Atlantia

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Come valutiamo le azioni

Articoli

  • Analisi
    Scampoli di primavera: la settimana delle Borse 2 mesi fa - lunedì 16 aprile 2018
    Anche la seconda settimana di aprile si è chiusa con un bilancio positivo per le Borse. New York è salita del 2%, mentre il guadagno delle Piazze europee si è fermato all’1,1%. Milano ha fatto meglio delle colleghe (+1,7%). 
     
     
     
     

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  • Analisi
    Dopo la sbornia: la settimana delle Borse 3 mesi fa - lunedì 19 marzo 2018
    Se la prima settimana di marzo è stata brillante, la seconda ha visto un andamento meno buono delle Borse. Non ci spaventiamo: gli alti e bassi sono tipici dei mercati e dopo anni di vacche grasse foraggiate dal “doping” delle Banche centrali, probabilmente stiamo solo tornando alla normalità.

    Variazioni settimanali su prezzi al 16/03/18

     

    New York ha chiuso la settimana perdendo l’1,2%

    La minaccia fatta da Trump di introdurre nuovi dazi sulle importazioni cinesi negli Usa ha messo sotto scacco le azioni delle grandi multinazionali americane – il timore è che si scateni una guerra commerciale che danneggi le vendite di queste ultime. Tra tutte segnaliamo il -4,2% di General Electric (14,31 Usd; Isin US3696041033): il gruppo sta cercando di ristrutturarsi e una contrazione delle vendite potrebbe, secondo alcuni, mettere a rischio la distribuzione dei dividendi agli azionisti – per la prima volta, quest’anno, il gruppo non ha pagato premi di produzione in contanti ai suoi manager. Noi per ora non siamo così pessimisti sul dividendo, ma, allo stesso tempo, nonostante la discesa del titolo in Borsa, non crediamo sia il caso di comprare queste azioni: al più mantieni quelle che hai già in mano. 

    Calo superiore a quello generale del listino per le Tesla (321,35 Usd; Isin US88160R1014), che in settimana hanno perso l’1,8% sulle notizie di possibili ulteriori ritardi nelle consegne della Model 3. Se le hai, vendi queste azioni.

     

    Le Borse europee sono rimaste, in media, invariate

    A tenere banco qui in Europa sono state, invece, le nuove regole europee per la gestione dei crediti “marci” in pancia alle banche. Come ti abbiamo detto a pagina 1, c’è una stretta che potrà portare a delle perdite sui bilanci bancari (i titoli del settore hanno chiuso la settimana con un calo medio dell’1,1%), ma non è così dura come avrebbe potuto essere. Tanto che la Borsa di Milano, dove pure le azioni del settore bancario pesano tanto, ha chiuso la settimana con un rialzo dello 0,5%. A sostenere la nostra Borsa ci sono state le Generali (15,73 euro) che, in una settimana difficile per il settore finanziario in generale, sono riuscite ad archiviare un rialzo dell’1,8%. Il motivo va cercato nella pubblicazione dei conti del 2017, che si sono dimostrati migliori delle attese e hanno permesso al gruppo di alzare il dividendo. A nostro parere le Generali restano convenienti. Acquista. Tra le altre azioni che si sono comportate bene a Piazza Affari ci sono le Eni (14,10 euro), salite del 3,7% dopo la presentazione del nuovo piano industriale che promette un rialzo dei dividendi. Noi restiamo prudenti. Mantieni. 

     

    Atlantia, Abertis e il passo più lungo della gamba

    Tra le azioni italiane che, invece, si sono comportate male ci sono le Atlantia (25,34 euro): in settimana hanno perso il 9%. Proprio su queste pagine, la scorsa settimana, ti avevamo detto che la società sembrava vicina a un accordo per comprarsi alcune attività della spagnola Abertis (18,17 euro; Isin ES0111845014) senza svenarsi in guerre di offerte e controfferte con altri contendenti. Ebbene, l’accordo effettivamente è stato trovato, ma è peggiore di quello che le indiscrezioni avevano lasciato intendere. Atlantia non solo si comprerà tutte le attività autostradali di Abertis, ma investirà nel capitale della società tedesca di costruzioni Hochtief (era l’altra pretendente di Abertis) e, probabilmente, anche nelle attività satellitari che Abertis metterà in vendita. Insomma, un investimento consistente e in settori “sconosciuti”. Sia per quest’anno, sia per il prossimo, non ci aspettiamo che l’operazione porti benefici in termini di aumento dell’utile per azione di Atlantia. Al più mantieni le Atlantia. E che fare con le Abertis? Come già detto settimana scorsa vendile. Hochtief dovrebbe comunque lanciare un’offerta pubblica di acquisto sulle Abertis a 18,36 euro per azione (lievemente superiore al prezzo attuale delle Abertis in Borsa), ma non si conosce la tempistica di questa offerta. Inoltre, non è detto che l’operazione venga aperta anche agli azionisti italiani. Visto che l’obiettivo è ritirare le azioni Abertis dal listino, non farti trovare col cerino in mano: vendi ora. Le Abertis hanno staccato un dividendo di 0,4 euro per azione (lordi) il 16 marzo. Il prezzo d’Opa di Hochtief è stato abbassato a 18,36 euro per tenerne conto. 

    Sul listino di Madrid, compra, piuttosto, le Gas Natural (18,84 euro; Isin ES0116870314): sono salite in settimana dello 0,7% dopo che il gruppo ha annunciato che inaugurerà quest’anno più di 50 distributori di metano per auto. Lo sviluppo in fonti di energia pulita ci piace: il titolo è conveniente.

     

    Azioni belghe sgasate

    Tra le azioni peggiori della settimana ci sono le belghe bpost (20,76 euro; Isin BE0974268972) che hanno ceduto il 25%. Le prospettive per il 2018 non hanno convinto. In particolare, il mercato ha iniziato a temere che la società americana recentemente acquistata per risollevare le sorti del gruppo non possa dare l’apporto sperato. Noi per ora non ci spaventiamo, anche perché l’acquisizione è stata perfezionata solo qualche mese fa, ma restiamo in guardia. Per questo, nonostante il calo in Borsa, non comprare altre bpost, ma mantieni quelle che già hai. Meno brusco, ma comunque meritevole di un commento, è il calo di un altro titolo belga che probabilmente hai in mano, Atenor (46,5 euro; Isin BE0003837540). Le azioni hanno perso in settimana il 3,3% (-0,6% per il listino belga) sulla notizia che uno degli azionisti di controllo (circa il 10% del gruppo) ha venduto le azioni a 45 euro ciascuna. Il piccolo sconto rispetto al prezzo di Borsa dimostra comunque che c’è interesse per le Atenor, tanto che quelle azioni vendute sono state già riacquistate da altri soci rilevanti del gruppo. Acquista anche tu.

    Tra gli altri listini sui cui potresti aver investito, segnaliamo, in negativo, quello di Londra (-0,8%), gravato dal gelo delle relazioni con Mosca, che potrebbe precludere questo mercato a diverse multinazionali britanniche. In positivo, quello di Tokio (+1%), per ora poco spaventato dalla bufera che si è alzata su alcuni membri del governo per supposte pratiche clientelari. 

    Risposte per te

    @Fausto I calcoli che ha fatto la banca sull’ultimo dividendo di Intel sono corretti (tassato prima al 15% negli Usa e poi, sul rimanente, al 26% in Italia). La commissione di incasso dividendo se prevista dal contratto è legittima. Tieni conto, però, che molte banche non la applicano.

    @Piero Le plusvalenze ottenute dalla vendita dell’Etf Lyxor financial services (59,42 euro; Isin FR0010345363) non possono essere compensate da minusvalenze ottenuta in precedenza su azioni italiane, estere o su altri Etf. I guadagni sugli Etf non sono mai compensabili.

    @Simone Anche se la perdita sulle tue azioni Mps (3,02 euro) è del 90% non è il caso di acquistare azioni Mps ora. Come i conti del 2017 dimostrano, le difficoltà della banca persistono (vedi Altroconsumo Finanza n° 1258). Anzi, nonostante la perdita, vendi le tue azioni.

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  • Analisi
    Sospiri di sollievo: la settimana delle Borse 3 mesi fa - lunedì 12 marzo 2018
    Settimana positiva per i listini azionari: New York ha chiuso in rialzo del 3,5%. Bene anche le azioni dell’eurozona, salite, in media, del 2,9%. Su tutte svetta Milano con il suo +3,8%. Discreta, ma si ferma a un +1,4%, la Borsa giapponese.

    SPIRAGLI DI SOLE

    Tre i motivi dell’umore positivo dei mercati. Da un lato Trump è sì andato avanti con l’introduzione dei dazi sulle importazioni negli Usa di acciaio e alluminio, ma la formula scelta è stata più morbida del previsto – diversi Paesi, come il Canada, sono stati “graziati”. Questo ha un po’ dissipato le paure sullo scatenarsi di una “guerra commerciale” a livello globale. Si sono, inoltre, stemperati i timori di una guerra “reale”, e ben più tragica, in Asia: la Corea del Nord, a sorpresa, ha aperto alla possibilità di un incontro con gli Usa per valutare le operazioni di disarmo – l’indice Csi300 della Borsa cinese ha chiuso la settimana in rialzo del 2,3%. Infine, si sono allentate le paure di una rapida stretta al “doping” di liquidità: sia la Banca centrale europea, sia quella giapponese, hanno garantito tassi d’interesse bassi ancora a lungo – se i rendimenti dei bond sono bassi, il mercato tende a investire sulle Borse per sperare di spuntare qualche rendimento in più.

    Ad aiutare la Borsa di Milano ci sono state le Telecom Italia (0,832 euro), salite in settimana del 14,8% dopo la notizia dell’ingresso di un fondo d’investimento americano nel capitale della società. Potrebbero esserci accelerazioni sui progetti di separazione della rete. Se hai le azioni, mantienile.

    La Borsa di Londra ha chiuso la settimana con un progresso del 2,2%. A darle un po’ di fiato ci sono state le National Grid (783,7 pence; Isin GB00BDR05C01) risalite del 6% sulla scia del freddo record che ha colpito il Regno Unito e che dovrebbe sostenere i consumi di energia. Azione conveniente. Acquista.

    AXA: CAMBIA IL CONSIGLIO

    Nel generale clima positivo dei mercati, ci sono stati comunque alcuni titoli che non si sono comportati bene. Tra questi c’è Axa (22,49 euro; Isin FR0000120628) che ha chiuso la settimana in calo del 10,2%, dopo la notizia, a sorpresa, dell’acquisizione del gruppo assicurativo americano XL Group. L’operazione spiazza per vari motivi. Primo: mai Axa aveva acquisito una società di queste dimensioni. Questo potrebbe rendere il processo di integrazione tra i gruppi meno efficiente e veloce del previsto, limitando i possibili risparmi di costo e i ricavi aggiuntivi ottenibili. Secondo: Axa diventa prevalentemente una compagnia di assicurazione danni (50% degli utili, prima era più equilibrata anche su ramo vita e salute). Sta facendo una scommessa sulla risalita dei prezzi delle assicurazioni danni nei prossimi anni: un rischio. Terzo: per completare l’acquisizione Axa userà i proventi derivanti dalla quotazione in Borsa di una parte delle attività americane nel ramo vita – la speranza era, invece, che questi soldi andassero a irrobustire il dividendo. Alla luce di tutti questi elementi non ti consigliamo più di acquistare le Axa. Puoi, però, mantenere le azioni che hai già in mano. 

    ABERTIS: SFUMA LA GUERRA PER L'ACQUISIZIONE DEL GRUPPO

    Tra le altre azioni che potresti avere in mano e che non si sono comportate bene, ci sono le Abertis (18,64 euro; Isin ES0111845014). A sorpresa, i due pretendenti – da una parte gli italiani da Atlantia (27,85 euro), dall’altra gli spagnoli di Acs (tramite i tedeschi di Hochtief) – che sembravano pronti a battagliare a colpi di controfferte per la conquista di Abertis, sembrano aver trovato un accordo. Si potrebbe andare verso uno spezzatino di Abertis: Atlantia si prenderebbe le attività in America Latina, gli altri pretendenti quelle spagnole. Abertis verrà ritirata dal listino? E se no, che cosa avrà effettivamente in pancia? Si apre una fase di incertezza per il gruppo che potrebbe durare diversi mesi. Meglio passare all’incasso. Nonostante i cali di settimana scorsa, il titolo resta su valori superiori a quelli del nostro consiglio d’acquisto di quasi un anno fa (vedi Altroconsumo Finanza n° 1219 e 1220). Vendendo ora incassi tra il 17% e il 20% (tenendo conto del dividendo pagato a novembre). Non granché, ma è un buon risultato considerando che sullo stesso periodo la Borsa di Madrid è scesa e che le azioni mondiali hanno messo su tra il 4 e il 5% (in euro e dividendi inclusi).

    Lo “spezzatino” di Abertis farebbe molto bene ad Atlantia che otterrebbe il massimo possibile – le attività in Sud America – senza spendere un patrimonio. Per questo le Atlantia sono salite in settimana del 13,7%. Non è, però, per nulla scontato che lo “spezzatino” ci sia. Non acquistare e al più mantieni le azioni Atlantia che hai in mano.

    BUON RIALZO DI ENGIE E IBM 

    Torniamo alle buone notizie, in particolare per tre titoli azionari che probabilmente hai in mano. Il primo è IBM (159,31 Usd; Isin US4592001014), che ha chiuso la settimana in rialzo del 3,1% dopo aver ribadito gli obiettivi per i prossimi anni – aumento dei dividendi, continuazione del programma di acquisto di azioni proprie e utili netti in crescita a un tasso medio annuo compreso tra il 5% e il 10%. Noi confermiamo le stime prudenziali – il gruppo è tornato a registrare una crescita dei ricavi solo nell’ultimo trimestre 2017, dopo 22 trimestri di calo – ma le IBM restano comunque convenienti. Il secondo è Engie (13,18 euro; Isin FR0010208488), salito in settimana del 7,4%. I conti 2017 hanno riservato buone sorprese. Su tutte quella che il gruppo è in anticipo sul piano di risanamento: significa che i risultati del 2018 saranno migliori del previsto e che il dividendo che sarà pagato su questi conti (quindi nel 2019, salvo acconti) salirà a 0,75 euro per azione rispetto agli 0,70 previsti fino a oggi. Nonostante il recupero, l’azione resta conveniente. Il terzo è BMW (85,4 euro; Isin DE0005190003), salito in settimana dell’1,2% dopo i conti del 2017 che hanno portato la società a decidere di distribuire un dividendo di 4 euro per azione (stimavamo 3,6 euro lordi). Anche in questo caso l’azione è conveniente

    Ricorda, comunque, che il consiglio su un singolo titolo deve comunque rientrare in una generale strategia di portafoglio. Per esempio, se ti ritrovi nel portafoglio dedicato all’investitore difensivo (vedi pagina 15) non devi avere azioni IBM (e nessun’altra azione Usa) in mano, anche se sono convenienti e consigliamo di acquistarle.

    CAMBIO DI CONSIGLIO SU FERRAGAMO

    I risultati 2017 di Salvatore Ferragamo (21,35 euro) mostrano un utile industriale in calo del 28,6%. La società ha anche annunciato che nei primi mesi del 2018 persistono ancora tutte le difficoltà riscontrate a fine 2017 e per l’intero 2018 parla di “fase di transizione”. Abbiamo tagliato le attese di utile a 0,68 euro per azione nel 2018 e 0,78 euro nel 2019. Con queste prospettive, il titolo è ora caro. Vendi.

     

    Risposte per te

    @Alessandro Kraft Heinz (67,23 Usd) ha staccato l’ultimo dividendo di 0,625 dollari lordi (0,393 dollari al netto della doppia tassazione) l’8 marzo. Il pagamento è previsto dal 23 marzo. Il dividendo è pagato ogni trimestre.

    @Fabio Compra o vendi “al meglio” quando l’azione è molto scambiata. Quando, invece, la liquidità scarseggia, può essere opportuno inserire l’ordine con un limite di prezzo per evitare sorprese dovute alla mancanza di controparti.

    @Lucio Il calo delle Albemarle (101,76 Usd; Isin US0126531013) è legato ai timori di un calo dei prezzi del litio. Il crescente successo delle auto elettriche dovrebbe, però, sostenere i prezzi della materia prima. Scommessa valida.

     

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  • Analisi
    Abertis: sfuma la guerra sul titolo? 3 mesi fa - giovedì 8 marzo 2018
    Giornata intensa per le azioni Abertis e Atlantia: le prime, rispetto alla chiusura di ieri 7/3/18, sono in ribasso di poco meno del 4%. Le Atlantia, invece, guadagnano poco più del 4%.
     
     
     
     

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  • Analisi
    Mare in burrasca: la settimana delle Borse 3 mesi fa - lunedì 5 marzo 2018
    Per ora non c’è una reazione drammatica, ma l’incertezza emersa dalle urne potrebbe pesare sulla Borsa di Milano a lungo. Al di là della questione italiana, infatti, tutte le Borse non si stanno comportando per niente bene. 

    Variazioni settimanali su prezzi al 02/03/18

    New York -2%

    Anche New York è in balìa della politica. Da un lato c’è quella monetaria della Banca centrale. Come detto a pagina 1, alla prima uscita ufficiale i nuovi vertici non hanno fatto una bella impressione e hanno alimentato il timore che si vada verso un rialzo dei tassi d’interesse più consistente del previsto. Dall’altro c’è quella commerciale di Trump, che ha ufficializzato l’introduzione di dazi per le importazioni d’acciaio e alluminio. Questo potrebbe portare a ritorsioni da parte di altri Paesi che potrebbero penalizzare le esportazioni Usa. Insomma, tra rialzo dei tassi e possibili problemi alle esportazioni il mercato ha cominciato a temere per la crescita degli utili delle aziende Usa e questo ha determinato le vendite a New York. 

    A mettere di cattivo umore i mercati ci sono state le dichiarazioni dei vertici della Banca centrale giapponese: anche a Oriente il “doping” di liquidità potrebbe finire prima del previsto. Tokio ha chiuso a -3,2%.

     

    Gli impatti dei dazi sui titoli delle materie prime

    La notizia dei dazi di Trump, comunque, a qualcuno ha fatto bene. Le azioni Schnitzer Steel (34,68 Usd; Isin US8068821060) nella giornata di giovedì 1° marzo, quella in cui Trump ha annunciato i dazi, sono salite di circa il 2% contro un calo della Borsa americana dell’1,3%. Schnitzer Steel è un produttore americano di acciaio quindi altre aziende Usa potrebbero rivolgersi maggiormente a lei piuttosto che pagare dazi pesanti sulle importazioni estere. L’impatto dei dazi sui conti di Schnitzer, comunque, rischia di essere limitato. Un po’ perché comunque le società Usa importano già ora poco acciaio dall’estero, un po’ perché alcune aziende Usa potrebbero spostare direttamente la produzione all’estero. Non vediamo spazi per una speculazione di breve termine su Schnitzer Steel. In ogni caso, comunque, il titolo resta conveniente: compralo per un investimento di lungo periodo. Allo stesso motivo, per ora, non ci spaventiamo più di tanto per i cali che hanno colpito i produttori di materie prime europei, su tutti ArcelorMittal (26,69 euro; Isin LU1598757687) e Rio Tinto (3.638,5 pence; Isin GB0007188757) le cui azioni sono scese, in settimana, rispettivamente del 5,3% e del 9,1%. Mantieni le Arcelor, acquista le Rio Tinto.

     

    La stagione dei conti trimestrali in europa: chi perde…

    A pesare sulle Borse europee, che hanno chiuso la settimana con un calo medio del 3,9%, hanno pesato anche le reazioni negative ai conti trimestrali pubblicati da alcune importanti società. Ne sa qualcosa Carrefour (17,40 euro; Isin FR0000120172) che in settimana ha perso il 9,2% dopo aver dovuto mettere a bilancio pesanti svalutazioni sulle attività in Italia, che hanno portato il risultato del 2017 in rosso. Il dividendo a valere sui conti 2017 è stato così ridotto a 0,46 euro (circa un terzo in meno rispetto al passato). Per ora, però, non ci spaventiamo: il gruppo ha annunciato poche settimane fa un piano di riduzione dei costi che dovrebbe dare qualche frutto già quest’anno. Se hai le Carrefour in mano, mantienile.

     

    … e chi guadagna

    Sempre in ambito di supermercati, va segnalato il rialzo del 4,3% delle Ahold Delhaize (18,38 euro; Isin NL0011794037). In questo caso i conti sono stati superiori alle attese: l’utile netto finale del 2017 è stato di 1,45 euro per azione (contro nostre previsioni prudenti di 1,16 euro) e il dividendo è stato portato a 0,63 euro per azione (ci aspettavamo 0,58 euro). L’aspetto che, però, è piaciuto di più è stato il risultato negli Usa: si temeva la concorrenza dei discount – per questo il mercato aveva punito il titolo nella primavera/estate del 2017 – ma per ora il gruppo sta dimostrando di avere la forza di resistere. Le azioni Ahold Delhaize hanno recuperato parecchio terreno dai minimi dell’agosto scorso, ma restano convenienti. Acquista. Tra i pochi titoli che hanno chiuso la settimana in rialzo c’è Sioen (29,95 euro, Isin BE0003743573; +0,7%). Il mercato ha apprezzato il rialzo dei ricavi del 30% e, soprattutto, del dividendo (di circa il 6%). Le acquisizioni, oltre a maggiori ricavi, stanno portando, però, maggiori costi – l’utile è stato sotto le nostre attese. Limitati a mantenere.

     

    La Germania si è rasserenata a livello politico solo nel fine settimana a breve il nuovo Governo dovrebbe insediarsi. Il Paese, però, potrebbe essere tra quelli europei più danneggiati dai dazi di Trump. Per questo il listino di Francoforte ha chiuso la settimana con un calo del 4,6%, superiore a quello medio delle colleghe dell’eurozona (-3,4%). Tra i titoli che più hanno pagato dazio c’è anche Basf (83,32 euro, Isin DE000BASF111; -5,5%). I conti 2017 non sono andati male, ma le prospettive per quest’anno sono state deludenti – crescita dell’utile industriale al massimo del 10% contro il +36% del 2017. La prossima fusione delle attività legate al petrolio con quelle della connazionale DEA dovrebbe però aiutare i conti. Mantieni. 

     

    Alti e bassi a Milano

    Piazza Affari ha chiuso la settimana a -3,4%. Tra le poche azioni che si sono salvate ci sono le Poste Italiane (6,87 euro), salite in settimana del 2,3% dopo la presentazione di un piano strategico che promette più profitti e più dividendi grazie alla vendita di nuovi prodotti, come la Rc auto. Ritocchiamo al rialzo le stime, ma il consiglio non cambia: mantieni. Male le Atlantia (24,49 euro) scese in settimana del 3,9% dopo che il gruppo ha acquistato il 15% di Eurotunnel per 1 miliardo di euro circa. Non solo: ha aumentato il dividendo del 25% e dovrebbe rialzare l’offerta per comprare Abertis (19,47 euro, Isin ES0111845014; mantieni). Tante operazioni che rischiano di pesare sul bilancio in termini di debiti. Al più, mantieni le Atlantia. 

     

    Poco prima di andare in stampa, Axa (25,05 euro; Isin FR0000120628) ha annunciato che acquisirà la società Usa XL Group (ramo danni). A una prima occhiata il prezzo pattuito ci sembra troppo alto. Per ora mettiamo il consiglio in revisione, seguici sul sito per le novità.

     

    Risposte per te

    @Adelchi Ogni mese pubblichiamo una tabella che riassume tutti i dividendi staccati dalle azioni che seguiamo nel mese precedente. Il dividendo 2018 alle pagine 4-6 è quello da noi stimato a valere sul bilancio 2018 (pagato, salvo acconti, nel 2019).

    @Francesco La scelta dei listini su cui puoi operare tramite il trading online è a discrezione della banca. Banca dinamica ti fa operare solo su azioni quotate in Italia. Ing direct nemmeno su tutti i segmenti di Piazza Affari (per esempio il Sedex è escluso).

    @Santo Oriflame (372,6 sek; Isin CH0256424794) ha presentato conti trimestrali che hanno convinto il mercato. Questo spiega perché dalla chiusura del 9 febbraio il titolo ha messo su il 19,2%. Nonostante questo rialzo il titolo è ancora conveniente.

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Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 28,40 EUR
Minimo degli ultimi 12 mesi 23,58 EUR
ISIN IT0003506190
Borsa Milano
Beta 0,94
Volatilità 20,30 %
Numero di azioni 825.783.800
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 20,23 EUR
Settore Energia e servizi alle collettività
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 50.003 EUR
Punteggio corporate governance 5

Indici chiave per azione (EUR)

2018 (e) 2017 (e) 2016 (e) 2015
Dividendo 1,32 1,22 0,97 0,88
Utile corrente 1,48 1,43 1,37 1,04
Utile netto 1,48 1,43 1,37 1,04
Cash Flow corrente 2,83 2,75 2,66 1,41
Cash Flow netto 2,83 2,75 2,66 1,41
EBIT 3,25 3,13 2,81 2,74
EBITDA 4,60 4,45 4,11 3,17
Patrimonio netto 10,17 10,01 8,25 7,78
Patrimonio netto tangibile 4,84 4,68 2,92 2,46

Rendimento in euro

Atlantia Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi -1,69 % 2,32 % 7,95 %
Rendimento ultimi 6 mesi -5,10 % -1,05 % 6,00 %
Rendimento ultimo anno -0,04 % -1,26 % 9,12 %
Rendimento ultimi 5 anni 19,32 % 6,26 % 14,67 %

Indici finanziari della società

2017 (e) 2016 (e) 2015 2011
Pay out - - 46,36 % 29,09 %
Current ratio - - 1,13 0,66
ROE - - 13,24 % 22,82 %
ROE netto - - 13,31 % 25,40 %
Margine lordo - - - -
Margine netto - - 16,18 % 17,00 %
EBIT margin - - 37,22 % 36,27 %
EBITDA margin - - 43,03 % 47,45 %
Tax rate - - 32,59 % 32,99 %
Gearing - - 128,43 241,20
Patrimonio netto / totale attivo - - 23,70 % 16,05 %

Dati di Borsa per azione

2018 (e) 2017 (e)
Rendimento da dividendo 5,39 % 4,98 %
Prezzo/utile corrente 16,55 17,13
Prezzo/cash flow corrente 8,66 8,91
Prezzo/patrimonio netto 2,41 2,45
Prezzo/patrimonio netto tangibile 5,06 5,24
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 7,84 % -

(e) : stima

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