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91,13 EUR 24/04/2018 17:35 Francoforte
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Articoli

  • Analisi
    Tregua pasquale: la settimana delle Borse 25 giorni fa - venerdì 30 marzo 2018
    Dopo i pesanti cali della settimana precedente, l’ultima settimana di marzo si chiude con un rimbalzo: New York segna un +2%, Londra +1,9% e le Borse dell’eurozona +1,9% nonostante la zavorra di Piazza Affari, ferma a +0,5%. Ma le incertezze sono tante: ecco quali e come difenderti.
     
     
     
     

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  • Analisi
    Venti di guerra: la settimana delle Borse 29 giorni fa - lunedì 26 marzo 2018
    Settimana negativa per le Borse: New York ha chiuso con un calo del 6%. I listini europei, in media, hanno ceduto il 3,4%: tra i peggiori ci sono Francoforte (-4,1%) e Madrid (-3,6%). Milano, nonostante le tensioni sulla formazione del Governo, ha chiuso la settimana a -2,5%, meglio delle colleghe. Tokio ha perso il 4,9%, le azioni cinesi il 3,7%. 
     
     
     
     

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  • Analisi
    BMW: nuovi record nelle vendite un mese fa - giovedì 15 marzo 2018
    Nel 2017 le vendite hanno segnato un nuovo record e BMW si aspetta che l’anno in corso sia ancora migliore. 
     
     
     
     

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  • Analisi
    Sospiri di sollievo: la settimana delle Borse un mese fa - lunedì 12 marzo 2018
    Settimana positiva per i listini azionari: New York ha chiuso in rialzo del 3,5%. Bene anche le azioni dell’eurozona, salite, in media, del 2,9%. Su tutte svetta Milano con il suo +3,8%. Discreta, ma si ferma a un +1,4%, la Borsa giapponese.
     
     
     
     

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  • Analisi
    Luce a oriente: la settimana delle Borse 5 mesi fa - lunedì 13 novembre 2017
    Il bilancio settimanale delle Borse occidentali non è granché: Wall Street ha chiuso con un calo dello 0,2% e le Borse europee, in media, hanno perso l’1,8%. Migliore il bilancio delle Borse orientali: Tokio ha messo su un altro 0,6% mentre per Shangai il rialzo è stato del 3%. 

    Prezzi e variazioni al 10/11/17

     

    A pesare sull’andamento di New York ci sono stati i timori di un allungamento dei tempi per il varo della tanto attesa riforma fiscale di Trump: il Senato ha, infatti, proposto una bozza di riforma diversa da quella della Camera. Bisognerà trovare un accordo e non sarà semplice. Ce lo aspettavamo: non per nulla da tempo ti invitiamo alla prudenza nei confronti della Borsa Usa – se ti ritrovi nel nostro portafoglio dedicato all’investitore difensivo devi vendere tutte le azioni americane. In Europa, a penalizzare le Borse ci sono stati i conti di alcune banche – ne parliamo nel paragrafo successivo. La Borsa giapponese continua, invece, a beneficiare delle attese di crescita legate alla politica economica del premier appena rieletto, mentre le Borse cinesi hanno beneficiato della decisione di allentare i vincoli agli investimenti stranieri nel settore finanziario. Secondo noi sia le azioni giapponesi, sia quelle cinesi sono interessanti. Attenzione, però: non sono interessanti per tutti allo stesso modo. Dipende da che tipo di investitore sei: controlla se e quanto investirci andando qui sul nostro sito internet all’indirizzo www.altroconsumo.it/finanza/portafogli. Tra le altre Borse consigliate, segnaliamo il buon +1,2% di quella australiana e il -2,4% di quella brasiliana. Londra è andata in linea con il resto delle Borse europee, chiudendo a -1,7%. 

     

    Una settimana difficile per il settore bancario

    A trascinare al ribasso il settore bancario europeo ci sono stati i conti di alcuni colossi francesi. In particolare, le azioni di Société Générale (43,74 euro; Isin FR0000130809) hanno ceduto il 4,3% dopo la pubblicazione dei conti trimestrali che hanno mostrato il perdurare delle difficoltà nelle attività di banca al dettaglio in Francia – la banca è stata costretta a fare degli accantonamenti che hanno appesantito il bilancio. Ci aspettiamo, a questo punto, una revisione drastica della strategia: l’annuncio dovrebbe arrivare a fine novembre. Per ora limitati a mantenere queste azioni. Non solo le banche “grandi” sono andate male. Per esempio, a determinare il -2% settimanale di Piazza Affari c’è stato anche il tracollo del 47% delle azioni del Credito valtellinese (1,58 euro). La banca ha varato un maxi aumento di capitale solo per coprire le svalutazioni dei crediti marci. E il valore di queste svalutazioni è più del doppio del valore complessivo di tutta la banca in Borsa. Alla fine dell’operazione, che comprende anche la cessione di alcuni crediti, la banca sarà più solida? Mah, l’indicatore di solidità Cet1 (11% circa) non sarà tanto più alto di quello di qualche mese fa e comunque inferiore rispetto a quello di altre banche (13% circa per Intesa e Unicredit). Insomma, non ci sentiamo tranquilli: sospendiamo il giudizio sull’affidabilità e consigliamo di non avere in mano azioni Creval. Intesa Sanpaolo (2,83 euro) è stata tra le poche a presentare risultati trimestrali rassicuranti, tanto che le azioni sono riuscite a contenere il calo allo 0,7% (rosso inferiore a quello generale di Piazza Affari). Acquista.

     

    Testacoda

    Anche il settore auto non si è comportato bene in settimana (-1,5%). In particolare, ha pesato il -3,7% di BMW (86,21 euro; Isin DE0005190003). Nel terzo trimestre il gruppo ha visto le vendite salire solo di circa l’1% e l’utile (ante imposte) scendere di circa il 6%. Il mercato non ha gradito, ma noi non siamo spaventati. Il calo dell’utile è legato ai massicci investimenti per il rinnovamento della gamma (auto a guida “autonoma” compresa). Crediamo che questi investimenti daranno i frutti sperati. Inoltre, non siamo spaventati dal richiamo di alcuni veicoli fatto in Nord America – il gruppo dovrebbe risolvere il tutto con la sostituzione di una valvola, o poco più, quindi i costi del richiamo dovrebbero essere contenuti. Acquista. Altra settimana negativa per le Tesla (302,99 Usd; Isin US88160R1014) che hanno perso l’1%. Il mercato continua a dare troppa fiducia a questa società. Vendi.

     

    Coda in cassa

    Alti e bassi nel settore della grande distribuzione (+0,6%). Tra le azioni che meglio si sono comportate ci sono quelle di Ahold Delhaize (17,06 euro; Isin NL0011794037), salite del 4,9% dopo che i conti del terzo trimestre hanno dimostrato che il gruppo è in grado di sostenere la crescente concorrenza negli Stati Uniti, dove realizza più del 50% del suo giro d’affari. Noi ne siamo sempre stati convinti: ti confermiamo il consiglio. Acquista. Sainsbury (232,20 pence; Isin GB00B019KW72), al contrario, continua a pagare la concorrenza delle grandi catene di discount: gli utili dei primi sei mesi dell’anno fiscale 2017/18 (termina il 31 marzo) sono scesi di circa il 12% (elementi straordinari esclusi). Si tratta del 4° calo consecutivo. Nonostante le acquisizioni fatte per rilanciare la crescita, siamo scettici sulle prospettive: anche se le azioni hanno perso un altro 1,2%, vendile. Settimana nervosa anche per l’importante settore tecnologico (pesa per un quarto dei movimenti di Wall Street): nonostante alcune operazioni di fusione, che di solito aiutano i prezzi in Borsa, il bilancio si è chiuso con un calo dello 0,2%.

     

    Alti e bassi per Teva

    Settimana nervosa per le Teva Pharma (11,78 Usd; Isin US8816242098). All’inizio si sono impennate del 9% sulla notizia che un importante investitore potrebbe acquistare il 25% della società. Poi sono scese, chiudendo la settimana a +3,3%, sulla notizia che l’agenzia di rating Fitch ha tagliato il giudizio sull’affidabilità del gruppo. Anche altre agenzie potrebbero tagliare, ma questo non compromette le prospettive del gruppo. L’investimento è un po’ rischioso, ma mantieni le azioni che già hai. 

     

    Risposte per te

    @AlexIl fatto di comprare le Chevron su un mercato diverso da quello americano non ti mette al riparo dalla doppia tassazione dei dividendi: in ogni caso pagherai sempre prima il 15% al fisco Usa e poi il 26% al fisco italiano.

    @LuigiGli acquisti di azioni proprie sono un modo per remunerare gli azionisti, alternativo alla distribuzione di denaro contante tramite dividendo – riducendo il numero delle azioni in circolazione, i risultati “per azione” salgono.

    @SergioAprire un conto in Francia da residente italiano (più facile a dirsi che a farsi) per comprare azioni francesi non ti dà alcun vantaggio fiscale sui dividendi. Pagherai il 30% in Francia e poi, tramite modelloUnico, il 26% in Italia.

     

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 96,12 EUR
Minimo degli ultimi 12 mesi 77,12 EUR
ISIN DE0005190003
Borsa Francoforte
Beta 1,33
Volatilità 24,41 %
Numero di azioni 601.995.000
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 54,87 EUR
Settore Settore automobilistico
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 464 EUR
Punteggio corporate governance 5

Indici chiave per azione (EUR)

2018 (e) 2017 2016 2015
Dividendo 4,05 4,00 3,50 3,20
Utile corrente 12,00 11,63 10,45 9,70
Utile netto 12,00 13,12 10,45 9,70
Cash Flow corrente 19,00 18,89 18,00 16,81
Cash Flow netto 19,00 20,38 18,00 16,81
EBIT 16,00 15,04 14,29 14,61
EBITDA 23,50 22,37 21,90 21,75
Patrimonio netto 89,00 82,29 71,69 64,75
Patrimonio netto tangibile 88,10 81,71 71,14 64,20

Rendimento in euro

BMW Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi -3,59 % -4,75 % -5,41 %
Rendimento ultimi 6 mesi 5,52 % -2,13 % -0,46 %
Rendimento ultimo anno 13,03 % 1,00 % -0,62 %
Rendimento ultimi 5 anni 10,82 % 6,01 % 12,84 %

Indici finanziari della società

2017 2016 2015 2014
Pay out 30,51 % 33,51 % 33,00 % 32,84 %
Current ratio 1,04 0,98 0,94 0,96
ROE 14,12 % 14,57 % 14,98 % 15,58 %
ROE netto 15,93 % 14,57 % 14,98 % 15,58 %
Margine lordo 20,20 % 19,88 % 19,67 % 21,15 %
Margine netto 8,82 % 7,34 % 6,94 % 7,23 %
EBIT margin 10,01 % 9,97 % 10,41 % 11,34 %
EBITDA margin 14,90 % 15,28 % 15,49 % 16,72 %
Tax rate 18,29 % 28,50 % 30,66 % 33,19 %
Gearing -36,27 -41,21 -39,54 -37,99
Patrimonio netto / totale attivo 28,19 % 25,12 % 24,84 % 24,18 %

Dati di Borsa per azione

2018 (e) 2017
Rendimento da dividendo 4,44 % 4,38 %
Prezzo/utile corrente 7,60 7,84
Prezzo/cash flow corrente 4,80 4,83
Prezzo/patrimonio netto 1,03 1,11
Prezzo/patrimonio netto tangibile 1,04 1,12
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 6,05 % -

(e) : stima

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