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Articoli

  • Analisi
    Luce a oriente: la settimana delle Borse 2 mesi fa - lunedì 13 novembre 2017
    Il bilancio settimanale delle Borse occidentali non è granché: Wall Street ha chiuso con un calo dello 0,2% e le Borse europee, in media, hanno perso l’1,8%. Migliore il bilancio delle Borse orientali: Tokio ha messo su un altro 0,6% mentre per Shangai il rialzo è stato del 3%. 
     
     
     
     

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  • Analisi
    Flamenco globale: la settimana delle Borse 3 mesi fa - lunedì 9 ottobre 2017
    Le tensioni in Catalogna hanno pesato sul listino azionario di Madrid (-1,9%), ma non sembrano, per ora, turbare le altre Borse mondiali che hanno chiuso la settimana con un rialzo medio dello 0,8%. Bene New York che ha fatto +1,2%.

    Variazioni settimanali su prezzi al 06/10/2017

     

    Borse europee: +0,5%

    Per il momento la questione catalana sembra non destare grandi preoccupazioni nemmeno all’interno della zona euro: la Borsa di Parigi ha chiuso la settimana con un rialzo dello 0,6%, quella di Amsterdam ha messo su lo 0,5% e il listino di Francoforte è salito dell’1%. Lo hanno confermato anche i vertici dell’Enel (4,98 euro), che è molto esposta in Spagna visto che controlla Endesa, la Enel spagnola: nessun grande investitore si è dimostrato preoccupato per la situazione catalana, tanto che l’emissione obbligazionaria dell’Enel, perfezionata in questi giorni, ha ricevuto richieste tre volte superiori alla quantità effettivamente offerta. Mantieni le Enel, ma non pensare di approfittare del -2,2% fatto dal titolo in settimana per acquistare ancora queste azioni. Questo stato di calma sulle Borse europee potrebbe, infatti, non durare, complici anche le decisioni che arrivano dalla Banca centrale europea (vedi subito qua sotto). Settimana molto positiva per la Borsa di Londra, salita del 2%. Questa Piazza merita ampio spazio nel tuo portafoglio.

     

    Milano zavorrata dalle banche

    Oltre a Madrid, tra le Borse europee si è distinta negativamente Milano, che ha chiuso in calo dell’1,3%. In questo caso il ribasso è stato determinato dalla scivolata dei titoli bancari: solo per citare i nomi più importanti, Intesa Sanpaolo (2,93 euro) ha perso il 2,1%, Unicredit (17,32 euro) ha ceduto il 3,9%, Ubi Banca (4,12 euro) è scesa del 6%. A determinare questo calo il nuovo orientamento espresso da parte della Banca centrale europea in relazioni ai “crediti marci”: dal 2018 le regole dovrebbero diventare più severe e questo potrebbe zavorrare i bilanci delle banche – il rischio è meno utili e meno dividendi. Per ora non c’è alcun tipo di decisione definitiva e confermiamo tutti i nostri consigli – acquista Intesa e Unicredit, vendi Ubi Banca. Teniamo, però, l’attenzione alta. A proposito di banche italiane, continua la saga del Monte Paschi: le azioni non sono ancora state riammesse alle negoziazioni sul listino milanese, ma è stata annunciata un’offerta riservata a chi ha ora in mano azioni Monte Paschi, ma in precedenza aveva le obbligazioni subordinate Upper Tier II 2008/2018 (Isin IT0004352586). 

    Tra le azioni del settore bancario, si è distinta UBS (16,75 franchi; Isin CH0244767585): i vertici hanno confermato la strategia – puntare sulla gestione dei grossi patrimoni finanziari, che mantengono delle buone prospettive di crescita – e hanno detto di non avere in programma cessioni. L’azione è salita in settimana dell’1,2% e resta conveniente. Acquista.

     Pirelli (6,7 euro) chiude la prima settimana con un +3,1% sul prezzo di collocamento. Le azioni sono correttamente valutate. Da oggi le seguiremo costantemente. Lascia, invece, la nostra selezione Intek (0,33 euro; vendi).

     

    Bruxelles sorride

    Tra le Piazze europee, una delle migliori è stata Bruxelles (+0,7%). A sostenere la corsa di questo listino sono stati una serie di titoli che potresti avere in mano. Il primo è Umicore (72,81 euro; Isin BE0003884047), su cui ti abbiamo consigliato una scommessa in Altroconsumo Finanza n° 1238. Le azioni sono salite del 4% sulla “chiamata alle armi” da parte dell’Unione Europea per la creazione di un consorzio tra aziende automobilistiche, chimiche e ingegneristiche per fare ricerca e sviluppo (e produzione) su batterie per veicoli elettrici. La notizia lascia sperare in un ulteriore aumento degli ordini di lavoro per Umicore: la scommessa è confermata (se sei un buon padre di famiglia, però, non comprare queste azioni). Bene anche le Atenor (49,7 euro; Isin BE0003837540) dopo che il gruppo ha deciso di investire in un nuovo progetto immobiliare nella capitale rumena, dove cresce la domanda di uffici. La zona scelta per il progetto, tra l’altro, è particolarmente interessante: questo spiega il rialzo del 2,7% fatto registrare dal titolo che, comunque, resta conveniente. Acquista. Infine, si sono distinte anche le azioni Melexis (86 euro; Isin BE0165385973) salite in settimana del 5,1% sulla scia del buon andamento del settore auto (vedi qua sotto) – Melexis fa sensori per automobili. Anche se viaggia sui massimi di sempre, secondo noi, il titolo è ancora conveniente. Acquista. Poco brillante Ahold Delhaize (15,84 euro; Isin NL0011794037), catena di supermercati presente anche il Belgio. Da indiscrezioni, il gruppo starebbe puntando ad acquisire il gruppo americano Kroger. L’operazione sarebbe valida da un punto di vista strategico, ma pesante da un punto di vista finanziario. Nel frattempo, il gruppo ultima le cessioni in Olanda. Il titolo (+0,1% in settimana) resta conveniente.

     

    Wall Street fa un passo in avanti

    Dall’altra parte dell’Atlantico, le Borse hanno chiuso l’ennesima settimana positiva – si tratta della quarta di fila. A spingere Wall Street ci sono stati, da un lato, alcuni buoni dati sull’andamento dell’economia e, dall’altro, l’avanzamento della riforma fiscale voluta da Trump, che il mercato aspetta con ansia. In questo clima si è distinto il titolo BlackRock (463,22 Usd; Isin US09247X1019). Si tratta di uno dei più grandi gestori di Etf (e patrimoni finanziari) al mondo: se la Borsa e l’economia vanno bene, le persone hanno più voglia di investire. Non per nulla le azioni del gruppo sono salite in settimana del 3,6% portandosi su nuovi massimi storici. Secondo noi non è comunque il caso di comprare ora queste azioni – la riforma di Trump deve ancora essere approvata e non è scontato. Al più, se le hai, mantienile. Le notizie sull’avanzamento del piano di riforma fiscale di Trump fanno bene anche al settore tecnologico: il listino Nasdaq ha chiuso in progresso dell’1,5%.

     

    Sgommata del settore auto

    A dare una spinta alle Borse, ci sono stati anche i titoli del settore automobilistico (+2%): le vendite negli Usa a settembre sono andate bene. Quasi tutte le case automobilistiche hanno registrando progressi consistenti rispetto a un anno fa. Tra le poche a registrare un calo di vendite c’è FCA (14,94 euro): non per nulla il titolo è stato tra i peggiori del settore, perdendo l’1,5%. Anche le vendite di BMW (89,27 euro; Isin DE0005190003) sono cresciute a settembre negli Usa. Il titolo è salito del 4,5% ma resta quello sui cui puntare nel settore.

     

    Risposte per te

    @Enzo Ti sconsigliamo di comprare le Orbotech (42,39 Usd; Isin IL0010823388) a Francoforte. Sono poco scambiate e diversi titoli esteri sono stati ritirati, di recente, dai listini tedeschi (senza preavviso). Se vuoi scommetterci su, fallo sul Nasdaq.

    @Luigi Oriflame ha già dichiarato l’importo del dividendo straordinario: è di 0,5 euro per azione, in aggiunta a 1 euro ordinario. 1 euro è già stato pagato, il resto sarà staccato in fettine da 0,25 euro ciascuna il 14 novembre 2017 e il 14 febbraio 2018.

    @Vincenzo L’inglese IMI pubblica i conti societari solo due volte l’anno (semestre e fine anno). Alla chiusura del primo e del terzo trimestre dà solo aggiornamenti generici sull’andamento dei conti – i prossimi sono comunque previsti per il 9 novembre 2017.

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  • Analisi
    Sfumature di grigio: la settimana delle Borse 4 mesi fa - lunedì 11 settembre 2017
    È stata un’altra settimana poco brillante per i listini azionari: New York ha chiuso a -0,6%, le Borse europee, in media, sono rimaste piatte. In particolare, tra queste, Piazza Affari ha perso lo 0,4%, Londra ha ceduto lo 0,8%. 

    Variazioni settimanali su prezzi al 08/09/17 

    Settimana no per i bancari europei…

    L’evento centrale della settimana era la riunione della Banca centrale europea. Alla fine da quest’ultima non è emerso nulla: anzi, Draghi ha rimandato, di fatto, alla prossima riunione tutte le decisioni. Un po’ il mercato se l’aspettava, un po’ qualcuno ha iniziato a sospettare che questo “attendismo” nasconda una volontà di andare avanti con una politica monetaria “morbida” – tassi d’interesse bassi e “doping” di liquidità – a dispetto di chi in Europa, invece, chiede maggiore rigore. Meglio non dichiarare subito questa volontà, però, per non “turbare” le elezioni tedesche di fine settembre. Sarà vero? Il mercato, sotto sotto, un pochino sembra crederci: ha punito, infatti, i titoli del settore bancario europeo (-1%), che sono quelli che più avrebbero da guadagnare in caso di un rialzo dei tassi d’interesse. Questo spiega il calo settimanale dell’1,1% di Intesa Sanpaolo (2,81 euro) e del 3,3% dell’Unicredit (16,73 euro). Sono ribassi che non riteniamo preoccupanti, perciò il consiglio resta invariato: acquista.

     

    … e per tutti gli assicuratori

    Non solo i bancari europei, però, hanno sofferto in settimana. Le tragiche notizie sugli uragani negli Stati Uniti e sul terremoto in Messico hanno pesato in generale sull’andamento dei titoli degli assicuratori. In media, le azioni di chi opera soprattutto nel ramo danni hanno perso l’1,4%. Generali (14,96 euro) non poteva non risentire del generale andamento negativo del suo settore, ma si è comunque difesa lasciando sul terreno l’1%, meno dei “colleghi”: del resto, ha una presenza molto più forte in Asia, rispetto all’America, dove tra l’altro sta anche cedendo alcune delle attività. Per questo non c’è motivo di spaventarsi. Confermiamo il consiglio: acquista.

     

    Nonostante il calo di Wall Street, Procter & Gamble (92,84 Usd; Isin US7427181091) è riuscita a chiudere con un rialzo dello 0,3%. Un importante investitore contesta l’attuale management e spinge per una ristrutturazione della società. Sono parole al vento, ma tengono accesa l’attenzione del mercato sul titolo. Mantieni.

     

    Bene i petrolieri…

    Buona settimana, invece, per i titoli del settore petrolifero (+1,2%) che hanno beneficiato del rialzo del prezzo del greggio (+2,6% quello di qualità brent). Le raffinerie che erano state colpite dall’uragano Harvey in Texas – Irma colpisce la Florida, dove raffinerie non ce ne sono – stanno tornando a lavorare prima del previsto. Una notizia a favore della domanda di greggio.

    Non per nulla Exxon Mobil (78,82 Usd; Isin US30231G1022), che aveva pagato per il timore di uno stop prolungato a una delle sue raffinerie più importanti, in settimana ha ripreso fiato, facendo meglio del settore (+2,9%). Confermiamo il giudizio positivo sul titolo: acquista.

     

    … e i produttori di auto

    Buona settimana anche per i titoli del settore auto (+1,6%) dopo i dati che hanno mostrato in agosto una crescita di quasi il 5% delle vendite nell’Europa occidentale. La spinta è arrivata soprattutto da Francia, Italia e Spagna. Il progresso delle vendite in Germania si è fermato a un +3,5%, ma BMW (82,70 euro; Isin DE0005190003) è stato comunque uno dei titoli migliori del settore (+4,7%). Il motivo? A livello europeo i dati mostrano una forte crescita delle auto elettriche e BMW è pronta ad approfittarne: ha confermato che lancerà 12 modelli di auto elettriche da qui al 2025. Una concorrenza temibile e credibile per Tesla (343,40 Usd; Isin US88160R1014) che in settimana, infatti, ha perso il 3,4%. Acquista le BMW, vendi le Tesla. Nel settore auto si è distinta in negativo Ferrari (91,1 euro), calata del 6,3% dopo la bocciatura espressa dalla banca Morgan Stanley. Da tempo ti diciamo di vendere queste azioni.

     

    Fermento tra i farmaceutici

    Diverse novità hanno vivacizzato il settore farmaceutico (+1,8%). Merck (64,27 Usd; Isin US58933Y1055) ha acquistato una piccola società tedesca che si occupa di biotecnologie. L’operazione, però, darà frutti solo nel tempo: la molecola principale della società acquisita è, infatti, ancora a uno stadio di sperimentazione poco avanzato. Non per nulla la reazione del mercato è stata contenuta: le azioni Merck sono salite dello 0,7% e secondo noi restano correttamente valutate. Mantieni. Migliore il progresso di Eli Lilly (82,92 Usd; Isin US5324571083): il +3,5% è arrivato dopo che la società ha presentato un nuovo piano di ristrutturazione. Quest’ultimo ha come obiettivo quello di realizzare dal 2018 risparmi annui di costo di circa 0,48 dollari per azione (ante imposte; utile per azione stimato per il 2018 pari a 3,9 Usd) anche attraverso la riduzione di circa l’8% dei dipendenti. L’operazione genererà degli impatti negativi sul bilancio 2017, ma dovrebbe dare i suoi frutti nel lungo termine. Mantieni queste azioni. Novartis (81 franchi svizzeri), dopo 8 anni, vedrà un avvicendamento al “ponte di comando” aziendale. La notizia non ha scosso più di tanto le azioni del colosso farmaceutico, che hanno chiuso la settimana a +0,2%. Il titolo resta correttamente valutato. Mantieni.

     

    Sospiro di sollievo su Engie

    Molto buono il risultato delle utility europee (+2,4%), grazie al +4,6% di Engie (14,75 euro; Isin FR0010208488). Lo Stato francese ha venduto il 4,5% delle azioni del gruppo, con un’operazione lampo rivolta agli investitori istituzionali (banche, assicurazioni…) e che è stata effettuata a un prezzo di poco inferiore a quello di Borsa. Lo Stato avrebbe potuto vendere più azioni e a un prezzo più basso. Pericolo scampato, buona notizia. Acquista. 

     

    Risposte per te

    @Adriano È normale che per i dividendi delle azioni estere passino diversi giorni tra la data di stacco e quella di pagamento. Per esempio, l’ultimo dividendo di BP è stato staccato il 10 agosto, ma sarà messo in pagamento solo a partire dal 22 settembre.

    @Cesare Quella lanciata da Baker Mills su IBM è stata un mini-Opa come spesso se ne vedono negli Usa: il prezzo offerto era inferiore a quello di mercato del titolo. In questi casi basta non abboccare e non fare nulla: le azioni restano quotate sul mercato.

    @Giulio Il dividendo di 0,2 euro che indichiamo per PostNL è quello da noi stimato a valere sul bilancio 2017. Quello appena staccato dal titolo è solo l’acconto. Il saldo dovrebbe arrivare nel 2018, ma sulle tempistiche e sull’importo non ci sono certezze.

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  • Analisi
    Lo scoglio delle trimestrali e il settore auto 5 mesi fa - venerdì 4 agosto 2017
    La stagione dei conti trimestrali volge al termine. Nel complesso il mercato ha tirato un sospiro di sollievo. Qualche delusione è arrivata dal settore auto. Un titolo interessante, però, c'è anche in questo settore: eccolo. 
    BMW

    BMW

    Prezzi al 03/08/17 

     La stagione dei conti trimestrali non è ancora del tutto terminata, ma questo scoglio, che avrebbe potuto far affondare le Borse, sembra ormai essere superato. Nel complesso, come già ti abbiamo detto ieri qui https://www.altroconsumo.it/finanza/investire/azioni/analisi/2017/08/dow-jones-massimi-storici i conti hanno fatto tirare un sospiro di sollievo al mercato. Poche le punte negative: qualche banca a livello europeo – non quelle italiane, mediamente andate bene – e qualche deludente annuncio da parte dei produttori di auto. 


    Il titolo Renault (75,47 euro; Isin FR0000131906
    ), per esempio, ha perso il 5% dopo aver mostrato ricavi sotto le attese e aver parlato di “difficili condizioni di mercato” in sede di presentazione dei conti trimestrali. Vendi.

     

    Anche Daimler (59,90 euro; Isin DE0007100000) non ha scaldato gli animi. I conti sono stati solo in linea con le attese, mentre l’annuncio di un miglioramento atteso per la redditività delle attività legate alla produzione di veicoli commerciali è stato di fatto ignorato. Si tratterebbe, del resto, di un miglioramento marginale in un contesto comunque delicato, visto il richiamo di tre milioni di veicoli per problemi legati alla rilevazione delle emissioni inquinanti. Il titolo è correttamente valutato, limitati a mantenerlo.

     

    Un motivo per sorridere, nel settore, è arrivato, grazie a BWM (79,58 euro; Isin DE0005190003): i conti trimestrali hanno mostrato un progresso delle vendite del 5% e una crescita dei risultati industriali dell’8%. Un risultato significativo, in un periodo di lancio di nuovi modelli, che nasconde anche l’aumento degli sforzi nel settore delle auto elettriche: nella prima metà del 2017 il gruppo ha consegnato 43.000 vetture elettriche, l’80% in più rispetto a quanto fatto nello stesso periodo dell’anno scorso. Confermiamo stime e consiglio: si tratta di un titolo conveniente, per noi il migliore del settore. Acquista

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  • Analisi
    Ancora guai per il settore auto tedesco 5 mesi fa - giovedì 27 luglio 2017
    Le rivelazioni su un possibile cartello (un accordo illegale) tra i produttori di auto tedeschi scuotono ancora di più la reputazione di un settore già intaccata dallo scandalo dieselgate. 

    A causa di queste notizie, è ragionevole aspettarsi un aumento della volatilità nei prossimi mesi. La prudenza resta, quindi, d’obbligo. Nonostante valutazioni di Borsa non eccessive, VW e Daimler restano al più da mantenere. Solo BMW, che nega ogni coinvolgimento, può meritare, ad oggi, un acquisto.

    Mentre Volkswagen (138,58 euro; Isin DE0007664005) e Daimler (60,50 euro; Isin DE0007100000) richiamano milioni di auto in  seguito allo scandalo diesel, è ora un’altra vicenda a scuotere l’industria automobilistica tedesca. Sembrerebbe che dagli anni 90 i costruttori teutonici si siano accordati su prezzi, tecnologie, fornitori… Se questa ipotesi di “cartello”, che è ora oggetto di indagini da parte della Commissione europea, fosse confermata, l’impatto finanziario per i gruppi coinvolti sarebbe sensibile, anche se difficile da stimare oggi. Ma più ancora che la sanzione, che i gruppi possono sostenere vista la loro solida liquidità, è la pressione dell’opinione pubblica a impensierire un po’ di più – anche se c’è da dire che il precedente dello scandalo dieselgate ha mostrato come la reputazione di un marchio consolidato possa a lungo termine resistere a questi scossoni. In ogni caso, ce n’è abbastanza per restare prudenti sul settore. L’unico titolo che merita un acquisto è BMW (78,91 euro; Isin DE0005190003).

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 92,01 EUR
Minimo degli ultimi 12 mesi 77,12 EUR
ISIN DE0005190003
Borsa Francoforte
Beta 1,33
Volatilità 24,41 %
Numero di azioni 601.995.000
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 55,39 EUR
Settore Settore automobilistico
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 516 EUR
Punteggio corporate governance 5

Indici chiave per azione (EUR)

2018 (e) 2017 (e) 2016 2015
Dividendo 3,70 3,60 3,50 3,20
Utile corrente 11,40 11,20 10,45 9,70
Utile netto 11,40 11,20 10,45 9,70
Cash Flow corrente 18,86 18,58 18,00 16,81
Cash Flow netto 18,86 18,58 18,00 16,81
EBIT 15,71 15,16 14,29 14,61
EBITDA 23,17 22,55 21,90 21,75
Patrimonio netto 89,44 81,64 71,69 64,75
Patrimonio netto tangibile 88,88 81,08 71,14 64,20

Rendimento in euro

BMW Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi 5,40 % 1,77 % 4,71 %
Rendimento ultimi 6 mesi 9,68 % 2,98 % 5,67 %
Rendimento ultimo anno 10,55 % 9,75 % 5,84 %
Rendimento ultimi 5 anni 8,42 % 6,85 % 15,43 %

Indici finanziari della società

2017 (e) 2016 2015 2014
Pay out - 33,51 % 33,00 % 32,84 %
Current ratio - 0,98 0,94 0,96
ROE - 14,57 % 14,98 % 15,58 %
ROE netto - 14,57 % 14,98 % 15,58 %
Margine lordo - 19,88 % 19,67 % 21,15 %
Margine netto - 7,34 % 6,94 % 7,23 %
EBIT margin - 9,97 % 10,41 % 11,34 %
EBITDA margin - 15,28 % 15,49 % 16,72 %
Tax rate - 28,50 % 30,66 % 33,19 %
Gearing - -41,21 -39,54 -37,99
Patrimonio netto / totale attivo - 25,12 % 24,84 % 24,18 %

Dati di Borsa per azione

2018 (e) 2017 (e)
Rendimento da dividendo 4,02 % 3,91 %
Prezzo/utile corrente 8,07 8,22
Prezzo/cash flow corrente 4,88 4,95
Prezzo/patrimonio netto 1,03 1,13
Prezzo/patrimonio netto tangibile 1,04 1,13
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 5,78 % -

(e) : stima

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