BASF DE000BASF111

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Articoli

  • Analisi
    BASF: un anno brillante 3 giorni fa - venerdì 19 gennaio 2018
    I risultati 2017 di BASF dovrebbero essere ancora più positivi rispetto a quelli anticipati in precedenza dal management. 
     
     
     
     

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  • Analisi
    BASF: in trattative con DEA un mese fa - lunedì 27 novembre 2017
    La tedesca BASF ha confermato di essere in trattative con la connazionale DEA. 

    Prezzo al momento dell'analisi (24/11/2017): 95,10 euro

    Il titolo resta correttamente valutato.

    Consiglio: mantieni

    Il colosso tedesco della chimica BASF (Isin DE000BASF111) sta negoziando con DEA per fondere le sue attività nel petrolio e gas (Wintershall) con quelle della sua connazionale. L’obiettivo è di creare una società in comune, di cui BASF dovrebbe detenere il controllo e che, in un secondo tempo, dovrebbe essere quotata in Borsa. A causa della persistente debolezza dei prezzi del greggio, nei primi nove mesi dell’anno l’attività idrocarburi ha rappresentato ormai poco più del 9% dell’utile industriale di BASF (contro il 26% del 2014). Limitati a mantenere quest’azione correttamente valutata.

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  • Analisi
    Basf: acquista attività da Bayer 3 mesi fa - lunedì 16 ottobre 2017
    La tedesca Basf ha acquisito alcune attività dalla connazionale Bayer.

    Prezzo di Basf al momento dell'analisi (13/10/17): 89,11 euro

    Prezzo di Bayer al momento dell'analisi (13/10/17): 117,80 euro

    Mantieni entrambi i titoli

     

    Basf (Isin DE000BASF111) ha acquistato per 5,9 miliardi di euro alcune attività agrochimiche di Bayer (Isin DE000BAY0017), grazie alle quali si rafforzerà nel settore dei diserbanti ed entrerà nel segmento dei "semi" a un prezzo ragionevole. Quanto a Bayer utilizzerà i proventi di questa vendita per finanziare, in parte, l’acquisizione di Monsanto, il leader mondiale dei "semi" geneticamente modificati. L'operazione era fondamentale per permettere a Bayer di ottenere il via libera dalle autorità della concorrenza all’acquisizione di Monsanto.

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  • Analisi
    Chimica: un settore in riorganizzazione 3 mesi fa - lunedì 9 ottobre 2017
    Quali prospettive per i titoli di questo comparto?

    I movimenti di concentrazione in atto e la ristrutturazione delle attività rappresentano due vettori di crescita per il settore chimico. In base alle nostre stime di utili (prudenti) e dopo la salita in Borsa, il settore non è, però, da acquistare. Puoi comunque mantenere alcuni titoli, che dovrebbero beneficiare della buona tenuta dell’economia e degli sforzi fatti per migliorare la redditività.

     

    I motivi che spingono alla concentrazione

    Lo scenario economico attuale (assenza di accelerazione della crescita negli Usa e in Europa e rallentamento in Cina e Americana Latina) fa sì che la domanda resti debole nella chimica, salvo per alcuni prodotti di nicchia.

    Per reagire, gli attori del settore ricercano quindi la redditività tramite la ristrutturazione delle attività o le acquisizioni (in modo da generare sinergie). Per diventare meno dipendenti dall’economia e seguire le tendenze del mercato, i gruppi chimici riorganizzano, inoltre, i loro portafogli d’attività tramite la vendita o la quotazione in Borsa delle attività non strategiche (Bayer si è separata dalle plastiche, Solvay dal PVC) o l’acquisizione di attività più promettenti. Infine, molti attori del settore cercano di aumentare le loro dimensioni per resistere meglio alle pressioni sia dei colossi del settore petrolifero (i loro fornitori di materie prime) sia dei loro grossi clienti industriali (settore auto, farmacia, beni di consumo).

     

    Un solo settore, ma tanti comparti

    Agrochimica: da due anni è in fase di concentrazione (la cinese ChemChina ha acquisito la svizzera Syngenta, gli americani DuPont e Dow Chemical si sono fusi…). Questi avvicinamenti sono stati favoriti dal calo dei prezzi dei cereali (per livelli eccessivi di produzione e di scorte), che spingono gli agricoltori a limitare l’uso di prodotti fitosanitari e di semi per ridurre i costi. In attesa che i prezzi risalgano (non prima del 2025 secondo diverse stime), i big dell’agrochimica dovranno accontentarsi delle sinergie che scaturiscono dalle fusioni/acquisizioni.

    Fertilizzanti: questo segmento (azoto, potassio, fosfati…) accusa il calo della domanda proveniente dall’agricoltura e il rallentamento dell’attività in Cina, che calmiera i prezzi delle materie prime fra cui quelli dei fertilizzanti. Resta alla larga da questo mercato.

    Gas industriali: i gruppi attivi in questo comparto vendono gas industriali come idrogeno, azoto o acetilene a industrie attive in diversi settori: metalli, chimica, raffinazione, energia, elettronica, salute… I contratti sono a lungo termine (15-20 anni), cosa che assicura loro una crescita regolare dei risultati. Dal 2016, con l’acquisizione dell’americana Air Gas da parte della francese Air Liquide, il settore è in piena effervescenza (fusione in corso tra l’americana Praxair e la tedesca Linde). Da qui al 2022 è attesa per questo mercato una crescita media annua del 6% trainata dalla domanda proveniente dall’aeronautica, dalla sanità e dall’Asia.

    Chimica delle specialità: si tratta di prodotti ad alto valore aggiunto (vernici, rivestimenti, polimeri, additivi…) che dipendono poco dalla congiuntura economica. Grazie alla loro specializzazione, i gruppi attivi in questo campo sono, secondo noi, i meglio armati per difendere le loro quote di mercato e i loro margini.

    Chimica di base: prodotti chimici “semplici” fabbricati in grandi quantità. Si tratta di un’attività molto ciclica che dipende dai prezzi delle materie prime, con margini poco elevati, con una concorrenza agguerrita soprattutto da parte dei grandi gruppi cinesi e con capacità produttive in molti casi eccedentarie. Appartiene a questo comparto anche la petrolchimica (trasformazione di composti chimici derivati dalla raffinazione del petrolio).

     

    Che fare

    Viste le prospettive non proprio brillanti del settore agrochimica, limitati a mantenere il titolo Bayer (116,90 euro; Isin DE000BAY0017). Vendi, invece, DowDuPont (71,22 USD; Isin US26078J1007).

    Mantieni anche Air Liquide (104,25 euro; Isin FR0000120073): il settore ha prospettive un po’ più vivaci, ma il titolo ne tiene già conto ed è correttamente valutato.

    Solvay (125,70 euro; BE0003470755) opera prevalentemente nel settore della chimica delle specialità: come ti abbiamo detto qui sopra è uno dei comparti meglio “armati”, ma il titolo è già correttamente valutato e per questo è solo da mantenere.

    Mantieni, infine, BASF (89,80 euro; Isin DE000BASF111): titolo diversificato nei vari comparti della chimica, ma correttamente valutato ai prezzi attuali.

     

    NB I prezzi indicati nell'analisi si riferiscono alla chiusura di venerdì 6 ottobre 2017

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  • Analisi
    BASF: ha chiuso il 2016 in bellezza 9 mesi fa - venerdì 14 aprile 2017

    Basf ha chiuso l’anno in bellezza e il titolo ha riguadagnato molto terreno dai minimi di inizio 2016. Nonostante il miglioramento della situazione nel settore petrolifero, le previsioni del gruppo per il 2017 sono, però, deludenti.

    Prezzo al momento dell'analisi (13/04/17): 90,70 EUR
    Consiglio: Mantieni

    I risultati del 4° trimestre di BASF (Isin DE000BASF111), trainati dalla risalita dei prezzi nella petrolchimica e dagli ottimi livelli di produzione della controllata Wintershall (petrolio e gas), hanno sorpreso favorevolmente il mercato. Per l’intero 2017 il management conta su un miglioramento dei risultati nelle attività petrolio e gas, che avevano chiuso il 2016 con un utile industriale in calo del 45% (dovuto al calo del prezzo del greggio). Per l’insieme di tutte le attività del gruppo, tuttavia, i vertici si attendono per il 2017 solo una leggera crescita del risultato industriale, il che non è il massimo. BASF è finora rimasta fuori dalle fusioni tra società che ci sono state nel settore dell’agrochimica, ma potrebbe ora acquisire delle attività che le concorrenti dovranno cedere per procedere con le fusioni. Stimiamo un utile per azione di 4,7 euro nel 2017 e di 5 euro nel 2018.

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 97,48 EUR
Minimo degli ultimi 12 mesi 79,73 EUR
ISIN DE000BASF111
Borsa Francoforte
Beta 1,32
Volatilità 21,29 %
Numero di azioni 918.478.600
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 88,17 EUR
Settore Chimica
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 888 EUR
Punteggio corporate governance 5

Indici chiave per azione (EUR)

2018 (e) 2017 (e) 2016 2015
Dividendo 3,20 3,10 3,00 2,90
Utile corrente 6,20 6,00 4,42 4,34
Utile netto 6,20 6,00 4,42 4,34
Cash Flow corrente 10,65 10,35 8,81 8,76
Cash Flow netto 10,65 10,35 8,81 8,76
EBIT 9,10 8,80 6,83 6,80
EBITDA 13,75 13,40 11,46 11,59
Patrimonio netto 37,55 34,55 31,63 30,76
Patrimonio netto tangibile 26,55 23,55 20,66 21,65

Rendimento in euro

BASF Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi 6,42 % 1,83 % 5,11 %
Rendimento ultimi 6 mesi 17,00 % 4,22 % 7,59 %
Rendimento ultimo anno 10,41 % 9,82 % 7,60 %
Rendimento ultimi 5 anni 9,25 % 6,80 % 15,38 %

Indici finanziari della società

2017 (e) 2016 2015 2014
Pay out - 67,92 % 66,82 % 49,89 %
Current ratio - 1,69 1,73 1,73
ROE - 13,96 % 14,11 % 20,59 %
ROE netto - 13,96 % 14,11 % 20,59 %
Margine lordo - 31,77 % 27,08 % 24,87 %
Margine netto - 7,39 % 6,11 % 7,39 %
EBIT margin - 10,90 % 8,87 % 10,26 %
EBITDA margin - 18,29 % 15,12 % 14,86 %
Tax rate - 21,13 % 22,48 % 23,75 %
Gearing - 48,30 44,79 53,26
Patrimonio netto / totale attivo - 38,97 % 40,77 % 35,91 %

Dati di Borsa per azione

2018 (e) 2017 (e)
Rendimento da dividendo 3,28 % 3,18 %
Prezzo/utile corrente 15,73 16,26
Prezzo/cash flow corrente 9,16 9,43
Prezzo/patrimonio netto 2,60 2,82
Prezzo/patrimonio netto tangibile 3,67 4,14
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 6,03 % -

(e) : stima

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