Barclays Bank

GB0031348658
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193,83 GBp 22/06/2018 18:02 Londra
3,82 GBp (2,01 %) Variazione dall'ultima chiusura
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-2,77 % Rendimento a 1 anno
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Articoli

  • Analisi
    Barclays: fusione in vista? 25 giorni fa - lunedì 28 maggio 2018
    La banca britannica Barclays sta studiando delle misure per rilanciare la crescita. Secondo alcune voci, tra le tante possibilità ci sarebbe anche l’avvicinamento con un concorrente.
     
     
     
     

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  • Analisi
    Barclays Bank: 1° trimestre in rosso un mese fa - lunedì 7 maggio 2018
    Le azioni Barclays non sono state aiutate da conti trimestrali in chiaroscuro e sono ridiscese sui valori di inizio anno, restando distanti da quelli di qualche anno fa. Riduciamo le stime sugli utili del 2018.

    Prezzo al momento dell'analisi (04/05/18): 205,60 pence
    Consiglio: Mantieni

     

    Barclays (Isin GB0031348658) ha chiuso il 1° trimestre 2018 in rosso (-4,2 pence) per oneri legati ancora alla crisi finanziaria di 10 anni fa. Anche al netto di queste spese, i risultati restano in chiaroscuro. Nonostante il dinamismo delle attività legate alle carte di credito, nel Regno Unito (banca al dettaglio, gestioni patrimoniali…) i ricavi scendono e il margine d’interesse (differenza tra gli interessi incassati sui prestiti e quelli pagati sui depositi) resta in calo. Le attività legate alle oscillazioni dei mercati, dopo un 4° trimestre 2017 debole, vanno meglio delle attese, ma non è detto che questa tendenza si confermi nei prossimi trimestri. In ogni caso, il gruppo ha confermato i suoi obiettivi di redditività per il 2019 e il 2020. Noi, visti i risultati del primo trimestre, riduciamo le stime sull’utile per azione del 2018 (da 16 a 8,4 pence), ma le manteniamo invariate per il 2019 (a 18 pence).

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  • Analisi
    Barclays: nuovi ingressi nel capitale 3 mesi fa - lunedì 26 marzo 2018
    Un fondo d’investimento ha acquisito il 5% dei diritti di voto della banca britannica. 

    Prezzo al momento dell'analisi (23/03/2018): 204,35 pence

    Ai prezzi attuali, l’azione resta correttamente valutata.

    Consiglio: mantieni

    Il fondo d’investimento dell’attivista Edward Bramson ha comprato oltre il 5% dei diritti di voto di Barclays (Isin GB0031348658). L’intenzione dovrebbe essere quella di far pressione sul management affinché adotti misure di ristrutturazione più drastiche per risollevare le sorti della banca. A differenza della maggior parte delle banche europee, che si sono riprese negli ultimi tempi, Barclays ha, infatti, ancora problemi di bilancio e ha chiuso il 2017 in pesante perdita. A pesare sui conti è soprattutto l’attività banca d’investimento, che non riesce ad affrontare bene la concorrenza e continua a perdere quote di mercato. Vediamo, quindi, di buon occhio l’arrivo di un azionista determinato a spingere il management a prendere il toro per le corna. Mantieni questa azione correttamente valutata.

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  • Analisi
    Entusiasmo raffreddato: la settimana delle Borse 3 mesi fa - lunedì 26 febbraio 2018
    Solo grazie a uno scatto nell’ultima seduta New York è riuscita a chiudere la settimana con un piccolo rialzo dello 0,6%. Le Borse europee, in media, hanno archiviato un bilancio invariato. Bilancio in rosso per Milano (-0,6%).

    Variazioni settimanali su prezzi al 23/02/18

     

    I verbali della banca centrale americana

    C’è stato un evento, in particolare, che in settimana ha messo New York di cattivo umore: la pubblicazione dei verbali dell’ultima riunione della Banca centrale Usa. Il mercato ha iniziato l’anno convinto che quest’ultima, nel corso del 2018, avrebbe rialzato per sole tre volte i tassi d’interesse. Questa convinzione ha cominciato a vacillare a inizio febbraio – determinando i pesanti cali dei listini – e ora, a seguito dei verbali, le aspettative di un quarto rialzo nei tassi sono salite tanto – addirittura c’è chi si spinge a pensare che i rialzi potrebbero essere cinque. L’economia è forte abbastanza da reggere a questa possibile “stretta” monetaria? Nell’ultima seduta della settimana il mercato ha trovato spunti per dare una risposta positiva a questa domanda (alcuni conti societari), ma, di fondo, resta molto nervoso.

    La Borsa di Londra ha chiuso la settimana a -0,7%. A pesare sul risultato c’è stato il -9,9% delle Reckitt Benckiser (5.920 pence; Isin GB00B24CGK77): la società ha presentato conti inferiori alle attese e non ha dato indicazioni rassicuranti per l’anno in corso. Vendi le Reckitt.

     

    I colossi che vacillano

    Infatti, se alcune società stanno mostrando conti superiori alle attese, le delusioni da parte di alcuni colossi dell’economia a stelle strisce non mancano. Su tutti, quelli della catena di distribuzione Walmart (92,89 Usd; Isin US9311421039): non solo l’utile per azione è stato inferiore alle attese, ma le vendite del gruppo tramite il canale online, proprio nell’importante stagione natalizia, sono cresciute molto meno di quello che ci si aspettava. Per questo le azioni della società hanno perso in settimana l’11,3%. In qualche modo, però, il gruppo è già corso ai ripari: entro la fine dell’anno è previsto un rifacimento totale del sito per le vendite online (con qualche anticipazione di alcune sezioni già tra qualche settimana). Vedremo se basterà. Tu, al più, mantieni queste azioni, ma non comprarle: la concorrenza di Amazon (1.500 Usd; Isin US0231351067) sembra davvero molto forte. Non per nulla le notizie delle difficoltà di Walmart hanno spinto le Amazon su nuovi massimi storici (+3,5% in settimana). E il lancio di una nuova linea di farmaci da banco – Amazon basic care (Amazon non li fa, ma li vende col suo marchio a prezzo più basso di quello che si può trovare altrove) – lascia pensare che davvero nessuno, in futuro, potrà fare a meno di comprare su Amazon. Se vuoi scommettere che così sarà, puoi ancora comprare le Amazon. Ricorda, però, che se guardiamo ai meri numeri le azioni sono molto care. Il buon padre di famiglia ne stia alla larga. Tra i colossi di Wall Street, General Electric (14,49 Usd; Isin US3696041033) ha ceduto un altro 3,7%. Al mercato non sono bastate le rassicurazioni dei vertici sul fatto di non star considerando un aumento di capitale e di prevedere a breve introiti per 4 miliardi di dollari (tramite cessioni di attività). Anche noi non siamo convinti: al più, mantieni.

     

    Incertezza elettorale

    La prospettiva di un rialzo più rapido del previsto dei tassi d’interesse non ha scaldato più di tanto le azioni delle banche Usa (in media +0,4%). Ancora peggio sono andati i titoli bancari europei (-1,3%), nonostante alcune buone notizie arrivate dal Regno Unito: Barclays (209,8 pence; Isin GB0031348658) ha annunciato che tornerà a pagare un dividendo di 6,5 pence per azione dopo averlo dovuto più che dimezzare negli anni scorsi per far fronte agli oneri di ristrutturazione. Le Barclays hanno recuperato in settimana il 4,9%, ma non tutte le difficoltà del gruppo sono superate (di per sé i conti del 2017 non sono stati così brillanti). Limitati a mantenere queste azioni. Tra i titoli bancari si sono distinti in negativo quelli di casa nostra: per esempio, Unicredit (17,23 euro) e Intesa Sanpaolo (3,08 euro) hanno perso, rispettivamente, il 3,3% e l’1,7%. Non c’è stata, però, nessuna particolare notizia che riguardasse queste due banche: semplicemente hanno risentito del generale clima negativo che si è abbattuto su Piazza Affari in previsione dell’esito elettorale, che appare sempre più incerto. Intesa e Unicredit restano convenienti e da acquistare per un investimento di lungo periodo: se vuoi proteggerti da loro eventuali cali nei prossimi giorni usa i certificate turbo short suggeriti su Altroconsumo Finanza n° 1258. Nel settore finanziario si sono difese le azioni Axa (25,48 euro; Isin FR0000120628), salite in settimana dell’1%. Il piano strategico sta dando i frutti sperati sia in termini di crescita del giro d’affari, sia in termini di redditività. Tanto che il gruppo ha fissato il dividendo (1,26 euro per azione) su un livello lievemente superiore alle nostre attese. Acquista.

     

    Telefoni bollenti

    Tra le poche azioni italiane a chiudere la settimana in positivo ci sono state le Telecom Italia (0,73 euro; mantieni), salite del 5,2% grazie al ritorno delle voci sullo scorporo della rete. Altri titoli del settore telefonico (invariato) si sono distinti. Orange (14,02 euro, Isin FR0000133308; +2,7%) ha riaperto la porta a possibili aggregazioni con altre società. Per ora grandi risposte non sono arrivate, ma la prospettiva potrebbe dar pepe alle azioni. Mantieni. Telefónica (8,02 euro; Isin ES0178430E18) ha mostrato un bilancio 2017 rassicurante e ha prospettato miglioramenti nei conti 2018. Gli investimenti sulla qualità della rete dovrebbero, infatti, permetterle di alzare le tariffe (senza perdere clienti) e di veder crescere la redditività. Le azioni sono salite in settimana del 5% ma, secondo noi, restano convenienti. Acquista. Buoni i conti di Telefônica Brasil (16,20 Usd; Isin US87936R1068): l’utile per azione del 2017 è salito sopra le nostre attese grazie al miglioramento della redditività e alla conquista di quote di mercato nella telefonia mobile. Alziamo le stime: approfitta del calo dell’1,5% fatto in settimana per acquistarle.

     

    Risposte per te

    @Felice Per il certificate 7x short di Société Générale (3,955 euro; Isin DE000SG2QNU4), che punta sul ribasso di Piazza Affari, non esiste un livello barriera – è quello che se toccato dalla Borsa fa estinguere il prodotto prima della scadenza (21/12/18).

    @Rino Vodafone ha pagato a partire dal 2 febbraio il dividendo staccato lo scorso 22 novembre – se non avevi le azioni in quella data, non lo hai ricevuto. Si tratta solo di un “acconto”: il saldo dovrebbe essere staccato a giugno con pagamento in agosto.

    @Saverio Consolidated Edison (77,63 Usd; Isin US2091151041) ha presentato buoni conti per il 2017 e ha rialzato il dividendo trimestrale da 0,69 a 0,715 Usd per azione. Il titolo paga la generale debolezza del settore utility, ma resta da avere in mano.

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  • Analisi
    Barclays Bank: chiarimenti sugli obiettivi 6 mesi fa - venerdì 22 dicembre 2017
    Il titolo Barclays ha rialzato la testa nelle ultime settimane grazie ad alcuni chiarimenti forniti dalla banca sugli obiettivi strategici. Noi, invece, siamo meno entusiasti sui chiarimenti forniti.

    Prezzo al momento dell'analisi (22/12/17): 204,55 pence
    Consiglio: Mantieni

     

    Continuiamo a dubitare della capacità di Barclays (Isin GB0031348658) di rilanciare i ricavi, migliorare la redditività e guadagnare nuove quote di mercato. La banca ha aggiornato i suoi obiettivi, ma questi restano troppo ambiziosi per le attività di banca d’investimento. La concorrenza delle grandi banche Usa resta forte e il fatto che le oscillazioni sui mercati siano contenute pesa sulle transazioni e, quindi, sulle commissioni incassate – non per nulla concorrenti del calibro di JP Morgan e Bank of America prevedono risultati in calo a fine anno per le attività più dipendenti dai mercati finanziari. Barclays ha poi superato a fatica i test sulla solidità patrimoniale: una situazione che potrebbe impedirle di aumentare a ritmi più elevati il dividendo. Ci aspettiamo, quindi, che nel 2018 distribuisca in dividendi solo il 30% dei profitti, contro il 50% medio distribuito da altri concorrenti.

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 217,00 GBp
Minimo degli ultimi 12 mesi 178,90 GBp
ISIN GB0031348658
Borsa Londra
Beta 1,31
Volatilità 26,25 %
Numero di azioni 17.043.030.000
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 3.301,24 GBp
Settore Settore finanziario
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 9.191.715 GBp
Punteggio corporate governance 5

Indici chiave per azione (GBp)

2018 (e) 2017 (e) 2016 2015
Dividendo 6,50 3,00 3,00 0,07
Utile corrente 8,40 -11,30 10,38 -0,02
Utile netto 8,40 -11,30 10,38 -0,02
Cash Flow corrente 0,00 0,00 0,00 0,00
Cash Flow netto 0,00 0,00 0,00 0,00
EBIT 0,00 0,00 0,00 0,00
EBITDA 0,00 0,00 0,00 0,00
Patrimonio netto 378,00 376,00 382,80 3,60
Patrimonio netto tangibile 332,00 330,00 372,00 3,10

Rendimento in euro

Barclays Bank Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi -10,61 % 2,32 % 7,95 %
Rendimento ultimi 6 mesi -3,11 % -1,05 % 6,00 %
Rendimento ultimo anno -2,77 % -1,26 % 9,12 %
Rendimento ultimi 5 anni -4,66 % 6,26 % 14,67 %

Indici finanziari della società

2017 (e) 2016 2015 2014
Pay out - 74,47 % - -
Current ratio - - - -
ROE - 2,70 % -0,54 % -0,20 %
ROE netto - 2,70 % -0,54 % -0,20 %
Margine lordo - - - -
Margine netto - - - -
EBIT margin - - - -
EBITDA margin - - - -
Tax rate - 30,74 % 69,95 % 61,08 %
Gearing - - - -
Patrimonio netto / totale attivo - 5,88 % 5,88 % 4,86 %

Dati di Borsa per azione

2018 (e) 2017 (e)
Rendimento da dividendo 3,42 % 1,58 %
Prezzo/utile corrente 22,64 -
Prezzo/cash flow corrente - -
Prezzo/patrimonio netto 0,50 0,51
Prezzo/patrimonio netto tangibile 0,57 0,58
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 6,99 % -

(e) : stima

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