Bank of America

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32,03 USD 23/02/2018 22:00 New York
0,34 USD (1,07 %) Variazione dall'ultima chiusura
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11,12 % Rendimento a 1 anno
1,89 % Rendimento da dividendo
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Articoli

  • Analisi
    Bank of America: il punto sui conti 2017 un mese fa - lunedì 22 gennaio 2018
    Tra l’aumento dei tassi d’interesse, la prossima riduzione delle tasse e le misure di ristrutturazione, il titolo Bank of America ha messo a segno una bella ripresa in Borsa e si è riportato sui valori visti 10 anni fa.
     
     
     
     

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  • Analisi
    La Borsa scalda l'Europa: la settimana dei listini azionari 2 mesi fa - lunedì 11 dicembre 2017
    Risultati contrastanti per le varie Borse mondiali: Wall Street è salita di un modesto 0,4%, Tokio è rimasta piatta. Invece, i listini azionari dell’eurozona, in media, sono saliti dell’1,8%. Tra questi si è distinta Piazza Affari con il suo +3%. 
     
     
     
     

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  • Analisi
    Un altro record infranto: la settimana delle Borse 2 mesi fa - lunedì 4 dicembre 2017
    Lo storico indice Dow Jones della Borsa Usa per la prima volta nella sua storia ha chiuso una settimana (+2,9%) sopra i 24.000 punti. Meno brillanti le Borse europee, che, in media, hanno archiviato la settimana con ribassi dell’1%.
     
     
     
     

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  • Analisi
    Tra trionfo e tragedia: la settimana delle Borse 5 mesi fa - lunedì 25 settembre 2017
    Bilanci quasi invariati per i listini azionari: New York ha chiuso a +0,1%, le Borse europee, in media, a +0,8%. L’avvio di questa settimana è stato relativamente tranquillo: l’esito delle elezioni tedesche sembra non spaventare i mercati. 

    Variazioni settimanali su prezzi al 22/09/17 

     

    Bene i titoli bancari americani

    La riunione della Banca centrale Usa era uno degli appuntamenti più attesi della settimana appena finita. Da un lato, l’autorità monetaria ha confermato che da ottobre inizierà la riduzione del doping di liquidità – per i dettagli vedi pagina 11 – dall’altro, però, ha lasciato intendere che la stretta monetaria, in termini di rialzo dei tassi d’interesse, potrebbe essere più lenta di quanto preventivato. Bastone e carota: l’effetto finale sulle Borse è stato sostanzialmente limitato – spavento all’inizio sulla notizia della riduzione del doping, sospiro di sollievo dopo. In ogni caso, un rialzo dei tassi d’interesse a dicembre è ancora probabile: per questo, i vincitori della settimana sono stati i titoli americani del settore bancario, saliti, in media, del 3,5% – i loro margini di guadagno, in questi anni di tassi d’interesse bassi, si sono progressivamente ridotti. Bank of America (25,02 Usd; Isin US0605051046), col suo +2,6% settimanale, si è riportata sui massimi degli ultimi cinque anni. Il titolo, però, è ancora correttamente valutato: mantieni. Positivo anche l’andamento dei titoli Usa del settore assicurativo (+1%), nonostante i nuovi uragani nell’Atlantico. Tra i titoli del settore assicurativo si è distinto Axa (24,96 euro; Isin FR0000120628), salito dell’1,6% sulle voci di novità sulle attività di gestione patrimoniale – fusione con quelle di Natixis o cessione a Bnp Paribas. Sono voci che non ci dispiacciono: confermiamo il consiglio sul titolo. Acquista.

     

    Banche europee: occhi sulla questione commerzbank

    Anche le azioni bancarie europee sono salite (+1,4%), ma qui da noi l’attenzione si è concentrata sul destino di Commerzbank (11,17 euro; Isin DE000CBK1001). A metà settimana si è, infatti, diffusa la voce che il governo tedesco stesse per vendere il pacchetto di azioni Commerzbank che ha in mano. Tra i pretendenti si è parlato di Unicredit (17,81 euro) e il mercato non l’ha presa bene, facendo perdere al titolo il 2,2% nella sola giornata di mercoledì 20 – Commerzbank è una banca in difficoltà, che ha chiuso il primo semestre in perdita e che licenzierà diecimila persone. Poi, però, il Tesoro tedesco ha smentito di avere allo studio una vendita (almeno per ora) e le azioni Unicredit hanno ripreso fiato, tanto da chiudere la settimana con un +1%. Non ci aspettiamo che Unicredit si butti in un’operazione di questo tipo: confermiamo il consiglio. Acquista. Non speculare su Commerzbank: dopo il +4% settimanale, la corsa rischia di sgonfiarsi, soprattutto se il governo tedesco la tirerà per le lunghe con la vendita. Considerata la situazione della banca, il gioco non vale la candela.  

     

    Titoli tecnologici in affanno per colpa di apple

    Tra le azioni peggiori della settimana ci sono state, invece, quelle del settore tecnologico – l’indice Nasdaq, che ne include tante, ha perso lo 0,3%. A condizionarle c’è stato il -5% di Apple (151,89 Usd; Isin US0378331005): indiscrezioni parlano di ordini ben sotto le attese per il telefonino iPhone8. Inoltre, il nuovo orologio intelligente Watch Series 3 ha ancora problemi di connessione, a pochissimi giorni dal lancio. Non solo buone notizie, visto che il mercato aveva puntato molto sul successo di questi prodotti. Al più, le azioni Apple sono da mantenere (se sei un investitore prudente, vendile assieme a tutte le altre azioni americane). Tra i titoli tecnologici, spicca il +0,9% di Alphabet A (943,26 Usd; Isin US02079K3059) dopo che la società ha deciso di acquistare una parte delle attività del produttore di smartphone HTC. L’operazione dovrebbe permettere ad Alphabet di sfidare ancor più Apple – anche se per vedere gli impatti dell’acquisizione ci vorrà del tempo. Mantieni le Alphabet.

     

    Ondata di fusioni nella telefonia?

    A proposito di telefoni, il settore delle telecomunicazioni è stato tra i più vivaci della settimana (il bilancio finale medio è di un +0,8%). Sono, infatti, ripartite le discussioni per una fusione tra gli operatori americani Sprint e T-mobile: se l’operazione dovesse andare in porto, Deutsche Telekom (15,55 euro; Isin DE0005557508) potrebbe emergere come il principale azionista del nuovo gruppo. Le azioni del colosso tedesco hanno chiuso la settimana a +3,8%: se le hai in mano, mantienile, altrimenti non le comprare. Per ora la prospettiva di un nuovo colosso con cui concorrere, non ha penalizzato i due principali operatori di telefonia negli Usa: le azioni AT&T (38,59 Usd; Isin US00206R1023) e le azioni Verizon (49,90 Usd; Isin US92343V1044) hanno chiuso la settimana, rispettivamente, a +4% e a +4,3%. Che siano nell’aria fusioni e acquisizioni anche per questi due colossi? Per ora lo escludiamo: limitati a mantenere le azioni AT&T e Verizon che hai già in mano, ma non comprarne di nuove. Speriamo che queste grandi manovre “sveglino” un po’ anche Telefónica (9,05 euro; Isin ES0178430E18): da tempo ragiona sulla cessione della controllata inglese O2, ma finora non ha concretizzato nulla. L’operazione farebbe bene al gruppo e questo potrebbe essere il momento giusto per portarla in porto. Le azioni Telefonica hanno chiuso la settimana a -0,5% e sono convenienti. Acquista.

     

    Venti di guerra

    Le Borse sono state anche ostaggio delle minacce di guerra in Corea del Nord, acuitesi dopo il discorso del presidente Trump alle Nazioni Unite. Per ora non ci sono particolari reazioni scomposte, ma la tensione è strisciante. Lo dimostra il progresso del 2,4% registrato dai titoli della Difesa. Tra questi, ha spiccato Bae Systems (632 pence; Isin GB0002634946), che ha chiuso in rialzo del 6% grazie all’importante commessa in arrivo dal Qatar (dove ci sono altri venti di guerra). Il titolo in estate aveva sofferto un po’ per la debolezza del dollaro Usa (i risultati fatti oltreoceano pesano meno), un po’ per il rischio di essere esclusa da possibili gare causa l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, ma secondo noi resta conveniente

    Madrid, tra le Piazze europee, è stata tra le peggiori della settimana, chiudendo a +0,1%. Milano, invece, è stata tra le migliori, chiudendo a +1,4%. La Borsa di Londra ha chiuso la settimana a +1,3%.

     

    Risposte per te

    @Alessandro Il 14 novembre è previsto lo stacco di un’altra fettina (0,25 euro per azione) del dividendo 2017 di Oriflame. Il pagamento dovrebbe partire già pochi giorni dopo (previsto per il 23 novembre).

    @Piero Il prezzo di Nation Grid è di 944,1 pence (indicati anche come GBp, con la p piccola). 100 pence fanno una sterlina: la tua banca può indicarti il prezzo come 9,441 GBP (sterline, con la P grande).

    @Pietro Xerox ha effettuato un raggruppamento azionario lo scorso 15 giugno (1 azione nuova per ogni 4 possedute). In tale occasione il codice Isin è cambiato da US9841211033 a US9841216081.

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  • Analisi
    Bank of America: i conti del 2° trimestre 2017 7 mesi fa - lunedì 24 luglio 2017
    La pubblicazione dei conti del 2° trimestre non è stata accolta con particolare entusiasmo dal mercato, ma nemmeno con una matta fuga dal titolo che resta sui massimi degli ultimi 9 anni.
    Bank of America

    Bank of America

    Prezzo al momento dell'analisi (24/07/17): 23,08 USD
    Consiglio: Mantieni

    Per il 2° trimestre Bank of America (Isin US0605051046) ha pubblicato un utile per azione di 0,49 dollari: un dato superiore alle attese, ma non tale da far salire ancora il titolo. I risultati dell’attività di banca al dettaglio restano buoni grazie ai tassi d’interesse in aumento e al volume di crediti concessi. Nelle attività di negoziazione titoli, invece, i suoi profitti, come quelli dei suoi concorrenti negli Usa, scendono (prevedibile con mercati finanziari poco dinamici). Complessivamente, comunque, gli utili crescono e, peraltro, senza il contributo degli elementi straordinari che hanno aiutato in passato. I costi sono scesi a 0,60 dollari per ogni dollaro di ricavi (0,67 dollari nel 1° trimestre 2017) e l’obiettivo è di arrivare a fine 2018 con costi dimezzati rispetto al 1° semestre 2017. Alziamo le nostre stime sull’utile per azione da 1,74 a 1,85 dollari per il 2017 e da 1,9 a 2 dollari per il 2018.

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 32,50 USD
Minimo degli ultimi 12 mesi 22,23 USD
ISIN US0605051046
Borsa New York
Beta 1,58
Volatilità 25,30 %
Numero di azioni 10.550.580.000
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 334,35 USD
Settore Settore finanziario
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 1.966.443 USD
Punteggio corporate governance 4

Indici chiave per azione (USD)

2018 (e) 2017 (e) 2016 2015
Dividendo 0,60 0,39 0,25 0,20
Utile corrente 2,30 1,63 1,58 1,38
Utile netto 2,30 1,63 1,58 1,38
Cash Flow corrente 0,00 0,00 0,00 0,00
Cash Flow netto 0,00 0,00 0,00 0,00
EBIT 0,00 0,00 0,00 0,00
EBITDA 0,00 0,00 0,00 0,00
Patrimonio netto 27,20 25,50 26,54 24,68
Patrimonio netto tangibile 20,60 18,90 19,68 17,96

Rendimento in euro

Bank of America Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi 14,21 % -1,74 % -0,39 %
Rendimento ultimi 6 mesi 28,17 % 1,21 % 5,28 %
Rendimento ultimo anno 11,12 % 1,87 % -2,06 %
Rendimento ultimi 5 anni 25,56 % 5,68 % 13,77 %

Indici finanziari della società

2017 (e) 2016 2015 2013
Pay out - 25,85 % 24,81 % 16,63 %
Current ratio - - - -
ROE - 6,08 % 5,62 % 4,33 %
ROE netto - 6,08 % 5,62 % 4,33 %
Margine lordo - - - -
Margine netto - - - -
EBIT margin - - - -
EBITDA margin - - - -
Tax rate - 30,88 % 30,31 % 31,98 %
Gearing - - - -
Patrimonio netto / totale attivo - 12,20 % 11,95 % 11,07 %

Dati di Borsa per azione

2018 (e) 2017 (e)
Rendimento da dividendo 1,89 % 1,23 %
Prezzo/utile corrente 13,78 19,44
Prezzo/cash flow corrente - -
Prezzo/patrimonio netto 1,17 1,24
Prezzo/patrimonio netto tangibile 1,54 1,68
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 5,99 % -

(e) : stima

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