha visto il suo giro d’affari calare di quasi il 10%. Ti diciamo da tempo di liberarti delle azioni Deutsche Bank e se non l’hai ancora fatto, fallo ora. Anche le azioni delle società legate al lusso sono andate bene. A trainarle, in particolare, c’è stata LVMH (225,9 euro; Isin FR0000121014) che ha annunciato l’acquisizione completa di Christian Dior (ne possedeva già le attività legate a profumi e cosmetici). Dopo l’annuncio le azioni LVMH hanno messo su, in una sola giornata, il 4% circa: una reazione che giudichiamo esagerata. L’acquisizione, infatti, non porterà particolari benefici al gruppo, anzi contribuirà a far salire l’indebitamento. Il titolo è caro, vendilo. Atlantia (23,4 euro) ha ceduto il 10% della controllata Autostrade per l’Italia. Sono soldi che servono per l’acquisto di Abertis (16,18 euro; acquista). Il prezzo spuntato è un po’ inferiore alle nostre attese. Al più, mantieni. È stata una buona settimana anche per il gruppo bancario olandese ING (14,95 euro; Isin NL0011821202), che ha deciso di partecipare all’aumento di capitale di Bank of Beijing e di rimanere, così, il primo azionista di questa banca cinese. Il titolo ING resta correttamente valutato. Mantieni.

     

    Vedremo se la salita continuerà nelle prossime settimane: la cabala non depone a favore. Di solito quelli tra maggio e ottobre sono i mesi meno brillanti per le Borse – da cui il detto “vendi a maggio e scappa” (sell in may and walk away, in inglese).

     

    Risposte per te

    @Alberto Ahold Delhaize è uno dei principali 50 titoli della zona euro. È molto liquido, ma sulla Borsa di Amsterdam. Forse stai provando a comprarlo su un altro mercato dove, in effetti, gli scambi potrebbero essere risicati.

    @Nicola Le banche tendono a vendere in automatico i diritti d’opzione avanzati l’ultimo giorno della loro trattazione. Si tratta, comunque, di un’operazione fatta sul mercato quindi è legittimo che la banca applichi le commissioni.

    @Pasquale I dividendi delle azioni estere sono soggetti alla doppia tassazione – prima nel Paese d’origine e poi, sul rimanente, il 26% italiano. Le plusvalenze sulle azioni estere, invece, sono soggette solo al 26% del fisco italiano.

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  • Analisi
    La settimana delle Borse: Atlantia-Abertis, Sias, aumento di capitale D'Amico 4 mesi fa - venerdì 21 aprile 2017
    Giorni nervosi per le Borse, tra le incognite sulle elezioni in Europa e la stagione dei conti societari che entra nel vivo. 

    Prezzi e valutazioni al 20/04/17

     

    Tra i conti deludenti negli Usa e le elezioni in Regno Unito

    A New York hanno tenuto banco i conti trimestrali societari: da Goldman Sachs a Johnson & Johnson ed è stata una raffica di delusioni. Anche i conti di IBM (162,3 Usd; Isin US4592001014) sono stati accolti male, ma a pagina 4 ti spieghiamo perché questo titolo merita un acquisto. In Europa hanno tenuto banco la notizia delle elezioni anticipate nel Regno Unito – evento che ha fatto salire la sterlina e ha gravato sulla Borsa di Londra – e il generale buon andamento dei titoli bancari – senza nessun motivo apparente, visto che i conti dei big del settore devono ancora essere svelati. La Borsa di Londra paga il rafforzamento della sterlina perché è ricca di multinazionali: da un lato i loro prodotti sono meno competitivi, dall’altro i bilanci si afflosciano perché le vendite all’estero valgono meno. A Milano, in particolare, ci sono stati diversi colpi di scena per alcune società del listino.

     

    Atlantia e Abertis: gruppo da 10 miliardi di ricavi annui?

    Atlantia (22,6 euro) potrebbe comprare la spagnola Abertis (15,85 euro; Isin ES0111845014) – sarebbe un’operazione “amichevole” tanto che ne sta discutendo con la stessa Abertis. Per ora di concreto non c’è nulla, ma sulla carta l’operazione potrebbe andare in porto: Atlantia alleggerirebbe il peso dell’Italia sui conti – cerca di farlo da tempo – e Abertis avrebbe accesso a concessioni autostradali di durata più lunga rispetto alle sue – sono ricavi “garantiti” per un numero maggiore di anni. Bisognerà, però, vedere come l’operazione sarà strutturata: Abertis vale circa 16 miliardi di euro e Atlantia ha al più 6 miliardi di “liquidità” –3 miliardi in cassa e altri 3 che arriverebbero dalla vendita di una quota di minoranza nella controllata Autostrade per l’Italia. Per Atlantia c’è il rischio di un aumento del debito o di un aumento di capitale: limitati a mantenere queste azioni, ma non comprarne di nuove. Piuttosto compra le azioni Abertis. Anche se sono salite in Borsa dopo la notizia dei colloqui con Atlantia, secondo noi sono ancora convenienti. Da un lato potresti spuntare un rialzo del prezzo in vista dalla fusione: se resta in ballo solo Atlantia non ci aspettiamo granché, al massimo un +10% (se sei uno speculatore, non la acquistare); se invece dovessero spuntare altri pretendenti (si parla di cinesi) allora il rialzo potrebbe essere più consistente. Dall’altro, se l’operazione non va in porto, ti ritrovi comunque in mano azioni che potrebbero dare soddisfazioni nel lungo periodo. E se la fusione si fa? Dalle poche valutazioni che possiamo fare ora, le azioni della nuova società potrebbero essere comunque, alla peggio, correttamente valutate. Come caschi, non caschi male.

    Dove compro le Abertis?
    Le azioni Abertis sono quotate sulla Borsa di Madrid. Non dovrebbe essere un problema: abbiamo verificato che con le principali piattaforme di trading (Fineco e Binck) sono acquistabili. Occhio ai costi: in termini di commissioni bancarie, comprare a Madrid costa più che comprare a Milano. In media, per una compravendita da 2.000 euro, si spende in commissioni l’1,1% per acquisti via internet e il 2,5% per acquisti allo sportello. 

    Che fare con le Sias?

    La notizia di un “avvicinamento” tra Atlantia e Abertis ha conseguenze anche per Sias (8,88 euro), l’altro grande gestore autostradale italiano. Se ti ricordi, a fine febbraio, su Altroconsumo Finanza n° 1211, ti avevamo parlato della possibilità che proprio Abertis potesse tentare di crescere in Italia – dove è già presente – attraverso il lancio di un’offerta d’acquisto (Opa) su Sias. Questa prospettiva ci sembra al momento sfumare. Se avevi acquistato queste azioni in chiave speculativa, hai due opzioni. Prima: chiudi la speculazione e usi i soldi per fare un’altra scommessa. Dal consiglio speculativo Sias è salita di circa il 6%: dovresti uscirne senza perdite. Seconda: trasformi la scommessa in un investimento di lungo periodo. Anche ai prezzi attuali, infatti, le Sias sono convenienti. Inoltre, una nuova società nata dalla fusione tra Abertis e Atlantia potrebbe dover cedere, per le regole europee sulla concorrenza, qualche attività: Sias in quel caso potrebbe approfittarne per crescere ulteriormente. Acquista.

     

    D’amico: non aderire all’aumento di capitale

    La società di trasporto marittimo D’Amico (0,3 euro) ha definito le caratteristiche dell’aumento di capitale: parte lunedì 24 aprile per concludersi il 18 maggio. Potrai sottoscrivere 1 nuova azione per ogni 3 azioni D’Amico che hai già in mano. Il prezzo di sottoscrizione, per ciascuna delle nuove azioni, è fissato a 0,249 euro per azione. Già notiamo la prima cosa che non ci piace: lo sconto è piccolo, -13% sul prezzo teorico del titolo dopo l’aumento – di solito per gli aumenti di capitale lo sconto va anche oltre il 30%. Ma c’è di più: la società chiede ora altri 35 milioni di euro dopo che ha “bruciato” i 65 milioni che aveva raccolto con l’aumento di capitale di fine 2012. Inoltre, il 2016 si è chiuso nuovamente in perdita e per il 2017 ci aspettiamo, al meglio, un pareggio di bilancio. Morale: non ce la sentiamo di farti aderire a questo aumento di capitale. Non vediamo, inoltre, uno spunto speculativo: se è vero che l’azionista di maggioranza potrebbe salire al 75% del gruppo (sottoscriverà anche le azioni che gli altri azionisti non vorranno), è verosimile che non lanci un’offerta d’acquisto (Opa) sul gruppo – lo stesso era accaduto durante l’aumento di capitale del 2012. Fai così: tieni le azioni D’Amico che già hai e vendi i diritti d’opzione che ti saranno assegnati. Occhio: il singolo diritto d’opzione varrà in Borsa circa 0,01 euro: in pratica, se hai 5.000 azioni D’Amico, ti ritroverai con 5.000 diritti d’opzione che valgono, tutti, 50 euro. Verifica, quindi, che le commissioni bancarie non si mangino tutto l’introito legato alla loro vendita. Ricorda che il periodo di negoziazione dei diritti va dal 24 aprile al 12 maggio: di solito il prezzo dei diritti tende a scendere col tempo, quindi prima li vendi, meglio è – comunque la tua banca, se non ha ricevuto disposizioni diverse da te, l’ultimo giorno di negoziazione dovrebbe venderti in automatico i diritti. Per ingolosirti la D’Amico, con la sottoscrizione delle nuove azioni, ti “regala” anche dei warrant. Peccato che anche il loro valore, all’inizio, sarà vicino allo 0.

     

     

    Risposte per te

    @Giancarlo Ai prezzi attuali il rendimento da dividendo atteso per British American Tobacco (5.218 pence) è del 3,5% annuo lordo (circa 2,5% annuo netto). Il dividendo viene pagato in due “fette” ogni anno.

    @Giancarlo Chevron stacca il dividendo annuo in 4 “fette” trimestrali. L’ultima è di 1,08 dollari lordi, pari a circa 0,64 euro netti per azione. Sulle tue 50 azioni fa circa 32 euro: la banca ha fatto i conti giusti.

    @Gianfranco Le Unicredit risparmio (54,6 euro) sono poco scambiate: il 13 aprile hanno fatto solo 12 scambi ed è bastato un ordine di acquisto di circa 9.000 euro per farle scattare in alto del 4%. Non acquistarle.

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 27,26 EUR
Minimo degli ultimi 12 mesi 19,59 EUR
ISIN IT0003506190
Borsa Milano
Beta 0,94
Volatilità 22,01 %
Numero di azioni 825.783.800
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 22,42 EUR
Settore Energia e servizi alle collettività
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 52.302 EUR
Punteggio corporate governance 5

Indici chiave per azione (EUR)

2017 (e) 2016 (e) 2015 2011
Dividendo 1,05 0,97 0,88 0,71
Utile corrente 1,27 1,37 1,04 1,18
Utile netto 1,27 1,37 1,04 1,31
Cash Flow corrente 2,70 2,66 1,41 2,04
Cash Flow netto 2,70 2,66 1,41 2,17
EBIT 2,99 2,81 2,74 2,83
EBITDA 4,42 4,11 3,17 3,70
Patrimonio netto 8,47 8,25 7,78 5,04
Patrimonio netto tangibile 3,14 2,92 2,46 -1,72

Rendimento in euro

Atlantia Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi 11,18 % -4,80 % -3,41 %
Rendimento ultimi 6 mesi 27,07 % -0,18 % -8,46 %
Rendimento ultimo anno 26,62 % 9,58 % 6,56 %
Rendimento ultimi 5 anni 23,45 % 6,46 % 12,66 %

Indici finanziari della società

2016 (e) 2015 2011 2010
Pay out - 46,36 % 29,09 % 33,67 %
Current ratio - 1,13 0,66 0,85
ROE - 13,24 % 22,82 % 23,13 %
ROE netto - 13,31 % 25,40 % 23,13 %
Margine lordo - - - -
Margine netto - 16,18 % 17,00 % 18,69 %
EBIT margin - 37,22 % 36,27 % 47,12 %
EBITDA margin - 43,03 % 47,45 % 60,93 %
Tax rate - 32,59 % 32,99 % 36,73 %
Gearing - 128,43 241,20 287,67
Patrimonio netto / totale attivo - 23,70 % 16,05 % 13,41 %

Dati di Borsa per azione

2017 (e) 2016 (e)
Rendimento da dividendo 3,87 % 3,57 %
Prezzo/utile corrente 21,38 19,82
Prezzo/cash flow corrente 10,06 10,21
Prezzo/patrimonio netto 3,21 3,29
Prezzo/patrimonio netto tangibile 8,65 9,30
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 7,19 % -

(e) : stima

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