Axa FR0000120628

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Articoli

  • Analisi
    Axa: conferma obiettivi futuri 2 mesi fa - lunedì 20 novembre 2017
    Facendo il punto sulla strategia di crescita, Axa ha confermato nuovamente tutti i suoi obiettivi. Il mercato non è rimasto particolarmente impressionato e il titolo non ha rialzato la testa.
     
     
     
     

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  • Analisi
    Tra trionfo e tragedia: la settimana delle Borse 4 mesi fa - lunedì 25 settembre 2017
    Bilanci quasi invariati per i listini azionari: New York ha chiuso a +0,1%, le Borse europee, in media, a +0,8%. L’avvio di questa settimana è stato relativamente tranquillo: l’esito delle elezioni tedesche sembra non spaventare i mercati. 

    Variazioni settimanali su prezzi al 22/09/17 

     

    Bene i titoli bancari americani

    La riunione della Banca centrale Usa era uno degli appuntamenti più attesi della settimana appena finita. Da un lato, l’autorità monetaria ha confermato che da ottobre inizierà la riduzione del doping di liquidità – per i dettagli vedi pagina 11 – dall’altro, però, ha lasciato intendere che la stretta monetaria, in termini di rialzo dei tassi d’interesse, potrebbe essere più lenta di quanto preventivato. Bastone e carota: l’effetto finale sulle Borse è stato sostanzialmente limitato – spavento all’inizio sulla notizia della riduzione del doping, sospiro di sollievo dopo. In ogni caso, un rialzo dei tassi d’interesse a dicembre è ancora probabile: per questo, i vincitori della settimana sono stati i titoli americani del settore bancario, saliti, in media, del 3,5% – i loro margini di guadagno, in questi anni di tassi d’interesse bassi, si sono progressivamente ridotti. Bank of America (25,02 Usd; Isin US0605051046), col suo +2,6% settimanale, si è riportata sui massimi degli ultimi cinque anni. Il titolo, però, è ancora correttamente valutato: mantieni. Positivo anche l’andamento dei titoli Usa del settore assicurativo (+1%), nonostante i nuovi uragani nell’Atlantico. Tra i titoli del settore assicurativo si è distinto Axa (24,96 euro; Isin FR0000120628), salito dell’1,6% sulle voci di novità sulle attività di gestione patrimoniale – fusione con quelle di Natixis o cessione a Bnp Paribas. Sono voci che non ci dispiacciono: confermiamo il consiglio sul titolo. Acquista.

     

    Banche europee: occhi sulla questione commerzbank

    Anche le azioni bancarie europee sono salite (+1,4%), ma qui da noi l’attenzione si è concentrata sul destino di Commerzbank (11,17 euro; Isin DE000CBK1001). A metà settimana si è, infatti, diffusa la voce che il governo tedesco stesse per vendere il pacchetto di azioni Commerzbank che ha in mano. Tra i pretendenti si è parlato di Unicredit (17,81 euro) e il mercato non l’ha presa bene, facendo perdere al titolo il 2,2% nella sola giornata di mercoledì 20 – Commerzbank è una banca in difficoltà, che ha chiuso il primo semestre in perdita e che licenzierà diecimila persone. Poi, però, il Tesoro tedesco ha smentito di avere allo studio una vendita (almeno per ora) e le azioni Unicredit hanno ripreso fiato, tanto da chiudere la settimana con un +1%. Non ci aspettiamo che Unicredit si butti in un’operazione di questo tipo: confermiamo il consiglio. Acquista. Non speculare su Commerzbank: dopo il +4% settimanale, la corsa rischia di sgonfiarsi, soprattutto se il governo tedesco la tirerà per le lunghe con la vendita. Considerata la situazione della banca, il gioco non vale la candela.  

     

    Titoli tecnologici in affanno per colpa di apple

    Tra le azioni peggiori della settimana ci sono state, invece, quelle del settore tecnologico – l’indice Nasdaq, che ne include tante, ha perso lo 0,3%. A condizionarle c’è stato il -5% di Apple (151,89 Usd; Isin US0378331005): indiscrezioni parlano di ordini ben sotto le attese per il telefonino iPhone8. Inoltre, il nuovo orologio intelligente Watch Series 3 ha ancora problemi di connessione, a pochissimi giorni dal lancio. Non solo buone notizie, visto che il mercato aveva puntato molto sul successo di questi prodotti. Al più, le azioni Apple sono da mantenere (se sei un investitore prudente, vendile assieme a tutte le altre azioni americane). Tra i titoli tecnologici, spicca il +0,9% di Alphabet A (943,26 Usd; Isin US02079K3059) dopo che la società ha deciso di acquistare una parte delle attività del produttore di smartphone HTC. L’operazione dovrebbe permettere ad Alphabet di sfidare ancor più Apple – anche se per vedere gli impatti dell’acquisizione ci vorrà del tempo. Mantieni le Alphabet.

     

    Ondata di fusioni nella telefonia?

    A proposito di telefoni, il settore delle telecomunicazioni è stato tra i più vivaci della settimana (il bilancio finale medio è di un +0,8%). Sono, infatti, ripartite le discussioni per una fusione tra gli operatori americani Sprint e T-mobile: se l’operazione dovesse andare in porto, Deutsche Telekom (15,55 euro; Isin DE0005557508) potrebbe emergere come il principale azionista del nuovo gruppo. Le azioni del colosso tedesco hanno chiuso la settimana a +3,8%: se le hai in mano, mantienile, altrimenti non le comprare. Per ora la prospettiva di un nuovo colosso con cui concorrere, non ha penalizzato i due principali operatori di telefonia negli Usa: le azioni AT&T (38,59 Usd; Isin US00206R1023) e le azioni Verizon (49,90 Usd; Isin US92343V1044) hanno chiuso la settimana, rispettivamente, a +4% e a +4,3%. Che siano nell’aria fusioni e acquisizioni anche per questi due colossi? Per ora lo escludiamo: limitati a mantenere le azioni AT&T e Verizon che hai già in mano, ma non comprarne di nuove. Speriamo che queste grandi manovre “sveglino” un po’ anche Telefónica (9,05 euro; Isin ES0178430E18): da tempo ragiona sulla cessione della controllata inglese O2, ma finora non ha concretizzato nulla. L’operazione farebbe bene al gruppo e questo potrebbe essere il momento giusto per portarla in porto. Le azioni Telefonica hanno chiuso la settimana a -0,5% e sono convenienti. Acquista.

     

    Venti di guerra

    Le Borse sono state anche ostaggio delle minacce di guerra in Corea del Nord, acuitesi dopo il discorso del presidente Trump alle Nazioni Unite. Per ora non ci sono particolari reazioni scomposte, ma la tensione è strisciante. Lo dimostra il progresso del 2,4% registrato dai titoli della Difesa. Tra questi, ha spiccato Bae Systems (632 pence; Isin GB0002634946), che ha chiuso in rialzo del 6% grazie all’importante commessa in arrivo dal Qatar (dove ci sono altri venti di guerra). Il titolo in estate aveva sofferto un po’ per la debolezza del dollaro Usa (i risultati fatti oltreoceano pesano meno), un po’ per il rischio di essere esclusa da possibili gare causa l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, ma secondo noi resta conveniente

    Madrid, tra le Piazze europee, è stata tra le peggiori della settimana, chiudendo a +0,1%. Milano, invece, è stata tra le migliori, chiudendo a +1,4%. La Borsa di Londra ha chiuso la settimana a +1,3%.

     

    Risposte per te

    @Alessandro Il 14 novembre è previsto lo stacco di un’altra fettina (0,25 euro per azione) del dividendo 2017 di Oriflame. Il pagamento dovrebbe partire già pochi giorni dopo (previsto per il 23 novembre).

    @Piero Il prezzo di Nation Grid è di 944,1 pence (indicati anche come GBp, con la p piccola). 100 pence fanno una sterlina: la tua banca può indicarti il prezzo come 9,441 GBP (sterline, con la P grande).

    @Pietro Xerox ha effettuato un raggruppamento azionario lo scorso 15 giugno (1 azione nuova per ogni 4 possedute). In tale occasione il codice Isin è cambiato da US9841211033 a US9841216081.

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  • Analisi
    Un altro piccolo record per Wall Street: la settimana delle Borse 4 mesi fa - lunedì 18 settembre 2017
    Grazie al +1,6% fatto segnare in settimana, la Borsa Usa si è portata su nuovi massimi storici. Bene anche le Borse europee che, in media, sono salite dell’1,4%. L’ottimismo, però, è fragile e le tensioni legate a un conflitto in Corea del Nord potrebbero far tornare il brutto tempo sui mercati.

    Prezzi e variazioni settimanali al 15/09/17 

     

    Il rimbalzo degli assicuratori

    A sostenere la salita delle Borse c’è stato il rimbalzo dei titoli degli assicuratori – le azioni di quelli specializzati nel ramo danni sono salite, in media, dell’1,7%. L’uragano Irma che ha colpito la Florida si è dimostrato, infatti, meno devastante del previsto: ora i danni stimati dal settore assicurativo sono tra i 20 e i 40 miliardi di dollari contro i 100 che si temevano all’inizio. Sui danni effettivi, però, c’è ancora incertezza: meglio evitare di investire sul settore assicurativo americano. Gli assicuratori europei sembrano essere molto poco esposti ai disastri naturali avvenuti dall’altra parte dell’Oceano, ma questo comunque non vuol dire che lo scenario in cui si muovono sia tutto rose e fiori: il permanere di bassi tassi d’interesse (e il rischio che questa situazione in Europa possa proseguire a lungo) pesa ancora sui loro bilanci. Nel settore consigliamo di acquistare solo due titoli: Generali (15,32 euro; +2,4% in settimana) e Axa (24,55 euro, Isin FR0000120628; +2,5%) – la prima era già presente sul promettente mercato asiatico, la seconda vi ci sta investendo con decisione. La settimana è stata positiva per tutto il settore finanziario (+1,8%). In particolare, sono andati beni i titoli bancari europei, saliti dell’1,9%. Compra Unicredit (17,64 euro; +5,4%) e Intesa Sanpaolo (2,91 euro; +3,6%).

     

    La corsa dei petrolieri

    Un’ottima spinta è arrivata anche dai titoli del settore energetico (+2,2% in media), che hanno beneficiato dell’ulteriore rialzo dei prezzi del greggio – quello di qualità brent si è ormai riportato sui 55 dollari al barile (+3% in settimana), valori che non vedeva dallo scorso aprile. A infiammare l’oro nero sono stati i dati che hanno mostrato nel secondo trimestre dell’anno un aumento della domanda di greggio, a livello mondiale, come mai si era visto negli ultimi due anni. Ma non solo: a questo si è aggiunta una riduzione dell’attività delle trivelle che potrebbe intensificarsi nei prossimi mesi. Maggiore domanda e minore offerta sono le classiche condizioni che portano a un aumento dei prezzi. Vedremo, però, quanto i Paesi del Medioriente andranno davvero avanti con il “freno tirato”: non investire direttamente sul prezzo del greggio, c’è il rischio di ulteriori su e giù nei prossimi mesi. Meglio scegliere azioni di una compagnia petrolifera: Chevron (114,63 Usd; Isin US1667641005), per esempio, ha già riorganizzato le attività per riuscire a reggere anche a fronte di una nuova discesa del greggio. Il titolo ha messo su il 3,5% in settimana, ma resta convenienteEni (13,81 euro; +2,6%) ha staccato il 18 settembre l’acconto sul dividendo 2017. L’importo è di 0,4 euro, un valore in linea con le nostre attese. Confermiamo il consiglio: mantieni. 

     

    Apple non scalda più di tanto i tecnologici

    Poca spinta, invece, è arrivata da Apple (159,88 Usd; Isin US0378331005): nonostante la tanto attesa presentazione del nuovo iPhone, il titolo ha chiuso la settimana con modesto rialzo dello 0,8%. Non ci sorprende: le azioni erano salite tanto nelle settimane scorse sulla scia delle indiscrezioni sul nuovo telefonino e queste si sono rivelate tutte confermate – in finanza vale il solito adagio, compra sulla base delle indiscrezioni, vendi sulla base delle notizie. Inoltre le prime consegne avverranno un po’ più tardi del previsto. Le azioni Apple sono salite del 38% da inizio anno contro il +12% circa della Borsa Usa. Secondo noi Apple è al più da mantenere – se sei un investitore “prudente”, però, vendi le azioni Apple e tutte quelle americane. La finlandese Rovio - quella di Angry birds - di cui ti abbiamo parlato su Altroconsumo Finanza n° 1235, ha avviato l’operazione di quotazione in Borsa. Rispetto a quanto inizialmente ventilato, ha “ridimensionato” la richiesta: chiede tra 10,25 e 11,5 euro per azione, fatto che valorizza la società tra 950 e 1,1 miliardi di dollari (si parlava di 2 miliardi di dollari). È comunque tanto: non sottoscrivere queste azioni. 

     

    Teva infiamma il settore farmaceutico

    Progresso dello 0,7% per il settore farmaceutico, dove, però spicca il +16,8% di Teva Pharma (18,10 Usd; Isin US8816242098). Due i motivi alla base di questo risultato. Primo: la società ha finalmente trovato un nuovo “capitano d’azienda”. Si tratta di una persona che lavora da trent’anni nel settore e che ha guidato i laboratori danesi Novo Nordisq e Lundbeck. Secondo: la società sta andando avanti con il piano di dismissioni – ha annunciato la chiusura dell’accordo per la vendita della controllata Paragard. Le notizie sono sicuramente positive, ma preferiamo mantenere un consiglio prudente, visto che il piano di cessioni è ambizioso e che i nuovi vertici non hanno ancora dato dettagli sull’orientamento strategico. Limitati a mantenere le azioni che già hai, ma non comprarne di nuove.

     

    Londra maglia nera

    Tra le Borse europee si è distinta negativamente quella di Londra, calata del 2,2%. La ragione principale del calo va cercata nei dati sull’inflazione (la corsa dei prezzi), salita più del previsto. Questo rende più probabile un rialzo dei tassi d’interesse da parte della Banca centrale britannica e ha, quindi, spinto la sterlina a recuperare terreno nei confronti dell’euro (+3,6%). Non è il massimo per le tante società del listino che vivono di esportazioni. A questo si è aggiunta la bomba fatta esplodere nella metro di Londra che, nella giornata di venerdì 15, ha acuito la tensione già presente sul mercato. Per ora non ci spaventiamo: confermiamo il peso della Borsa inglese in portafoglio (20%) e i consigli d’acquisto su Vodafone (206,45 pence; Isin GB00BH4HKS39), scesa in settimana del 3,4%, e Rio Tinto (3.452,5 pence; Isin GB0007188757), scesa del 4,1%. 

    La Borsa brasiliana ha guadagnato il 3,7% nonostante le nuove accuse contro il presidente Temer nell’inchiesta sulla corruzione. Evidentemente il mercato non crede, per ora, che questo possa portare a un cambio nella guida del Paese (il real ha ceduto solo lo 0,3% nei confronti dell’euro). Se sei un investitore prudente, non investire sulla Borsa brasiliana. Altrimenti, dedicaci il 5% del tuo portafoglio.

    Risposte per te

    @Gianfranco La normativa sulla fiscalità degli Etf è cambiata da aprile 2014. Da allora non c’è alcun modo di compensare le plusvalenze ottenute su Etf con minusvalenze pregresse, nemmeno parzialmente.

    @Nicola Le variazioni dell’Etfs gold bullion sono corrette: seguono l’andamento dell’oro, ma risentono anche al tasso di cambio euro/dollaro. Se l’oro sale dell’1% e il dollaro perde l’1%, l’Etf resta fermo in Borsa.

    @Rosanna Il certificate 7x short che usavi con codice Isin DE000SG409N9 è ancora quotato. A seguito del raggruppamento di luglio, però, il suo codice Isin è diventato DE000SG2QNU4.

     

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  • Analisi
    Axa: il punto sui conti del 1° semestre 4 mesi fa - lunedì 4 settembre 2017

    Anche se negli ultimi giorni il titolo Axa ha ripiegato dai massimi, noi giudichiamo positivamente i conti del 1° semestre dell’anno. Inoltre, l’assicuratore francese ha confermato i suoi obiettivi di lungo termine.

    Prezzo al momento dell'analisi (01/09/17): 24,50 EUR
    Consiglio: Acquista

     

    Nonostante il contesto difficile (bassi tassi d’interesse) pesi sui suoi risultati, Axa (Isin FR0000120628) ha chiuso il 1° semestre con un utile industriale in crescita del 4% e ha visto aumentare i profitti in tutte le attività: le assicurazioni vita (+4%), le assicurazioni danni (+6%) e le gestioni patrimoniali (+11%). Il gruppo si incammina, così, verso i suoi obiettivi per il 2020. Per centrarli dovrà, però, dimostrarsi un po’ più aggressivo e trovare nuovi vettori di crescita. Per avere più fondi per finanziare la crescita (oggi dispone solo di un 1 miliardo di euro l’anno per le acquisizioni) Axa, che al momento sta perfezionando un investimento in India, quoterà in Borsa, nel corso del 2018, una parte minoritaria delle sue attività negli Usa. Potrà, così, investire nei rami legati alla salute e alle imprese e sui mercati asiatici, dove il settore assicurazioni è poco sviluppato rispetto ai Paesi occidentali.

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  • Analisi
    Axa: meno agenzie in Belgio 8 mesi fa - lunedì 22 maggio 2017
    La francese Axa ha annunciato che ridurrà il numero di agenzie in Belgio. 

    Prezzo al momento dell'analisi (19/05/2017): 23,79 euro

    Ai prezzi attuali, l’azione resta conveniente.

    Consiglio: acquista

    Axa (Isin FR0000120628) ha deciso di ridurre il numero di agenzie in Belgio, un mercato vicino alla saturazione per il settore delle assicurazioni. Nel frattempo il gruppo mira ad aumentare la percentuale di ricavi derivante dalle commissioni fisse rispetto a quelle generate dalle gestioni patrimoniali, che dipendono dall’andamento dei mercati finanziari. Per questo, il gruppo continua l’attuazione del piano strategico per il 2020, che dovrebbe consentirle di migliorare la redditività. 

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 27,26 EUR
Minimo degli ultimi 12 mesi 22,07 EUR
ISIN FR0000120628
Borsa Parigi
Beta 1,56
Volatilità 21,98 %
Numero di azioni 2.425.728.000
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 66,13 EUR
Settore Settore finanziario
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 154.402 EUR
Punteggio corporate governance 4

Indici chiave per azione (EUR)

2018 (e) 2017 (e) 2016 2015
Dividendo 1,30 1,22 1,16 1,10
Utile corrente 2,60 2,50 2,30 2,19
Utile netto 2,60 2,50 2,30 2,19
Cash Flow corrente 0,00 0,00 0,00 0,00
Cash Flow netto 0,00 0,00 0,00 0,00
EBIT 0,00 0,00 0,00 0,00
EBITDA 0,00 0,00 0,00 0,00
Patrimonio netto 39,00 37,70 36,42 34,03
Patrimonio netto tangibile 31,00 29,00 27,82 25,21

Rendimento in euro

Axa Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi 7,75 % 1,83 % 5,11 %
Rendimento ultimi 6 mesi 9,94 % 4,22 % 7,59 %
Rendimento ultimo anno 23,19 % 9,82 % 7,60 %
Rendimento ultimi 5 anni 20,32 % 6,80 % 15,38 %

Indici finanziari della società

2017 (e) 2016 2015 2014
Pay out - 50,57 % 50,24 % 49,17 %
Current ratio - - - -
ROE - 7,88 % 8,07 % 7,50 %
ROE netto - 7,88 % 8,07 % 7,50 %
Margine lordo - - - -
Margine netto - - - -
EBIT margin - - - -
EBITDA margin - - - -
Tax rate - 29,15 % 23,53 % 26,25 %
Gearing - - - -
Patrimonio netto / totale attivo - 8,50 % 7,89 % 7,82 %

Dati di Borsa per azione

2018 (e) 2017 (e)
Rendimento da dividendo 4,77 % 4,48 %
Prezzo/utile corrente 10,48 10,90
Prezzo/cash flow corrente - -
Prezzo/patrimonio netto 0,70 0,72
Prezzo/patrimonio netto tangibile 0,88 0,94
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 7,34 % -

(e) : stima

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