BP

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568,22 GBp 18/06/2018 18:00 Londra
6,80 GBp (1,20 %) Variazione dall'ultima chiusura
439,75 592,80  52 settimane min max
29,96 % Rendimento a 1 anno
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Articoli

  • Analisi
    BP: tagli al personale 22 giorni fa - lunedì 28 maggio 2018
    Anche se i risultati del 1° trimestre sono in linea con le nostre attese, BP deve continuare a controllare i costi.
     
     
     
     

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  • Analisi
    Venti di guerra: la settimana delle Borse 2 mesi fa - lunedì 26 marzo 2018
    Settimana negativa per le Borse: New York ha chiuso con un calo del 6%. I listini europei, in media, hanno ceduto il 3,4%: tra i peggiori ci sono Francoforte (-4,1%) e Madrid (-3,6%). Milano, nonostante le tensioni sulla formazione del Governo, ha chiuso la settimana a -2,5%, meglio delle colleghe. Tokio ha perso il 4,9%, le azioni cinesi il 3,7%. 
     
     
     
     

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  • Analisi
    BP: brucia ancora liquidità 3 mesi fa - lunedì 26 febbraio 2018
    Le azioni BP negli ultimi anni hanno di fatto seguito l’andamento dei prezzi del greggio – calo dal 2014 e poi recupero. Nell’ultimo trimestre del 2017 la società ha “bruciato” più liquidità di quanta ne abbia generata e questo ci fa restare prudenti col consiglio.

    Prezzo al momento dell'analisi (23/02/18): 476,10 pence
    Consiglio: Mantieni

     

    BP (Isin GB0007980591) ha beneficiato del recupero del greggio: il 4° trimestre del 2017 ha mostrato un aumento delle estrazioni di greggio dell’11%. Il dato è, però, supportato anche da un aumento degli investimenti, che assorbono tante risorse finanziarie: la liquidità generata dal gruppo è aumentata, ma non abbastanza da coprire le spese. Il risultato è che il debito è aumentato ancora. Siamo sopra il livello dei concorrenti e questo, secondo noi, smorza un po’ la possibilità che il gruppo possa aumentare i dividendi. Per quest’anno BP conta, da una parte, di contenere gli investimenti a 15-16 miliardi di dollari (contro 16,7 miliardi di dollari spesi nel 2016 e 2017) e, dall’altra, di lanciare 5 nuovi progetti (soprattutto in Egitto e Mare del Nord) per aumentare la produzione di idrocarburi. Alla luce di ciò, stimiamo un utile per azione di 27 pence nel 2018 e 29 pence nel 2019.

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  • Analisi
    Rimpatriati: la settimana delle Borse 5 mesi fa - lunedì 22 gennaio 2018
    La Borsa Usa ha chiuso la settimana in rialzo dello 0,9% grazie alla spinta che è arrivata dai titoli del settore tecnologico. Bene anche le Borse dell’eurozona (+1%) con l’accordo per la formazione del governo in Germania. Brusca scivolata per Albemarle.

    Variazioni settimanali su prezzi al 19/01/18

    Le Borse si sono svegliate questa settimana con la notizia che negli Usa è entrato in vigore un blocco di alcuni servizi pubblici non essenziali (shutdown). I mercati sembrano non preoccupati e noi concordiamo. Ci sono stati altri shutdown nella storia Usa e sono durati pochi giorni – mediamente la Borsa ha perso lo 0,6% durante questi periodi. L’ultimo shutdown è stato a ottobre 2013 ed è durato 16 giorni (tanto rispetto alla media storica): la Borsa Usa, al massimo, in quel periodo, ha perso l’1,5% e alla fine dei 16 giorni guadagnava il 3%. 

     

    Apple ai massimi storici

    I titoli tecnologici sono quelli che più di tutti sono saliti dall’elezione di Trump avvenuta nel novembre del 2016 – circa +50%. Buona parte di questi rialzi sono stati sostenuti dalla prospettiva di un rimpatrio della liquidità detenuta all’estero dai giganti di questo settore (rimpatrio favorito dalla riforma fiscale di Trump) – liquidità significa maggiori investimenti, più crescita e, verosimilmente, più dividendi. Ebbene, quella prospettiva sembra ora diventare realtà. Apple (178,46 Usd; Isin US0378331005) ha annunciato il rimpatrio di miliardi di dollari detenuti all’estero da investire negli Stati Uniti. Solo questa manovra dovrebbe portare alla creazione di 20.000 posti di lavoro negli Usa e dovrebbe dare un contributo alla generale crescita dell’economia di circa lo 0,4% annuo. Sono numeri e tempistiche che il mercato ha gradito, per questo il titolo è salito in settimana di un altro 0,8% portandosi sui massimi di sempre. Buona parte delle prospettive di crescita del gruppo è, però, già scontata nei prezzi. Al più mantieni le Apple che hai.

     

    Entusiasmo su tutto il settore tecnologico

    La mossa di Apple ha fatto sperare che anche altre società del settore tecnologico possano prendere decisioni simili prima del previsto. Questo spiega i rialzi di tutto il settore (+4,3% medio, per esempio, per le società che fanno microchip) e il rimbalzo del 3,7% delle azioni Intel (44,82 Usd; Isin US4581401001) – il gruppo ha ancora oggi in conti esteri circa il 50% della sua liquidità. Le cause legali intentate nei confronti del gruppo per le falle di sicurezza dei suoi chip (vedi Altroconsumo Finanza n° 1253) al momento non ci preoccupano. Il titolo resta conveniente. Acquista.

     

    Ancora un piccolo progresso per il settore bancario

    Le grandi banche Usa stanno continuano a presentare il proprio bilancio del 2017 e, nel complesso, le sorprese non sono tantissime. Bank of America (31,72 Usd; Isin US0605051046) ha dovuto mettere a bilancio svalutazioni pesanti nell’ultimo trimestre del 2017, ma si tratta di un fenomeno temporaneo e atteso, che spiana la strada a maggiori utili in futuro. Le azioni sono salite di un altro 1,7% in settimana e sono, secondo noi, da mantenere – per approfondimenti sui conti del gruppo vedi pagina 4. Anche le azioni Santander (5,93 euro; Isin ES0113900J37) sono riuscite a chiudere la settimana in rialzo (+0,2%), nonostante la controllata britannica sia tra quelle che avevano concesso finanziamenti alla fallita società di costruzioni Carillion (vedi paragrafo seguente). Vista la presenza in tanti Paesi, l’impatto totale delle difficoltà nel Regno Unito sarà limitato. Mantieni.

     

    Londra in calo

    Carillion è una società di costruzioni britannica che in settimana ha dovuto dichiarare fallimento. Se pensiamo che la società lascia in sospeso centinaia di progetti nel Paese, capiamo perché la Borsa di Londra, seppure senza drammi, sia stata una delle peggiori (ha chiuso a -0,6%). Sul listino ha pesato anche il calo del 4,8% di Pearson (688 pence; Isin GB0006776081). I primi risultati pubblicati per il 2017 sono in linea con le attese, ma le prospettive annunciate per il 2018 non sono granché: Pearson si aspetta un calo del fatturato a causa delle difficoltà sul mercato americano dell’editoria scolastica (quasi 2/3 del giro d’affari del gruppo). Abbiamo abbassato le stime sugli utili della società, ma non cambiamo il consiglio: mantieni – gli acquisti di azioni proprie dovrebbero comunque aiutare un po’ il titolo. Londra ha pagato anche il -4,7% delle azioni BP (509,9 pence; Isin GB0007980591) dopo che la società ha annunciato, a sorpresa, ulteriori costi per vecchie cause legali. Questo non dovrebbe rimettere in discussione il piano strategico del gruppo, ma potrebbe comportare qualche cessione di attività. Mantieni.

     

    La scivolata di Albemarle

    Settimana no per i titoli delle materie prime (-0,9%), in particolare per quelli del litio: una delle principali compagnie minerarie cilene ha ora la possibilità di aumentare la produzione della materia prima in una delle zone del mondo più ricche di litio. Il mercato si è un po’ spaventato, temendo che l’aumento dell’offerta possa essere eccessivo rispetto alla domanda effettiva di minerale, e ha determinato un calo dei prezzi della materia prima. Questo spiega il -13,1% registrato dalle Albemarle (116,01 Usd; Isin US0126531013), società che dipende quasi esclusivamente dalla vendita di litio e che in passato ti abbiamo consigliato per una scommessa. Non ci spaventiamo: la corsa alle auto elettriche continua e non ci sono al momento altre tecnologie che possano sostituire le batterie al litio come “carburante” di queste auto. I termini della scommessa su Albemarle (vedi Altroconsumo Finanza n° 1238) restano invariati e la stessa resta in piedi. Acquista se hai pelo sullo stomaco. Alla larga se sei un buon padre di famiglia. Anche la Umicore (42,74 euro; Isin BE0974320526) ha risentito del calo dei prezzi del litio. Estraendo anche cobalto, però, il suo ribasso in Borsa è stato inferiore (-5,3%) rispetto a quello di Albemarle. Le Umicore restano convenienti e valgono ancora una scommessa, ma non per il buon padre di famiglia.

     

    Risposte per te

    @Gianfranco L’ultimo dividendo azionario ordinario di National Grid è stato staccato il 23 novembre 2017. È stato messo in pagamento, però, solo a partire dal 10 gennaio del 2018. Dovresti, quindi, averlo ricevuto in questi giorni (verifica l’estratto conto).

    @Michele Nelle schede azioni alle pagine seguenti un livello di rischio 1 indica un investimento poco rischioso, un livello 5 indica un investimento molto rischioso. Il dividendo 2018 è quello che ci aspettiamo sia pagato (salvo acconti) nel 2019.

    @Nicola Anche se operi con broker esteri (come eToro) il bollo sugli investimenti (0,2% sul valore a fine anno) va comunque pagato. Solo che in questo caso devi farlo tu in dichiarazione dei redditi – metti in conto anche il costo di un bravo commercialista.

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  • Analisi
    BP: accordo con Rosneft 5 mesi fa - lunedì 8 gennaio 2018
    BP continua a investire per aumentare la produzione d’idrocarburi. 

    Prezzo al momento dell’analisi (05/01/17): 529,6 pence

    Consiglio:Mantieni

    Anche se si aspetta nel tempo degli effetti positivi sugli utili dall’atteso calo delle tasse per le imprese negli Usa, La riforma fiscale americana costringerà BP (Isin GB0007980591) a mettere a bilancio un onere straordinario nel 4° trimestre 2017. Nel tempo, però, la riforma dovrebbe portare effetti positivi sul bilancio. Inoltre, la svalutazione non avrà, comunque, nessun impatto sulla liquidità in cassa. BP ha stretto un accordo con la russa Rosneft per sfruttare delle riserve di gas in Siberia: sono investimenti che rientrano strategia di aumentare la produzione d’idrocarburi.

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 592,80 GBp
Minimo degli ultimi 12 mesi 439,75 GBp
ISIN GB0007980591
Borsa Londra
Beta 1,09
Volatilità 21,94 %
Numero di azioni 19.807.060.000
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 11.190,99 GBp
Settore Energia e servizi alle collettività
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 16.399.578 GBp
Punteggio corporate governance 5

Indici chiave per azione (GBp)

2018 (e) 2017 (e) 2016 2015
Dividendo 32,00 29,99 30,56 26,17
Utile corrente 27,00 12,40 -12,30 -36,85
Utile netto 27,00 12,40 0,56 -23,15
Cash Flow corrente 90,00 75,00 35,00 23,62
Cash Flow netto 90,00 75,00 45,60 37,32
EBIT 36,00 34,00 -2,00 -37,22
EBITDA 92,00 91,00 66,53 23,94
Patrimonio netto 355,00 360,00 475,00 395,33
Patrimonio netto tangibile 315,00 320,00 455,00 348,04

Rendimento in euro

BP Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi 24,50 % 3,25 % 7,30 %
Rendimento ultimi 6 mesi 16,25 % 0,24 % 5,21 %
Rendimento ultimo anno 29,96 % 0,80 % 9,69 %
Rendimento ultimi 5 anni 10,54 % 5,97 % 14,43 %

Indici finanziari della società

2017 (e) 2016 2015 2014
Pay out - 5.790,43 % - 154,76 %
Current ratio - 1,16 1,28 1,37
ROE - -2,47 % -10,61 % 2,74 %
ROE netto - 0,12 % -6,67 % 3,39 %
Margine lordo - - - -
Margine netto - 0,09 % -2,86 % 1,13 %
EBIT margin - -0,23 % -4,66 % 0,76 %
EBITDA margin - 7,54 % 3,00 % 7,56 %
Tax rate - - - 19,13 %
Gearing - 29,10 27,60 20,06
Patrimonio netto / totale attivo - 36,78 % 37,58 % 39,62 %

Dati di Borsa per azione

2018 (e) 2017 (e)
Rendimento da dividendo 5,66 % 5,31 %
Prezzo/utile corrente 20,93 45,56
Prezzo/cash flow corrente 6,28 7,53
Prezzo/patrimonio netto 1,59 1,57
Prezzo/patrimonio netto tangibile 1,79 1,77
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 10,28 % -

(e) : stima

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