Atlantia

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17,86 EUR 16/10/2018 17:35 Milano
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Articoli

  • Analisi
    Alta tensione tra Atlantia e Governo 2 giorni fa - lunedì 15 ottobre 2018
    Dopo la tragedia del ponte di Genova, Atlantia non è mai riuscita davvero a riprendersi in Borsa. E le recenti difficoltà di tutta Piazza Affari non aiutano. Le incognite che pesano sul gruppo sono ancora tantissime.
     
     
     
     

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  • Analisi
    Senza un attimo di pace un mese fa - lunedì 3 settembre 2018
    Le Borse mondiali hanno iniziato bene la settimana, ma poi si sono via via spente. La Borsa Usa ha conservato un bilancio positivo, le Borse europee, invece, hanno archiviato un calo inferiore all’1%. Piazza Affari ha perso il 2,3%.
     
     
     
     

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  • Analisi
    Atlantia, basta pagare il pedaggio un mese fa - venerdì 24 agosto 2018
    Dopo la tragedia del ponte di Genova, le azioni Atlantia, la società che gestisce circa 3.000 km di rete autostradale in Italia, hanno perso il 25% in Borsa. Ciò nonostante non è il caso di acquistarle. Anzi, se le hai, vendile assieme alle azioni di tutti gli altri concessionari autostradali italiani.
    Logo Atlantia

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    Il dibattito sul ruolo di Atlantia (18,63 euro) nel disastro di Genova è accesissimo. Il Governo ha fatto partire la procedura per la revoca della concessione che permette alla società di gestire – significa mantenere in buono stato la strada e incassare i pedaggi per questa attività – non solo il tratto genovese, ma buona parte della rete autostradale in tutta Italia. Vediamo quali possono esiti gli esiti finali di tutta questa procedura.

    Tre possibili scenari per Atlantia

    Scenario uno: revoca totale della concessione. Sarebbe una mazzata per il gruppo, visto che dall’attività di gestione della rete italiana Atlantia deriva circa il 60% del suo giro d’affari e quasi il 65% del suo utile industriale. In pratica si ritroverebbe solo con la gestione di autostrade all’estero e con la gestione di alcuni aeroporti. In una situazione del genere le agenzie di rating potrebbero comunque ridurre il giudizio sull’affidabilità del gruppo – anche se buona parte del debito è legata alle autostrade italiane – e anche la fusione con Abertis (concessionaria spagnola con presenza in Sud America), che dovrebbe aumentare la presenza internazionale, potrebbe essere rimessa in discussione. Morale: gli utili potrebbero ridursi anche dell’80% e il titolo potrebbe dimezzarsi dai prezzi attuali.

    Scenario due: convenzione non revocata, ma modifica delle norme nella gestione delle autostrade. In pratica, la società dovrebbe investire di più nella manutenzione della rete autostradale senza veder questi “sforzi” riconosciuti in termini di aumento dei pedaggi. Significa che la redditività dell’attiva del gruppo (rapporto tra ricavi e utili industriali al lordo della quota parte degli oneri pluriennali, oneri finanziari, tasse) potrebbe scendere dall’attuale 60% a circa il 45%: in questa ipotesi gli utili della società si dimezzerebbero. Significa meno dividendi e, quindi, un inevitabile ulteriore calo del titolo – potrebbe essere un altro -25%.

    Scenario tre: convenzione non revocata e conferma delle attuali regole di gestione. In pratica, in questo scenario la società si limiterebbe a pagare delle multe e a sostenere i costi di ripristino del viadotto, più eventuali risarcimenti. Gli impatti sugli utili sarebbero limitati (circa un 10%) e il titolo potrebbe anche riportarsi verso i valori precedenti il disastro.

     

    Vendi Atlantia…

    Non sappiamo cosa accadrà. Una parte dell’attuale governo spinge per la revoca della concessione (scenario numero uno), un’altra verso una soluzione più morbida (quella dello scenario due), anche perché comunque ci sarebbero 50.000 piccoli azionisti Atlantia che con una nazionalizzazione si ritroverebbero con il cerino in mano. In genere queste situazioni non ci fanno stare tranquilli: per esempio, quando in Sud Africa si è delineata la prospettiva di espropri (vedi Altroconsumo Finanza n° 1262) noi abbiamo preferito farti uscire dalla Borsa del Paese. Per questo, vista l’incertezza e la lunghezza dei tempi di un eventuale rimborso compensativo che lo Stato dovrebbe versare ad Atlantia, preferiamo farti vendere queste azioni. Se sei nostro lettore da tempo probabilmente sei già tranquillo – abbiamo consigliato di vendere le Atlantia alla fine di settembre 2013 (vedi Altroconsumo Finanza n° 1045) e da allora non abbiamo più dato un consiglio di acquisto. Se, invece, te le ritrovi in mano, vendile. È vero che così facendo ti perdi la possibilità di partecipare a eventuali class action future, ma i rischi sono troppo elevati per un buon padre di famiglia. Al momento non vediamo nemmeno particolari spunti per un acquisto speculativo, se non quelli di una caduta del Governo in autunno, magari sulla scia di dissidi legati alla legge di bilancio.

     

    … e vendi anche le Astm e le Sias

    Il dibattito politico non riguarda solo Atlantia. Il Governo sembra volersi muovere verso una generale revisione di tutte le regole che gestiscono le convenzioni tra lo Stato ed enti privati. Norme più restrittive potrebbero, dunque, colpire anche gli altri gestori autostradali italiani. Il più importante, dopo Atlantia, è Sias (12,13 euro). Il titolo ha perso l’11% circa dalla tragedia di Genova e, secondo noi, è arrivato il momento di venderlo. Te lo abbiamo consigliato nell’inverno del 2017 (vedi Altroconsumo Finanza n° 1211) e poi il consiglio è passato a mantieni a luglio dello stesso anno (vedi Altroconsumo Finanza n° 1232). Da quel primo consiglio d’acquisto il guadagno, nonostante i cali recenti, resta di circa il 45% (circa 5 volte di più di quanto fatto dalla Borsa italiana sullo stesso periodo). Vendi. Stesso consiglio vale per la società che controlla Sias, la Astm (17,94 euro). Anche se negli ultimi tempi ha cercato di espandersi nel settore delle costruzioni, Astm resta ancora, di fatto, solo una scatola a monte di Sias. Come per Atlantia, se sei nostro lettore da tempo comunque non dovresti avere in mano le Astm (abbiamo consigliato la vendita su Soldi Sette n° 971 e da allora il consiglio sul titolo non è mai più tornato ad acquista).

     

    Il punto sugli altri concessionari: al più mantieni

    Non solo di concessioni autostradali, però, si sta parlando: l’azione del Governo potrebbe essere molto ampia, dalle bancarelle ai porti. In particolare, l’attenzione sembra ora rivolgersi a chi ha in gestione grandi opere, come le dighe per la produzione di energia idroelettrica. Si parla della possibilità di nazionalizzare alcune attività in Valtellina. Le società maggiormente coinvolte sarebbero A2A (1,56 euro) e Enel (4,39 euro), ma l’impatto sugli utili sarebbe comunque limitato (circa il 10% per A2A e meno della metà per Enel). Non per nulla i due titoli sono su valori non distanti (-2% circa) a quelli precedenti alla tragedia di Genova. Meglio, però, restare all’erta: non comprare. Al massimo puoi ancora mantenerle.

     

    Vendi comunque se sei un investitore “prudente”

    Non a caso abbiamo scritto “al massimo”. Se, infatti, ti ritieni un investitore “difensivo”, quindi non hai tanto tempo a disposizione per vedere i ritorni dei tuoi investimenti (meno di cinque anni) e hai già i batticuore quando vedi un -5% su un titolo, non devi avere in mano nessuno dei suddetti titoli. Sì, hai capito bene: devi vendere le Atlantia, le Sias, le Astm, ma anche le A2A, le Enel, le Terna, le Snam… e non solo. Devi vendere tutte le azioni italiane e tutti i fondi comuni e gli Etf che puntano su Piazza Affari. Al di là delle questioni governative sulle concessioni, infatti, si preannuncia un autunno molto caldo: tra legge di stabilità, innalzamento dello spread e possibile taglio al giudizio di affidabilità dell’Italia da parte delle grandi agenzie di rating, Piazza Affari rischia di ballare parecchio. Se, invece, hai più tempo a disposizione o ti spaventi meno per gli alti e bassi del mercato, puoi ancora avere in mano azioni italiane, ma al massimo devono pesare tra il 10% e il 15% del tuo portafoglio complessivo d’investimenti. 

     

    Atlantia ha la possibilità di rispondere alle contestazioni del Governo. I tempi per la risposta sono, però, stretti: entro i primissimi giorni di settembre.

     

    I calcoli dello scenario uno sono fatti sull’ipotesi di revoca della concessione alla sola Autostrada per l’Italia (controllata di Atlantia che ha in gestione circa 2.800 chilometri di rete). Se dovessero essere revocate anche altre concessioni, come quella remunerativa del traforo del Monte Bianco, l’impatto potrebbe essere ancora peggiore.

    Ma è vero che in realtà Atlantia non fa affari visto che fa 2 milioni di utile e ne paga 9 allo Stato come tasse e diritti? No. Quei 2 milioni di utile sono quelli che restano dopo avere pagato tutte le spese (non solo i 9 di tasse e diritti, ma anche oneri finanziari, costi del personale…). 

    In caso di revoca della concessione lo Stato potrebbe dover scucire anche 20 miliardi ad Atlantia. Il Governo, comunque, ha già dichiarato di non voler pagare.

    In vista di una possibile class action, si sono già mossi alcuni piccoli studi legali Usa. Siamo agli albori della procedura. Spesso queste azioni legali americane non vanno a buon fine e i rimborsi che si ottengono sono limitati.

    L’autostrada Milano-Torino è la più rilevante tra quelle in concessione a Sias.

    Dal disastro di Genova, le azioni Astm hanno perso in Borsa circa il 14% del loro valore.

    Anche i gestori delle reti italiane di elettricità e gas, Terna (4,65 euro) e Snam (3,71 euro), svolgono la loro attività in concessione. In questo caso, però, il rischio di un’azione di Governo pare limitato, visto che le società sono già di fatto statali. In ogni caso anche per queste azioni il consiglio non è di acquistare. Al più, mantieni.

    Ma se non bisogna investire sulle azioni italiane, dove mettere i soldi? Visita il nostro sito internet. Trovi tre portafogli per tre profili diversi di investitore: dinamico, equilibrato e difensivo. Sempre sul sito trovi anche un test che ti aiuta a capire che tipo di investitore sei. Sfruttalo, è gratis.

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  • Analisi
    Scampoli di primavera: la settimana delle Borse 6 mesi fa - lunedì 16 aprile 2018
    Anche la seconda settimana di aprile si è chiusa con un bilancio positivo per le Borse. New York è salita del 2%, mentre il guadagno delle Piazze europee si è fermato all’1,1%. Milano ha fatto meglio delle colleghe (+1,7%). 
     
     
     
     

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  • Analisi
    Dopo la sbornia: la settimana delle Borse 7 mesi fa - lunedì 19 marzo 2018
    Se la prima settimana di marzo è stata brillante, la seconda ha visto un andamento meno buono delle Borse. Non ci spaventiamo: gli alti e bassi sono tipici dei mercati e dopo anni di vacche grasse foraggiate dal “doping” delle Banche centrali, probabilmente stiamo solo tornando alla normalità.
     
     
     
     

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 28,40 EUR
Minimo degli ultimi 12 mesi 17,21 EUR
ISIN IT0003506190
Borsa Milano
Beta 0,94
Volatilità 20,30 %
Numero di azioni 825.783.800
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 14,36 EUR
Settore Energia e servizi alle collettività
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 51.358 EUR
Punteggio corporate governance 5

Indici chiave per azione (EUR)

2018 (e) 2017 (e) 2016 (e) 2015
Dividendo 1,32 1,22 0,97 0,88
Utile corrente 1,48 1,43 1,37 1,04
Utile netto 1,48 1,43 1,37 1,04
Cash Flow corrente 2,83 2,75 2,66 1,41
Cash Flow netto 2,83 2,75 2,66 1,41
EBIT 3,25 3,13 2,81 2,74
EBITDA 4,60 4,45 4,11 3,17
Patrimonio netto 10,17 10,01 8,25 7,78
Patrimonio netto tangibile 4,84 4,68 2,92 2,46

Rendimento in euro

Atlantia Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi -31,72 % -6,68 % -1,12 %
Rendimento ultimi 6 mesi -33,89 % -5,24 % 10,17 %
Rendimento ultimo anno -33,75 % -8,20 % 10,05 %
Rendimento ultimi 5 anni 6,24 % 2,68 % 13,55 %

Indici finanziari della società

2017 (e) 2016 (e) 2015 2011
Pay out - - 46,36 % 29,09 %
Current ratio - - 1,13 0,66
ROE - - 13,24 % 22,82 %
ROE netto - - 13,31 % 25,40 %
Margine lordo - - - -
Margine netto - - 16,18 % 17,00 %
EBIT margin - - 37,22 % 36,27 %
EBITDA margin - - 43,03 % 47,45 %
Tax rate - - 32,59 % 32,99 %
Gearing - - 128,43 241,20
Patrimonio netto / totale attivo - - 23,70 % 16,05 %

Dati di Borsa per azione

2018 (e) 2017 (e)
Rendimento da dividendo 7,59 % 7,02 %
Prezzo/utile corrente 11,75 12,16
Prezzo/cash flow corrente 6,14 6,32
Prezzo/patrimonio netto 1,71 1,74
Prezzo/patrimonio netto tangibile 3,59 3,72
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 9,67 % -

(e) : stima

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