Autogrill

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Articoli

  • Analisi
    Autogrill: acquisizione in Germania un mese fa - lunedì 5 marzo 2018
    La prospettiva di una cessione d’attività – o di una fusione con un’altra azienda – si allontana e il titolo scende, in questo 2018, più della Borsa italiana.
     
     
     
     

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  • Analisi
    La settimana delle Borse: la festa, appena cominciata, è già finita? 4 mesi fa - venerdì 22 dicembre 2017
    La riforma delle tasse voluta da Trump è stata approvata, ma la reazione di Wall Street non è stata granché positiva. Deboli anche le Piazze europee, dopo l’esito elettorale in Catalogna che ha premiato gli indipendentisti.

     Prezzi al 21/12/17

     

    Contano solo le attese

    Non è una sorpresa che l’approvazione della riforma fiscale non abbia avuto un particolare impatto sui listini azionari. Come ti avevamo detto su Altroconsumo Finanza n° 1249, i mercati avevano già scontato il via libera alla manovra. E c’è un vecchio adagio di Borsa che suona così: compra per le indiscrezioni, vendi per la loro conferma. Ora bisognerà vedere se la riforma fiscale darà gli effetti sperati in termini di crescita economica e di aumento dei dividendi pagati dalle aziende. Un piccolo segnale lo ha già dato il colosso della telefonia AT&T (38,88 Usd; Isin US00206R1023). Proprio per effetto della riforma fiscale, ha già deciso di pagare un bonus di 1.000 dollari a ognuno dei circa 200.000 dipendenti e di portare la cifra da investire negli Usa a 1 miliardo di dollari. Questi investimenti dovrebbero dare ritorni in termini di utili nei prossimi anni. Mantieni.

     

    Il rialzo dei tassi e il calo delle utility

    Se il rialzo degli utili e dei dividendi da parte delle grandi aziende di Wall Street non dovesse esserci, la Borsa Usa potrebbe soffrire. Non fosse altro perché la “concorrenza” dei “BTp” americani torna a farsi sentire. Per la prima volta dal 2008, infatti, il rendimento dei titoli di Stato americani a 2 anni ha superato il rendimento da dividendo offerto mediamente dalle azioni a stelle e strisce. È un aspetto importante: finora la corsa di New York è stata determinata anche dal fatto che, con i rendimenti al lumicino offerti dai titoli di Stato, non c’era alternativa all’investimento in Borsa per spuntare rendimenti decenti. In particolare, il rialzo dei rendimenti dei bond ha pesato sull’andamento dei titoli del settore utility, considerati una sorta di alternativa all’investimento in titoli di Stato. La reazione del mercato è eccessiva: se c’è crescita economica, c’è aumento dei consumi di energia. Una manna per queste società che vendono luce e gas. Non per nulla la Dominion (80,65 Usd; Isin US25746U1097), società che fa parte delle “magiche” azioni che ti fanno vivere di rendita, ha promesso di aumentare il dividendo del 10% ogni anno da qui al 2020. Merita ancora una scommessa: per le condizioni della stessa vedi Altroconsumo Finanza n° 1246

     

    Ancora sul recesso di Unicredit

    I rendimenti dei titoli di Stato in Europa si sono mossi, in generale, meno di quelli Usa – qui da noi il “doping” di liquidità da parte della Banca centrale europea dovrebbe andare avanti ancora per un bel po’. Non per nulla i titoli europei del settore bancario in questi ultimi mesi sono andati peggio di quelli americani – il bilancio degli ultimi tre mesi è di un sostanziale pareggio per i titoli europei contro un progresso medio del 10% dei titoli bancari a stelle e strisce. Discorso diverso per i titoli bancari di casa nostra: sono andati peggio di quelli europei sia per effetto delle tensioni politiche in previsione delle prossime elezioni, sia per colpa della zavorra rappresentata dai crediti “marci” che ancora pesa sui bilanci di diverse banche (quelli di Carige e del Credito Valtellinese sono solo alcuni degli ultimi casi eccellenti). Unicredit (16,18 euro) non poteva non risentire di questo momento negativo per il settore nostrano. Il suo prezzo in Borsa, al momento in cui questa rivista va in stampa, è sceso sotto il prezzo di “recesso” di 16,34 euro di cui ti abbiamo parlato su Altroconsumo Finanza n° 1249. Ciò nonostante, non ha senso recedere (cioè vendere) a 16,34 euro per poi riacquistare a prezzo corrente di mercato. La procedura di recesso, infatti, è lunga: devono verificarsi tutta una serie di condizioni prima che il controvalore delle azioni ti possa essere liquidato. Inoltre, da qui a quel momento le tue azioni saranno “congelate”. Possono passare diverse settimane. Non ci piace. Tieni le tue Unicredit: sono azioni convenienti.

     

    Bene i titoli petroliferi

    Oltre ai titoli bancari Usa, negli ultimi giorni si sono ben comportati anche i titoli del settore petrolifero. In particolare, sono andati bene i titoli delle società che offrono servizi all’industria petrolifera, come la nostra Saipem (3,72 euro). La fusione tra due società americane del settore ha fatto partire un po’ la speculazione sul fatto che anche altre azioni possano essere interessate da operazioni di questo tipo. Nel caso specifico, Saipem potrebbe essere al massimo una preda, più che un predatore, ma non ci sembra il caso di scommettere su questa eventualità. Saipem deve ancora dimostrare di aver fatto pulizia di bilancio – la perdita di una causa in Algeria peserà sui conti 2017. Al più mantieni le Saipem che già hai.

     

    Il pepe sul piatto

    Le operazioni di fusione e acquisizione hanno dato pepe anche ai titoli del settore alimentare. Persino Autogrill (11,1 euro) sembra pronta a far parte del risiko di settore comprando una società che gestisce punti di ristorazione sulla rete ferroviaria tedesca. Anche se andasse in porto, l’operazione avrebbe comunque un impatto piccolo sul bilancio di Autogrill. Vendi.

     

    Risposte per te

    @Alessandro Lo scorso 13 dicembre Albemarle ha staccato una fettina di dividendo pari a 0,32 dollari lordi per azione (al netto della doppia tassazione l’importo è di 0,201 dollari per azione). Il pagamento, però, è previsto solo a partire dal 2 gennaio 2018.

    @Giancarlo Le tasse che ti ha fatto pagare la tua banca sull’acquisto delle azioni Unicredit sono corrette. Sono legate alla Tobin Tax: si applica solo sull’acquisto di azioni di grandi società italiane ed è pari allo 0,1% dell’importo che stai investendo.

    @Marcello Le azioni Usa si comprano come le azioni italiane. Per farlo, ti basta aprire un conto titoli presso la tua stessa banca. L’unica differenza è che le commissioni di compravendita sono più alte per le azioni americane rispetto a quelle per le azioni italiane.

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  • Analisi
    Autogrill: si guarda intorno per fusioni/acquisizioni/cessioni 10 mesi fa - lunedì 19 giugno 2017

    Già a inizio 2015 il titolo Autogrill si era infiammato sulle aspettative di operazioni straordinarie. Poi non c’era stato nulla. Ora è tornato a brillare per lo stesso motivo.

    Prezzo al momento dell'analisi (16/06/17): 11,19 EUR
    Consiglio: Vendi

     

    I vertici della società hanno ribadito che si stanno guardando intorno per “una grande operazione”. La cessione delle attività italiane? La fusione con qualche altro attore del settore? Non si sa. È da inizio 2015 che si rincorrono le voci, ma finora non si è realizzato niente di tale portata, e per ora di concreto non c’è nulla. Secondo noi, non verranno prese decisioni fino a quando non si capirà come andrà a finire l’operazione tra Atlantia e Abertis – i principali azionisti di Atlantia sono gli stessi di Autogrill. Almeno diversi mesi, dunque: non speculare su Autogrill. Per il resto, la società non ha pubblicato i conti trimestrali del primo trimestre 2017 – può farlo sulla base delle nuove regole, ma a noi è una cosa che non piace – ma ha solo dato indicazioni sull’andamento dei ricavi nel corso dei primi 4 mesi dell’anno: +5% circa, in linea con le nostre attese per l’intero anno. Il titolo è caro.

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  • Analisi
    Autogrill: venderà le attività in Italia? un anno fa - venerdì 14 aprile 2017

    Il titolo è salito molto negli scorsi giorni, dopo la notizia della riorganizzazione societaria. Che si vada a una vendita delle attività in Italia? 

    Prezzo al momento dell'analisi (13/04/17): 10,23 EUR
    Consiglio:Vendi

    Nel 2013 Autogrill ha scorporato – e poi venduto – le attività legate ai negozi duty free negli aeroporti. Per questo il mercato ha pensato che la riorganizzazione societaria annunciata, a sorpresa, pochi giorni fa lasci presagire un’altra operazione di questo tipo. Siamo piuttosto scettici: le attività italiane sono molto meno appetibili di quanto non fossero le attività legate ai duty free. Non per nulla, sono l’unica attività del gruppo che non cresce – ricavi in calo dell’1,5% nel 2016 rispetto al 2015 (non abbiamo ancora a disposizione i dati del primo trimestre 2017). È chiaro che Autogrill vorrebbe venderle per concentrarsi su estero e aeroporti – vendite cresciute di oltre l’8% nel 2016. Per ora non teniamo conto di eventuali cessioni di attività  - non vale la pena scommettere su questa eventualità - e stimiamo un utile per azione di 0,39 euro per il 2017 (0,33 euro nel 2016 al netto delle componenti straordinarie). Il titolo resta caro.

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  • Analisi
    Autogrill: Norges Bank al 3% del capitale un anno fa - lunedì 12 dicembre 2016
    Negli ultimi anni Autogrill si è comportata bene in Borsa, beneficiando del generale buon andamento dei titoli legati a viaggi e svago.
    Prezzo al momento dell'analisi (09/12/16): 8,18 EUR
    Consiglio: Vendi

    La Norges Bank, che gestisce anche il fondo sovrano norvegese, ha ora in mano il 3% di Autogrill. È il secondo principale azionista dopo la famiglia Benetton che, comunque, mantiene il controllo e la maggioranza del gruppo. Nel frattempo, i conti del terzo trimestre hanno mostrato per Autogrill ricavi in crescita di circa il 3% rispetto al terzo trimestre 2015, utili industriali, al netto della quota parte degli oneri pluriennali, in progresso di quasi il 5% e utili netti in salita di circa il 12%. Sono risultati buoni, migliori delle nostre attese: abbiamo rialzato le stime sull’utile per azione 2017 da 0,38 a 0,43 euro anche per tener conto dei nuovi contratti. Seguiamo allora l’esempio della banca norvegese? No. Ai prezzi attuali, si pagano circa 18 volte gli utili attesi del gruppo, mentre in generale la media per i titoli milanesi è 12. Troppo. Il titolo è ancora caro.

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 11,65 EUR
Minimo degli ultimi 12 mesi 9,96 EUR
ISIN IT0001137345
Borsa Milano
Beta 0,80
Volatilità 29,03 %
Numero di azioni 254.400.000
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 2,63 EUR
Settore Alimentari e bevande
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 5.804 EUR
Punteggio corporate governance 6

Indici chiave per azione (EUR)

2018 (e) 2017 (e) 2016 (e) 2015
Dividendo 0,22 0,19 0,16 0,12
Utile corrente 0,45 0,41 0,33 0,25
Utile netto 0,45 0,38 0,39 0,25
Cash Flow corrente 1,32 1,25 1,16 0,97
Cash Flow netto 1,32 1,22 1,22 0,97
EBIT 0,83 0,73 0,79 0,60
EBITDA 1,70 1,57 1,62 1,48
Patrimonio netto 2,59 2,37 2,38 2,08
Patrimonio netto tangibile -0,62 -0,84 -1,03 -1,32

Rendimento in euro

Autogrill Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi -6,52 % -4,23 % -4,27 %
Rendimento ultimi 6 mesi -8,99 % -2,48 % 0,62 %
Rendimento ultimo anno 3,15 % 1,46 % -0,04 %
Rendimento ultimi 5 anni 20,93 % 6,12 % 13,18 %

Indici finanziari della società

2017 (e) 2016 (e) 2015 2011
Pay out - - 47,47 % 56,17 %
Current ratio - - 0,62 0,60
ROE - - 12,12 % 17,82 %
ROE netto - - 12,12 % 17,82 %
Margine lordo - - - -
Margine netto - - 1,59 % 2,12 %
EBIT margin - - 3,07 % 4,62 %
EBITDA margin - - 7,61 % 9,41 %
Tax rate - - 30,49 % 36,60 %
Gearing - - 116,66 213,16
Patrimonio netto / totale attivo - - 23,71 % 18,26 %

Dati di Borsa per azione

2018 (e) 2017 (e)
Rendimento da dividendo 2,13 % 1,84 %
Prezzo/utile corrente 22,96 25,20
Prezzo/cash flow corrente 7,83 8,26
Prezzo/patrimonio netto 3,99 4,36
Prezzo/patrimonio netto tangibile - -
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 5,25 % -

(e) : stima

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